Dal 30 gennaio al 1° aprile 2026, al Teatro Moriconi di Jesi, torna Fair Play, rassegna di quattro appuntamenti con la scena contemporanea promossa dal Comune di Jesi con il Teatro Giovani Teatro Pirata e la Fondazione Pergolesi Spontini, e con il contributo di Regione Marche e MiC.
Il cartellone, alla seconda edizione, è curato nella direzione artistica ed organizzativa dal Teatro Giovani Teatro Pirata - Centro di produzione di Teatro per l’infanzia e la gioventù.
«Ideata su stimolo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Jesi, la rassegna Fair Play, come suggerisce il nome, vuole essere una incursione tanto leggera quanto meditata nella scena contemporanea teatrale», fa sapere l’assessore alla Cultura Luca Brecciaroli. «Dopo la felice partenza dello scorso anno, molto positiva in termini di qualità delle opere e di presenze del pubblico, riusciamo a ripetere anche nel 2026 quattro momenti di teatro interessanti, quanto eterogenei e ragionati. Quattro appuntamenti teatrali di qualità e a prezzi contenuti, per avvicinare ancora di più il pubblico, anche giovane, a teatro permettendo di esplorare diversi registri e completando così il già ricco e variegato panorama teatrale cittadino.
Ripetendo quanto espresso lo scorso anno, diviene ancor più importante visto quanto sta accadendo al Teatro Studio Valeria Moriconi, sempre più centro vitale di teatro e di relazioni, citare ancora le parole di Valeria Moriconi: “Il teatro c’è, è vostro, e dovete viverlo”.
Importante anche, simbolicamente e concretamente, la collaborazione sempre più stretta con TGTP Teatro Giovani Teatro Pirata, che sta animando e riempiendo questo prezioso spazio, e il continuo lavoro in collaborazione con Fondazione Pergolesi Spontini».
La rassegna inaugura venerdì 30 gennaio con “Ubu re Ubu chi”, produzione teatrale KanterStrasse, con drammaturgia e regia di Simone Martini, che ne è anche interprete insieme a Daniele Bonaiuti e Alessio Martinoli. Lo spettacolo rilegge il celebre "Ubu Roi" di Alfred Jarry (1896), uno spettacolo irriverente, cattivo, grottesco, difficilmente inquadrabile. Tutto inizia da quel clamoroso debutto parigino, dove il pubblico in sala vide quell’incredibile personaggio avanzare al grido di “Merdre!”. Un grido capace di rompere qualsiasi immagine di elegante compostezza, e di rianimare i due protagonisti, la coppia Padre e Madre Ubu, bloccati all’interno di un dipinto del Seicento, maschere dell’infinita commedia del potere e della sua gestione, annosa vicenda su cui, tutti noi, ancora ci interroghiamo.
Domenica 22 febbraio la scena è per Factory Compagnia Transadriatica in “Il fantasma di Canterville”, spettacolo liberamente ispirato all’omonimo racconto di Oscar Wilde, di e con Angela De Gaetano per la regia di Tonio De Nitto. Una storia ricca di humor e suspense, un horror teatrale dalle atmosfere gotiche, ma anche un racconto senza tempo, che parla con leggerezza e profondità della fragilità dell’essere umano, anche quando a raccontarla è un fantasma. Al centro della trama vi sono le vicende della famiglia americana degli Otis, classica rappresentante della benestante nuova borghesia americana, che decide di acquistare un castello in Inghilterra, un castello, scopriranno increduli, abitato da un fantasma, quello di Sir Simon di Canterville, costretto a vagare nelle stanze del maniero per tutta l’eternità per aver ucciso la moglie.
Giovedì 5 marzo l’appuntamento è con “La sparanoia”, una produzione Sardegna Teatro – Agidi di cui sono autori, attori e registi Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri, tra le realtà teatrali giovani più apprezzate sul panorama nazionale. Con cinico surrealismo e al ritmo di rapide stilettate dialogiche, i pluripremiati artisti indagano il peso del mondo che grava su “i giovani” ormai addomesticati. Una generazione di serial killer narcolettici che, invece che conquistare la piazza, sonnecchiano su un cuscino, e alle strategie d’attacco preferiscono le previsioni meteo e i lavaggi delicati. Ma allora, che farsene di una bomba? Scagliarla come una molotov contro qualcuno, in un attimo di vitalità terroristica? O piuttosto lasciarla lì e aspettare che si spenga?
La conclusione di Fair Play è affidata a “Love Letters” di Piero Piva con Mery Bracalente, una produzione Pelle d’Asino/Teatro Rebis realizzata con il sostegno di Teatro Giovani Teatro Pirata, Comune di Jesi, NotteNera. In scena il racconto dedicato ad Antonio Gramsci e alle sue Lettere dal carcere scritte tra il 1926 e il 1937, uno dei testi di riferimento della Resistenza. Un pensiero potente in un corpo fragile, quello dell’intellettuale e politico che seppe radunare attorno a sé il cuore del discorso politico europeo del primo ‘900, incarnando una profonda dissidenza contro ogni tirannia. Cosa rimane oggi della sua figura? Il punto di partenza per riscoprirla sono appunto le lettere da cui emerge il Gramsci più intimo. Attraverso di esse scopriamo una trama di affetti e resistenza, una dimensione umana che va oltre l’icona e riscalda ancora oggi.
INIZIO SPETTACOLI ore 21
INGRESSO
Carnet 4 spettacoli: € 30,00
Biglietti: Posto unico € 10,00
VENDITA
– online Vivaticket.it
– biglietterie del circuito TGTP
– biglietteria del Teatro V. Moriconi > un’ora prima dell’inizio dello spettacolo
INFO e PRENOTAZIONI
Teatro Giovani Teatro Pirata - - Centro di produzione di Teatro per l’infanzia e la gioventù.
Tel. 0731.56590 / Cell. 334.1684688 (lun-ven 9.00-17.00)
biglietteria@teatrogiovaniteatropirata.it
www.teatrogiovaniteatropirata.it