Venerdì 6 febbraio al Teatro Gentile di Fabriano, al termine di una residenza di riallestimento ospitata nella stagione teatrale promossa dal Comune con l’AMAT, Arturo Cirillo racconta il mito di Don Giovanni. Partendo dal testo di Molière, di cui mantiene inalterata la capacità di lavorare su un comico paradossale e ossessivo, che a volte sfiora il teatro dell’assurdo, prende spunto dalla poesia e dalla leggerezza del libretto di Da Ponte, così come dalla musica di Mozart di cui custodisce grazia e tragedia. Usando forme e codici differenti, narra la storia che accomuna chi non vuole, o non può, fare a meno di giocare, recitare, sedurre senza fine, ogni volta dal principio, fino a morirne. Con Cirillo, qui anche regista oltre che interprete, ci sono sul palco gli attori Irene Ciani, Rosario Giglio, Francesco Petruzzelli, Giulia Trippetta, Giacomo Vigentini.
«La mia passione per il personaggio di Don Giovanni – racconta Arturo Cirillo nelle note allo spettacolo -, e per il suo inseparabile alter ego Sganarello, nasce all’inizio soprattutto dalla frequentazione dell’opera di Mozart/Da Ponte. Sicuramente i miei genitori mi portarono a vederla al San Carlo di Napoli, come sicuramente vidi il film che ne trasse Joseph Losey nel 1979. Ma l’incontroveramente decisivo con questo personaggio, e con l’opera mozartiana, avvenne intorno ai miei vent’anni, epoca in cui frequentavo l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma. Uno storico insegnante di Storia della Musica, Paolo Terni, ci fece lavorare proprio sul Don Giovanni e in una forma che potrei definire di ‘recitar-cantando’,in cui ci chiese di interpretare il bellissimo libretto di Lorenzo Da Ponte. Oltre al libretto dapontiano recitavamorapportandoci con la musica di Mozart, con i suoi ritmi e le sue melodie. E in quell’occasione questa irrefrenabilecorsa verso la morte - l’opera si apre con l’assassinio del Commendatore e si conclude con lo sprofondare di DonGiovanni nei fuochi infernali -, questa danza disperata, ma vitalissima, sempre sull’orlo del precipizio, questasfida al destino - o come direbbe Amleto: “al presentimento” - mi è apparsa in tutta la sua bellezza e forza. Negli anni successivi tra i miei autori prediletti si è imposto decisamente Molière, quindi mi è parso naturale lavoraresu una drammaturgia che riguardasse sia il testo di Molière, appunto, sia il libretto di Da Ponte. Anche il discorsomusicale mi coinvolge e quindi ho deciso di raccontare questo mito, che è Don Giovanni, usando forme e codicidiversi, conservando di Molière la sua capacità di lavorare su un comico paradossale e ossessivo, che a volte sfiora il teatro dell’assurdo, e di Da Ponte la poesia e la leggerezza. Poi c’è la musica di Mozart che di questavicenda riesce a raccontare sia la grazia sia la tragedia ineluttabile.
Perché in fondo questa è anche la storia di chi non vuole, o non può, fare a meno di giocare, recitare, sedurre;senza fine, ogni volta da capo, fino a morirne».
Lo spettacolo è una produzione Marche Teatro, Teatro di Napoli / Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di Genova, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale. Le scene sono diDario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Paolo Manti, le musiche di Mario Autore.
Per informazioni: AMAT 071 2072439 e biglietterie circuito vivaticket, biglietteria del teatro 0732 3644. Inizio spettacolo ore 21.