Dal 28 giugno al 12 luglio 2026, lo spazio Lapsus (viale Bonopera 37, Senigallia, all’angolo con i Giardini della Rocca Roveresca) ospita “Ste!”, una mostra fotografica dedicata all’opera di Stefano Mariani, apprezzato fotografo senigalliese scomparso nel 2024. L’iniziativa, promossa dai familiari, si inserisce nel percorso di eventi dedicati alla sua memoria, tra cui la serata commemorativa organizzata dai membri del Circolo Culturale “Oscar Franceschini” di Brugnetto e la recente apertura, nella biblioteca della stessa frazione, di una sezione di fotografia intitolata a suo nome. L’inaugurazione si terrà domenica 28 giugno alle ore 19:00. La mostra sarà visitabile fino a domenica 12 luglio nei seguenti orari: martedì e venerdì: 15:00 – 18:30 giovedì: 10:00 – 12:00 sabato e domenica: 18:30 – 21:30Il percorso espositivo propone una retrospettiva sui circa trent’anni di attività fotografica di Stefano Mariani. Una selezione delle sue opere è consultabile attraverso il sito web dedicato. Note biografiche Stefano Mariani (1953-2024) iniziò a fare fotografie nel 1974 quando lavorava in Siria e dove acquistò una macchina fotografica con cui realizzò le sue prime fotografie a colori, che documentavano la vita lontano da casa. In seguito continuò a fare fotografie a colori senza alcun intento artistico ma solo come documentazione della vita familiare. Nel 1985 iniziò a frequentare il fotografo Mario Giacomelli, e decise di abbandonare la fotografia a colori e di utilizzare le pellicole bianco e nero. Nel 1995 si costruisce una rudimentale macchina fotografica con foro stenopeico, cosa che diede l'inizio ad un cambiamento del modo di vedere la realtà e il suo rapporto con l'immagine fotografica. I lavori "Limite Invalicabile" e "Viaggio in Egitto" furono realizzati appunto con il foro stenopeico. In seguito abbandona la tecnica stenopeica, e il bianco e nero, dedicandosi esclusivamente alla fotografia a colori. Negli ultimi anni con le serie fotografiche "Pompei" e "Fotografie all'Urlo", riuscì a raccontare, senza preconcetti, le proprie inquietudini del vivere, restituendo, attraverso scatti di scene quotidiane, come quelle di persone distese al sole, immagini cariche di tensione e suggestione.