Scritto tra il 1836 e il 1837 e rimasto incompiuto per la prematura morte dell'autore, Woyzeck è una ballata tragica, tremendamente attuale e disturbante: storia di ultimi, di “poveri diavoli” travolti da un sistema che fonda il proprio equilibrio sulla sopraffazione, sull'umiliazione e sull'indifferenza. Un mondo in cui la fragilità non trova possibilità di riscatto, in cui la violenza, prima ancora che nei gesti, alberga nelle strutture stesse della società, in cui la natura (umana e non), è un susseguirsi ciclico di evocazioni oscure ove il fine ultimo del vivere non sembra altro che un avvicinarsi alla morte. In queste tenebre senza luce né speranza, non esistono vincitori: carnefici e vittime non sono altro che lati opposti di una stessa medaglia, mostri e mostruosità che la società è sempre pronta a punire e condannare, senza però assumersi mai la responsabilità di esserne causa scatenante e forza generatrice.
La nostra volontà non è rappresentare Woyzeck, ma attraversarlo. È, appunto, uno studio: un'indagine teatrale sulla progressiva frantumazione dell'uomo, sul confine sempre più sottile tra realtà e allucinazione, tra memoria e presagio. La scena diventa spazio mentale, uno specchio infranto in cui immagini, simboli e figure reali ed archetipiche si riflettono e si moltiplicano, accompagnando i protagonisti della vicenda, verso un destino tanto tragico quanto ineluttabile.
Il testo, liberamente riadattato e riscritto da Stefano Tosoni, nasce anche grazie ad un percorso laboratoriale sviluppato insieme agli allievi dei nostri corsi, alcuni dei quali saranno in scena al fianco degli attori della compagnia Stefano De Bernardin, Lorenzo Marziali, Venusia Morena Zampaloni e dello stesso Stefano Tosoni.
In scena, al loro fianco, gli allievi/allieve: Paolo Amabili, Simona Di Paolo, Cristiana Malaspina, Benedetta Santarelli, Elisa Sfredda e Roberta Tirabassi.
FERMO - ARENA VILLA VITALI - venerdì 24 luglio ore 21:15
Ingresso intero 15 euro, ridotto* 12 euro
Gratuito per tutti gli under 18