Mostre d'Arte
dal  10 Maggio
al  28 Giugno
Musei Civici di Palazzo Mosca Pesaro (PU)0721 387541  info@pesaromusei.it

Descrizione

Sabato 9 maggio (ore 18) ai Musei Civici di Palazzo Mosca, inaugura ‘L’essenza dei colori dell’anima…Trasparenze, velature, visioni, silenzi e armonie nella poetica della forma del Maestro Franco Fiorucci’, la grande antologica con cui Pesaro ricorda e celebra ‘il signore degli acquerelli’ scomparso nel 2023. Organizzata da Therapeia per l’Arte e promossa dal Comune di Pesaro e Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive in collaborazione con Pesaro Musei, l’esposizione è curata da Giorgio Anniballi e Stefania Campanelli, fondatrice di Therapeia, realtà culturale dedicata alla qualità della vita, alla salute integrata e alla centralità della Persona.
 
Franco Fiorucci (1936-2023) ritorna così nel territorio che gli ha dato i natali con una mostra che intende rappresentare una ‘valigia del tempo’, un viaggio attraverso anni di studio, osservazione ed esplorazione che hanno portato il Maestro ad un linguaggio artistico capace di tradurre le dimensioni più inconsce e intime per portarle alla luce, nel ‘mondo’. Il percorso espositivo con 80 opere si articola in quattro sezioni: esordi, con i primi studi di colore del periodo in cui l’artista non era ancora insegnante; fase della maturità, la più prolifica, in cui Fiorucci diventa insegnante e continua a creare; sperimentazione, con le tecniche miste e gli oli; i ritratti alle sue allieve, raffigurate mentre erano al lavoro. Nell’allestimento le opere sono accompagnate da frasi e pensieri inediti dell’artista che appartengono all’archivio di famiglia. La mostra è diffusa e include, come seconda sede, la chiesa del Cristo Risorto (via Matteucci, 29) che accoglie alcuni dipinti.
 
Alla conferenza stampa erano presenti: per il Comune di Pesaro, il sindaco Andrea Biancani e Daniele Vimini vicesindaco e assessore al Turismo e alla Cultura; Claudio Olmeda presidente della Fondazione Pescheria - Centro Arti Visive; la curatrice Stefania Campanelli fondatrice di Therapeia, Wanda Polverari e Maria Giuseppina Fiorucci rispettivamente vedova e figlia dell’artista.
 
Il sindaco Andrea Biancani: Pesaro è orgogliosa di ospitare questa importante mostra dedicata a Franco Fiorucci, artista profondamente legato alla nostra città e figura amata da intere generazioni di pesaresi. Fiorucci non è stato soltanto un grande maestro dell’arte, ma anche un punto di riferimento umano e culturale: molti hanno iniziato a dipingere grazie a lui, tanti artisti del nostro territorio lo ricordano come insegnante e fonte d’ispirazione. Questa esposizione rappresenta un omaggio sentito della città alla sua sensibilità artistica e alla sua capacità di parlare all’anima attraverso il colore. Arriva inoltre in un momento strategico per il turismo culturale, inserendosi in un periodo di importanti presenze in città e costituisce un ulteriore valore aggiunto per il territorio e per la proposta culturale cittadina. Invito tutti a partecipare all’inaugurazione di domani e sono certo che sarà una mostra capace di emozionare e lasciare un segno in chi la visiterà.
 
Ringrazio tutti i soggetti che hanno collaborato alla realizzazione di questo risultato: siamo riusciti a trovare il momento giusto per questo evento per questo primo importante omaggio a Fiorucci dopo la scomparsa: ha esordito Daniele Vimini. Dedicare un progetto come questo a Fiorucci non è banale, lo vedrete anche nel lavoro di allestimento, perché i musei in questi anni hanno tributato esposizioni a diversi artisti entrati nell’immaginario del territorio e anche nazionale. Con Fiorucci tutti questi elementi si tengono insieme perché abbiamo l’artista popolare che più è presente nelle case dei pesaresi, anche indirettamente perché con i suoi acquerelli è stato un insegnante di tanti allievi e così ha seminato la sua tecnica. E poi per i temi, come la natura - bello che la mostra sia in maggio mese della primavera che evoca i colori che più si ritrovano nelle sue opere - i ritratti delle allieve e dei luoghi della città – come il Villino Ruggeri -. Per tutti questi motivi è importante una mostra dedicata a Fiorucci.
 
