18 Febbraio 2027Teatro del Sentino Sassoferrato (AN)0732/956222
18 Febbraio 2027Teatro del Sentino Sassoferrato (AN)0732/956222
Descrizione
Cresce l’attesa in città per l’apertura della stagione di prosa 2026/27 del Teatro del Sentino. Organizzata dal Comune con la collaborazione della Pro loco e con il sostegno di aziende e di soggetti di natura socio-economica - i cui sponsor principali sono la Banca di credito cooperativo di Pergola e Corinaldo e l’azienda “Faber” - questa nuova edizione prenderà il via il 18 dicembre. Una stagione che si presenta all’insegna dell’alta qualità per soddisfare le aspettative di una variegata platea di appassionati e che intende ricalcare lo straordinario successo di presenze e di consensi riscosso nelle ultime edizioni. La proposta artistica spazia dai grandi classici alla commedia brillante, dalla farsa al musical e al dramma. Dieci i titoli in cartellone, di cui cinque prestigiose rappresentazioni in abbonamento. Completano l’offerta un concerto musicale e quattro appuntamenti dedicati al pubblico giovane. Gli spettacoli in abbonamento vedranno in scena artisti di primo piano del panorama teatrale italiano: Gianfelice Imparato, Enzo Iacchetti, Mascia Musy, Primo Reggiani, Carlotta Proietti, Fabrizio Bordignon, Francesca Valtorta, Jane Alexander, soltanto per citare i più noti. Di grandissimo rilievo anche i nomi degli autori delle varie pièce: Luigi Pirandello, Eduardo Scarpetta, William Gibson, Jordi Galceràn. «Il nostro impegno per la promozione della cultura e dell’arte in generale non è mai venuto meno - osserva il sindaco Maurizio Greci - e, nel caso specifico, le stagioni di prosa del Teatro del Sentino, avendo acquisito una visibilità che va ben oltre i confini locali, costituiscono un valido strumento per la promozione del territorio e un valore aggiunto sotto il profilo culturale e sociale. Per tali motivi anche quest’anno abbiamo profuso il massimo sforzo per dare vita ad un progetto artistico ambizioso. A tale proposito desidero ringraziare le aziende del comprensorio per il preziosissimo sostegno fornitoci, dimostrando sensibilità verso tale iniziativa e attaccamento nei confronti della comunità locale. Vorrei inoltre sottolineare - conclude il primo cittadino - l’attenzione rivolta ai giovanissimi attraverso l’attività della scuola comunale di teatro, come pure quella nei confronti di associazioni e compagnie amatoriali che richiedono l’uso del nostro teatro per proporre i loro spettacoli. Riteniamo infatti importante incentivare la diffusione dell’arte anche attraverso queste piccole realtà associative che vanno apprezzate per la loro capacità di aggregazione e di sensibilizzazione verso la “cultura del bello”».
L’apertura della stagione, il 18 dicembre, appunto, è con il Il medico dei pazzi, celebre ed esilarante farsa del 1908 di Eduardo Scarpetta, padre di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, ovvero quella dinastia di straordinari attori, registi e sceneggiatori che hanno reso famosa nel mondo la commedia napoletana. A rappresentarla in scena, nel ruolo di protagonista centrale, Gianfelice Imparato, attore di grande sensibilità, talento e padronanza del palcoscenico, degno erede artistico dei citati commediografi partenopei essendo cresciuto alla “scuola” di Eduardo De Filippo. Il medico dei pazzi, la cui regia è firmata da Leo Muscato, è una macchina perfetta dell’equivoco. Ambientata all’inizio degli anni ’80, racconta la disavventura di Don Felice Sciosciammocca, ricco proprietario terriero - un po’ ignorante e molto ingenuo - che da anni finanzia gli studi di suo nipote Ciccillo. È convinto che il ragazzo sia laureato in medicina e diriga una prestigiosa clinica psichiatrica. Peccato che Ciccillo, invece di studiare, abbia sperperato tutto in divertimenti e gioco d’azzardo, collezionando debiti e creditori. Quando Don Felice decide di sorprenderlo e si presenta a Napoli con la moglie, il nipote, preso alla sprovvista, inventa una menzogna colossale: la “Pensione Stella”, dove vive, non è una semplice pensione, ma un rispettabile istituto psichiatrico. Don Felice, osservando gli eccentrici ospiti della casa, si convince che siano pazienti. Da lì in avanti la commedia precipita in un vortice di equivoci, fraintendimenti e situazioni paradossali. Magistrale l’interpretazione di Imparato, non da meno quella degli altri dieci affiatatissimi attori del cast, ciascuno sapientemente calato nel ruolo dei rispettivi, bizzarri personaggi.
