Un lavoro originale, ovvero Fahrenheit 451 come è possibile pensarlo, scriverlo e comporlo ai giorni nostri: ispirandosi a Bradbury, Sotterraneo esplora martedì 17 marzo al Teatro Sanzio di Urbino in Il fuoco era la cura gli spunti di riflessione che il suo romanzo continua a generare nel presente.
L’appuntamento segna una tappa del lungo viaggio di TeatrOltre, festival ideato e realizzato all’insegna della multidisciplinarietà dall’AMAT con 11 città delle Marche, palcoscenico ampio per le più importanti esperienze dei linguaggi contemporanei giunto alla ventiduesima edizione.
«Fahrenheit 451 di Ray Bradbury – scrive la compagnia nelle note allo spettacolo - descrive un futuro distopico in cui è vietato leggere, schermi costantemente accesi alienano il tempo libero delle persone e il tentativo di pensare causa malessere fisico. Ironicamente, il corpo dei pompieri non è più impiegato per spegnere gli incendi, bensì per bruciare i libri e se necessario i loro possessori.
Il libro è uscito circa 70 anni fa, nel 1953, ma è ambientato nel futuro, cioè negli anni ’20 del XXI secolo, vale a dire oggi. Tu però ti trovi nel XXI secolo e stai leggendo questo testo, quindi Bradbury si è sbagliato? Dipende come intendiamo la distopia: una previsione sul futuro che a un certo punto viene confermata/smentita oppure un allarme sul presente che continua a rinnovarsi?
Il fuoco era la cura attraversa e rilegge liberamente Fahrenheit 451, lo consuma come si fa con un libro amato, letto mille volte e trascinato in mille luoghi, lo sporca, lo dimentica da qualche parte e poi lo ritrova, mentre la copertina sbiadisce, la carta si scolla e le pagine si riempiono di appunti, biglietti, segnalibri e ricordi. Cinque performer – Flavia Comi, Davide Fasano, Fabio Mascagni, Radu Murarasu, Cristiana Tramparulo - ripercorrono la storia del romanzo, si identificano coi personaggi, si muovono in senso orizzontale mappando i coni d’ombra, le cose che Bradbury non ci spiega o non ci racconta, creando linee narrative parallele, deviazioni teoriche, costruendo anche le cronache di un tempo intermedio fra il nostro presente e un futuro anticulturale in cui l’istupidimento ci salva dal fardello del pensiero complesso. Se Bradbury si fosse sbagliato solo di qualche anno, se Fahrenheit 451 accadesse davvero, noi cosa faremmo?».
Ideazione e regia sono di Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Daniele Villa, scrittura di Daniele Villa, luci di Marco Santambrogio, abiti di scena di Ettore Lombardi, suoni di Simone Arganini, coreografie di Giulio Santolini, oggetti di scena di Eva Sgrò. La produzione dello spettacolo è del Teatro Metastasio di Prato, Sotterraneo, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, con il sostegno di Centrale Fies / Passo Nord
Lo spettacolo prevede la presenza di luci stroboscopiche.
Informazioni: Teatro Sanzio 0722 2281, AMAT 071 2072439, circuito vivaticket. Inizio spettacolo ore 21.