Per Claudio Olmeda inaugurare la mostra di Franco Fiorucci è un’attività ancor più preziosa delle consuete proposte, perché al di là del livello artistico mi piace sottolineare la signorilità, la gentilezza, la delicatezza, la bontà e la sensibilità di una persona che ho avuto modo anche di incrociare nel quotidiano. Nelle sue opere, questa bellezza d’animo, questa personalità si coglie davvero pienamente.
 
Il ricordo letto da Wanda Polverari: allora, io perché mi commuovo facilmente ho scritto quello che volevo dire il mio pensiero. Agli amici e amici e tutte le persone che hanno voluto bene a mio marito oggi vorrei ricordarlo per ciò che era davvero una persona umile e credo che l'umiltà sia la virtù dei grandi. Lui era così non cercava mai di mettersi sopra gli altri non pretendeva niente desiderava soltanto pace e serenità per la sua famiglia e la possibilità di dedicarsi al suo lavoro era un artista vero, un artista tutto tondo viveva l'arte certo amava profondamente la sua famiglia, ma i suoi quadri erano parte della sua anima. Li sentiva come figli era stato invitato anche in America, ma non volle andare per paura che le sue opere non tornassero indietro per lui non erano semplici dipinti erano vita, emozione sacrificio e amore era felice quando lavorava era felice quando riusciva a trasformare un'idea di qualcosa di concreto e di bello e quando l'ispirazione arrivava non importava l'ora si alzava anche di notte per mettersi a creare L'arte era il suo respiro aveva un cuore buono voleva bene ai suoi amici li stimava sinceramente e tanti di loro gli hanno voluto bene proprio per la persona autentica che era ha fatto tanto anche per Pesaro lasciando lavori opere e pezzi di e pezzi di sé in questa città che amava profondamente Pesaro per lui non era soltanto un luogo dove vivere era casa era ispirazione era parte della sua anima era orgoglioso di poter lasciare qualcosa alla sua città e alle persone che la vivono e credo che il ricordo più bello che possiamo conservare sia proprio questo quello di un artista semplice, vero, generoso che ha vissuto con dignità, passione e amore per ciò che faceva e proprio per questo oggi voglio dire anche un grazie speciale. Ringrazio i miei collaboratori che mi hanno aiutato a realizzare un sogno che desideravo da tanto tempo. Ringrazio il sindaco e l’assessore Vimini per la sensibilità, la vicinanza e per aver creduto in questo progetto e nel valore dell'arte di mio marito con il sostegno e l'affetto di tutti voi questo sogno è diventato realtà. Io lo ricorderò così con le mani sporche di colore gli occhi pieni di idee il cuore pieno di umiltà. Grazie a tutti.
 
Grande commozione anche nel ricordo di Maria Giuseppina Fiorucci: grazie a tutti, volevo ringraziare il Comune, Vimini, Biancani e tutti quanti hanno collaborato a questo che è veramente un sogno tanto atteso e non potevo non regalare un pensiero a mio padre. Lui mi ha insegnato a guardare il mondo con i colori prima ancora che con gli occhi, è stato un pittore straordinario ma soprattutto un uomo che ha dedicato la sua vita all'arte con tanta passione, pazienza e tanta umiltà. Spero che attraverso i suoi lavori possiate vedere non solo la tecnica, ma anche la sua profonda anima. Lo ringrazio infinitamente per essere stato un grande maestro di vita e un padre fantastico, per avermi insegnato che si può illuminare il mondo anche attraverso una semplice pennellata. Vi chiedo di ricordarlo così, un pennello in mano e lo sguardo fisso sulla bellezza.
 
La mostra dedicata al Maestro Franco Fiorucci, figura di profonda sensibilità artistica e umana la cui ricerca pittorica ha attraversato le dimensioni più intime e universali dell’esistenza, si configura come una ‘valigia del tempo’, un viaggio attraverso anni di studio, osservazione e sperimentazione, in cui colore, forma e materia diventano strumenti di espressione dell’invisibile. Le opere saranno accompagnate da pensieri inediti dell’artista, provenienti dall’archivio familiare, e da una selezione di oggetti personali, scelti per evocare il suo universo creativo.
 