Il 16 gennaio, l’appuntamento è con il musical. Nella circostanza un’emergente produzione artistica, “MASQUE”, porta in scena NOTRE DAME DE PARIS - Opera Musical, coinvolgente spettacolo incentrato sulla storia senza tempo dell’omonimo, celebre romanzo del grande scrittore, poeta e drammaturgo francese Victor Hugo. Quella che andrà in scena è un’opera completamente nuova nella drammaturgia, con musiche e testi inediti, curati da un giovane e versatile artista, Matteo Angeletti, e con un’originale identità visiva volta a trasformare il romanzo in un’esperienza teatrale potente, moderna e profondamente umana. In una Parigi originariamente medioevale, qui resa contemporanea, lo scenario si apre sulla monumentale cattedrale illuminata, affiancata da grandi guglie gotiche che trasformano la piazza circostante in uno spazio sospeso tra sacro e visione teatrale. L’opera rappresenta un universo gotico e visionario dove il tema della bellezza si intreccia con quello del potere, della fede e della diversità. Al centro della narrazione non c’è soltanto la tragedia amorosa tra Esmeralda, Quasimodo e Frollo, ma una riflessione più ampia sulla fragilità umana e sulla violenza esercitata contro ciò che è diverso, libero o incontrollabile. Interamente cantato dal vivo, lo spettacolo “parla” con un linguaggio musicale che unisce orchestrazioni sinfoniche, sonorità pop contemporanee e momenti corali dal forte impatto emotivo. In scena un cast di dodici artisti provenienti dal teatro musicale e dalla prosa contemporanea. La regia, a cura di Lucia Dionigi, intreccia danza e canto in un flusso scenico continuo in cui il movimento diventa parte integrante della narrazione musicale. A guidare il pubblico è Agnes, narratrice e testimone del tempo, che accompagna lo spettatore tra passato e presente, facendo emergere tutta l’attualità di una vicenda ambientata nella Parigi del 1482. Al centro della scena una cattedrale che domina la città e diventa simbolo di potere, controllo e giudizio. L’arrivo di Esmeralda rompe ogni equilibrio e accende una tensione che coinvolge tre figure maschili profondamente diverse tra loro, dando vita a un conflitto senza via di uscita, in cui il desiderio si trasforma in possesso, la fede in controllo e l’amore in sacrificio. Una rappresentazione dalla forte componente visiva e corale, capace di parlare al pubblico di oggi con un linguaggio diretto ed emozionante.
Il 18 febbraio va in scena Buongiorno Ministro!, esilarante commedia con un cast di grande valore. E’ una satira sui disvalori che spesso caratterizzano la politica a livello globale. Una pièce che, pur trattandole con leggerezza ed ironia, mette in evidenza tematiche che contrastano con il bene comune: mancanza di etica e di trasparenza, clientelismo, favoritismi e così via. Protagonisti dello spettacolo due grandi e versatili artisti, quali Enzo Iacchetti, iconico maestro dell’ironia, e Carlotta Proietti, che “guidano” un cast composto da altri tre bravissimi interpreti. La regia dello spettacolo, è curata da Ferdinando Ceriani, mentre le musiche sono firmate da uno straordinario maestro, Nicola Piovani, destinatario di numerosi e prestigiosi riconoscimenti, tra i quali il Premio Oscar del 1999 per le musiche del film La vita è bella di Roberto Benigni. Buongiorno Ministro! è un mix di comicità grottesca e imprevedibile, talvolta romantica, mai volgare, scritta in maniera elegante da Jordi Galceràn, una delle penne più geniali della drammaturgia spagnola. Una commedia da infarto, senza freni, costruita sugli equivoci, che non risparmia al pubblico una successione di esilaranti gag e battute pirotecniche. Un ministro, coinvolto in uno scandalo di corruzione, sta per compiere l’estremo gesto con un colpo di pistola, ma viene salvato da una venditrice porta a porta che lo travolge con la sua energia e la sua umanità, aiutandolo a ritrovare il coraggio di affrontare i problemi. Sembra l’inizio di una commedia romantica e a lieto fine, ma gli imprevisti sono dietro l’angolo per colpa della sgangherata famiglia della donna, che creerà una spirale di situazioni sempre più imbarazzanti, incredibili ed esilaranti. Dunque, uno spettacolo brillante, ma che, al tempo stesso, offre spunti di riflessione sulle contraddizioni e sulle fragilità del potere. Il finale, sorprendente e imprevedibile, lascia il pubblico a bocca aperta.
