Tratto da un best seller dello scrittore e giornalista Paolo Rumiz, Alberto Bassetti ha creato in Un sogno a Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna un testo teatrale di grande intensità e suggestione, interpretato magistralmente da Maddalena Crippa e Maximilian Nisi, sulle musiche di Mario Incudine e la regia di Alessio Pizzech. Lo spettacolo arriva in scena al Teatro Sanzio di Urbino giovedì 19 marzo nella stagione teatrale realizzata dal Comune di Urbino e dall’AMAT, con il contributo della Regione Marche e del MiC
La vicenda narrata è di grande attualità, una storia d’amore che si snoda attraverso l’Europa, da Sarajevo a Istanbul, portando lo spettatore a mettere in discussione le proprie certezze e a riflettere su cosa realmente costituisca l’essenza del continente europeo. L’Europa, infatti, trova le sue radici in destini condivisi, in legami nati tra le macerie di palazzi distrutti: il presente è, dunque, il risultato di processi storici che si intrecciano con le esperienze personali di ognuno di noi, in un dialogo costante tra passato e futuro. Le musiche originali immergono lo spettatore in un’atmosfera evocativa, amplificando il senso di un viaggio emozionale e culturale che attraversa luoghi, memorie e identità.
Maximilian von Altenberg, ingegnere austriaco, viene mandato a Sarajevo per un sopralluogo nell’inverno del 1997. Lì un amico gli presenta la misteriosa Maša Dizdarevi?, "occhio tartaro e femori lunghi", austera e selvaggia, splendida e inaccessibile, vedova e divorziata, con due figlie che vivono lontano. Scatta qualcosa. Un’attrazione potente che però non ha il tempo di concretizzarsi. Max ritorna dopo tre anni, i tre anni di cui parla La gialla cotogna di Istanbul, la canzone d’amore che gli cantava Maša. Si ritrovano, lei è ammalata, ma finalmente si accende l’amore. Da lì in poi comincia un’avventura che porta Max in un viaggio che è rito, scoperta e resurrezione.
Così Alessio Pizzech descrive il suo lavoro di regia: «Cerco in questo spettacolo di restituire un racconto scenico che le nuove generazioni condividano perché la memoria del sangue versato non sia dimenticata e perché un’Europa sempre più indifferente si accorga delle proprie macerie dell’anima. Una storia che vive sul palcoscenico perché i giovani di oggi non restino senza padri, com’è stata la mia generazione. Il racconto di quest’amore è un paradigma della grande Storia, scompagina i confini della nostra anima, ci spinge verso territori sconosciuti e la violenza dei sentimenti si confonde alla rabbia che porta al conflitto chiamato guerra. Amata Europa arricchisciti delle storie di ieri e di oggi, che ci facciano sentire parte di una comunità in cui il futuro sia costruito sulle radici di un passato condiviso e compreso e che la pace sia davvero un concetto concreto che attraversi il cuore di ognuno di noi».
Completano il cast in scena Mario Incudine e Adriano Giraldi, le scene e i costumi sono di Andrea Stanisci, il disegno luci di Eva Bruno, la produzione dello spettacolo è di La Contrada Teatro Stabile di Trieste e Arca Azzurra.
Inizio spettacolo ore 21. Informazioni botteghino del Teatro Sanzio 0722 2281, AMAT 071 2072439 e circuito vivaticket anche on line.