Le parole dei curatori. Così, Stefania Campanelli: nei dipinti di Fiorucci si possono osservare immagini e giochi di colori, tra ombre e velature, che rimandano a contenuti di relazione, comunicazione, contatto, flusso, movimento, circolarità e geometrie. Potrei definire alcuni suoi quadri “geometrie dell’anima”, una sfida tra equilibri e forme, un dialogo silente nella ricerca di un punto di incontro tra il cielo e la Madre Terra. La tecnica riesce a superare la pratica pittorica e a trasformarla in energia vitale, in coscienza artistica: i suoi dipinti sono tutti vivi, parlano, si muovono e si trasformano, ricchi di suggestioni formali che portano con sé una forza emotiva ed evocativa. Per Giorgio Anniballi è importante ricordare il Maestro Fiorucci con una mostra che ne esalta il valore e il segno indelebile della sua pittura che parla e si muove attraverso suggestioni con una straordinaria forza emotiva ed evocativa.
 
Il momento dell’inaugurazione è preceduto - alle 16 - da un incontro/conferenza nel Salone Antonia Pallerini di Palazzo Gradari, in cui verrà proiettato il docufilm sulla vita dell’artista, con un’intervista a Fiorucci, interventi di critici d’arte e testimonianze di figure che ne hanno condiviso le vicende umane e professionali.
 
Note biografiche
Nato a Urbino nel 1936, Fiorucci si forma alla Scuola del Libro, a stretto contatto con i protagonisti dell’Istituto d’Arte; è quindi allievo e poi amico di Carnevali, Castellani, Ceci e Bruscaglia. Rimasto senza genitori da giovanissimo, finisce in orfanotrofio, sempre a Urbino, dove - fin da ragazzino - fa da primo maestro a un altro compagno, Marcello Lani, di due anni più piccolo, divenuto poi incisore e pittore. 
 
Hanno detto di lui
Non ho dubbi che Fiorucci sia un grande disegnatore, e che i “Buoi” rappresentano un destino nella sua espressività così forte e creativa.
1965 Nino Caffè
                                                                                                                                                                                      
Deriva dalla tipica radice dei creativi, dei grandi immaginari, in quegli spazi grafici il segno incide con una profondità estrema la forma, sicché questa ne diventa, per illuminazione, emblematica.
1974 Italo Calvino
 
Quelle immagini, quei buoi sono sulla linea dell’arco mentale, e diventano idee, profondità, creazione.
1975 Paolo Volponi
 
Fiorucci appartiene con diritto a quella grande scuola d’incisione urbinate, che ha determinato una nuova storia artistica in tutto l’ambito europeo.
1975 Carlo Bo
 
.
1983 Leonardo Castellani
 
Quei buoi - i famosi buoi di Fiorucci dirà qualcuno - non sono solo esemplari testimoni di una civiltà ormai andata, ma rappresentano anche la grande metafora della vita stessa, come ogni bimbo di campagna sperimenta con caparbia e curiosità e come i bagliori e le palle di luce suggeriscono. E forse per questo sono così veri.
1986 Ivano Dionigi
 
Therapeia
Promuove l’incontro tra saperi, arte, formazione e umanità e riconosce l’arte come parte integrante dell’esperienza umana e del Ben-essere psicofisico, promuovendo iniziative culturali che favoriscono la relazione tra persone, creativita? e contesti sociali. In questa prospettiva, Therapeia sostiene e ospita mostre ed eventi culturali per contribuire alla diffusione della cultura e alla vitalità del territorio. All’interno di questa visione, l’Arte e? riconosciuta come elemento essenziale nei processi di cura e di guarigione; per questo integra cultura e pratiche artistiche come strumenti attivi di prevenzione, salute e coesione sociale, sostenendo questa prospettiva anche attraverso l’attività editoriale di Therapeia Edizioni.
 
 
L’essenza dei colori dell’anima…
Trasparenze, velature, visioni, silenzi e armonie nella poetica della forma del Maestro Franco Fiorucci
a cura di Stefania Campanelli, Giorgio Anniballi
10 maggio - 28 giugno 2026
Musei Civici di Palazzo Mosca
Inaugurazione sabato 9 maggio ore 18
orario
fino a maggio: martedì - giovedì 10-13, 15-18; venerdì - domenica e festivi 10-13, 15-19
da giugno: lunedì 10-13, martedì-domenica e festivi 10-13 15-19
ingresso con card Pesaro Musei, gratuito fino a 18 anni e per possessori Carta Famiglia del Comune di Pesaro
info 0721 387541 info@pesaromusei.it
 
 

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