L’appuntamento, il 4 marzo, è con uno dei capolavori di un gigante della letteratura. In scena Uno, nessuno e centomila, opera teatrale tratta dall’omonimo romanzo di un grande drammaturgo del ‘900, Premio Nobel per la letteratura nel 1934: Luigi Pirandello. Il cast è di grande livello, a cominciare da uno strepitoso Primo Reggiani (nel ruolo di Vitangelo Moscarda, il protagonista della storia), quindi Francesca Valtorta, Jane Alexander, Fabrizio Bordignon ed Enrico Ottaviano. Adattamento e regia, portano la firma di Nicasio Anzelmo. Suggestiva e innovativa la scenografia, mentre gli effetti di luce, le belle sonorità musicali, la fedeltà nella cura dei costumi della borghesia del tempo, impreziosiscono le scene, “introducendo” lo spettatore dentro il racconto e di quel continuo alternarsi tra realtà e finzione. Un lavoro rivoluzionario, questo di Pirandello, che tocca temi contemporanei. Ironico, grottesco, capace di mettere in crisi la società borghese del primo novecento. Questa è stata ed è tutt’ora la forza di Uno, nessuno e centomila. Il protagonista Vitangelo Moscarda è forse uno dei personaggi più complessi della produzione pirandelliana: prima impacciato e prigioniero delle opinioni altrui, poi sempre più consapevole e determinato a cercare l’autenticità spirituale dell’esistenza, fino all’affrancamento finale da tutte “le rabbie del mondo”. Tutto ha inizio quando, osservandosi allo specchio, si accorge che il suo naso pende leggermente verso destra. Un dettaglio di poco conto che, però, lo farà entrare in una crisi d’identità. Incomincia così a percorrere un viaggio introspettivo scoprendo, giorno dopo giorno, di non essere, per gli altri, quello che egli crede di essere. Moscarda, incontrando e confrontandosi con tanti personaggi, cercherà di distruggere le molte immagini che gli altri vedono di lui, fino a diventare aria, vento, puro spirito. Un impianto scenografico in movimento, un gruppo di cinque straordinari attori e l’umorismo tipico in Pirandello ci raccontano questa storia che emoziona e diverte, ma che, al tempo stesso, induce lo spettatore a riflettere sulla propria identità e sul senso della propria esistenza.
La stagione degli spettacoli in abbonamento si chiude il 20 marzo con “un viaggio” all’interno di una storia che tiene col fiato sospeso. Una vicenda carica di drammaticità e umanità incentrata sull’amore forse più grande che esista, quello di chi, a prescindere dai legami di sangue, si prende cura, con caparbietà e dedizione assoluta, di una creatura più fragile, impossibilitata a vivere e ad esprimersi come gli altri. Anna dei miracoli, questo il titolo dell’opera teatrale del 1957 dello scrittore statunitense William Gibson, ispirata alla storia della bambina sordo-cieca Helen Keller e della sua insegnante Anne Sullivan. Una vicenda realmente accaduta, resa celebre dal film The Miracle Worker del 1962, diretto da Arthur Penn, per il quale l’attrice protagonista, Anne Bancroft, vinse il premio Oscar. E’ questa una versione teatrale inedita, incisiva, dai ritmi incalzanti, che esalta la forza dei sentimenti, il cui adattamento e la regia sono curati da un’artista di valore: Emanuela Giordano. Straordinaria protagonista della rappresentazione Mascia Musy, attrice intensa, raffinata e dalla forte personalità scenica. Accanto a lei tre attori di grande spessore: la giovane Anna Mallamaci, Elisa Lucarelli e Tommaso Bernabeo. Helen è un’adolescente divenuta cieca e sorda all’età di un anno. La fanciulla vive in un mondo “separato”, colori e suoni della primissima infanzia non si materializzano neanche in un minimo barlume di ricordo. Vorace di affetti e di emozioni, ma impossibilitata a comunicarlo, cresce estranea alle regole e alla vita familiare. E’ selvaggia, violenta, “disturbata” e “disturbante”. La contraddittorietà delle manifestazioni affettive dei genitori aggravano la situazione. Arthur, il padre, intende chiudere la figlia in un Istituto. Kate, la madre, convince il marito ad intraprendere un ultimo tentativo chiedendo l’aiuto di Anna, una donna che si occupa di bambini ciechi. Dopo giorni estenuanti, segnati da esili conquiste e rovinose capitolazioni, Anna riesce finalmente ad “entrare in contatto” con la ragazza, a stabilire con lei una forma di comunicazione che scardina i confini di quel mondo separato in cui era costretta a vivere. E’ solo l’ostinazione di questa donna audace, il suo insistere contro ogni logica apparente, che porta al “miracolo” inatteso. Dunque, una rappresentazione intensa e coinvolgente, il cui epilogo - scioccante e sorprendente - scatena l’emozione, che è così forte da “avvolgere” il pubblico in sala, fino a prendersi completamente la scena.
Info: Comune di Sassoferrato - tel. 0732/956222-231 - cell. 377/1203522 - e-mail: info@comune.sassoferrato.an.it - web: www.comune.sassoferrato.an.it
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