in occasione del bicentenario della nascita di Carlo Collodi
e della giornata internazionale delle persone con disabilità
uno spettacolo di Tonio De Nitto
con Antonio Guadalupi, Luca Pastore, Benedetta Pati, Fabrizio Tana
drammaturgia Tonio De Nitto e Fabrizio Tana
musiche Paolo Coletta
scene Iole Cilento
costumi Lapi Lou
luci Davide Arsenio
suono Graziano Giannuzzi
regia Tonio De Nitto
produzione Factory Compagnia Transadriatica, Fondazione TRG di Torino
Accademia Perduta / Romagna Teatri
consigliato da 5 anni
Ma cosa significa davvero essere un bambino per bene? E cosa vuol dire essere un bambino come tutti gli altri? Se a porsi queste domande è il Pinocchio portato in scena da un attore con la sindrome di Down, allora la storia che conosciamo potrebbe prendere una piega diversa, più intima, più vera. Pinocchio è energia pura, irrefrenabile, curioso, disobbediente, ma con un grande cuore. Il suo è un viaggio di crescita e consapevolezza, una corsa verso l’autonomia. Sì, forse è proprio questo il desiderio più profondo del nostro Pinocchio/Fabrizio, diventare autonomo, crescere, scegliere da solo chi essere. Ma come resistere alla tentazione del Gran Teatro delle Marionette? Come non lasciarsi affascinare da animali parlanti, da promesse miracolose e da un campo in cui, forse, gli zecchini d’oro possono davvero fiorire? A duecento anni dalla nascita di Collodi, Tonio De Nitto porta in scena il capolavoro Pinocchio, in una riscrittura a quattro mani con Fabrizio Tana, attore e autore con sindrome di Down, per indagare e forse confutare, con dolcezza e profondità, il tema del desiderio di essere come gli altri. "Voglio essere un bambino come tutti gli altri!" diventa allora una domanda aperta, una sfida, un invito a riconsiderare cosa significhi normalità, e cosa significhi davvero crescere. Lo spettacolo prosegue il percorso di ricerca di Factory Compagnia Transadriatica sul rapporto tra teatro e disabilità.