Al MARV Museo di Arte Rubini Vesin di Gradara, nel primo week end di primavera, apre al pubblico la mostra IL TEMPO DEL GIOCO – Meraviglie ludiche della Collezione Loris Betti, un'esposizione unica che celebra la storia e il valore del gioco attraverso una straordinaria raccolta di giochi d'epoca.
La mostra rappresenta il terzo evento che il Museo MARV dedica a questo tema, a seguito del successo delle precedenti rassegne: "L'arte del gioco. Giochi antichi dalla Collezione Crippa" (2023) e "Il Gran Gioco del Mondo. Giochi e stravaganze di Giuseppe Maria Mitelli" (2024/2025) entrambe realizzate in collaborazione con la Civica Raccolta delle Stampe “A. Bertarelli” del Castello Sforzesco di Milano.
IL TEMPO DEL GIOCO mira a far riflettere sull'importanza di preservare e promuovere la cultura del gioco inteso non solo come fenomeno storico, sociale e artistico ma anche come potente mezzo di rappresentazione della società e prezioso documento storico, indagandone soprattutto l’impatto educativo nelle varie epoche e contesti.
La Collezione Loris Betti presenta una selezione accurata di pezzi rari e curiosi che consentono di esplorare l'evoluzione del gioco in un ampio periodo storico che va dalla fine del Settecento agli anni Ottanta del secolo scorso; la mostra intende offrire una panoramica su questa ricca raccolta, articolando il percorso espositivo in aree tematiche. Ampio spazio è dedicato al gioco educativo che include una piccola sezione di giochi che hanno per protagonista Pinocchio, il celebre burattino nato dalla penna di Collodi, in omaggio allo scrittore di cui proprio quest’anno ricorre il centenario della nascita. In ambito educativo sono poi di particolare interesse i giochi destinati alle bambine, prevalentemente finalizzati a trasmettere valori in linea con la mentalità dell’epoca come l’importanza della cura domestica e il matrimonio, inteso come traguardo naturale per la realizzazione della donna.
Le altre sezioni sono riservate a giochi dedicati o ispirati ai viaggi, allo sport, al cinema e al precinema - con una piccola esposizione di lanterne magiche e proiettori giocattolo – alla pubblicità e all’azzardo. Giochi dell’oca, tombole, carte, tavolieri offrono un punto di osservazione privilegiato e accattivante sui mutamenti della cultura e della società nel tempo; sono vere e proprie chiavi di lettura per comprendere in modo autentico pensieri e abitudini, gusti e sensibilità estetiche, esigenze e ambizioni delle generazioni che ci hanno preceduto. Nel percorso espositivo è prevista anche un’area con alcune riproduzioni dei giochi esposti per permettere ai visitatori di sperimentarli in prima persona. Non mancano contenuti digitali di approfondimento da consultare in autonomia attraverso il proprio smartphone.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 7 giugno.
La Collezione Loris Betti
Loris Betti inizia a collezionare giochi antichi, sviluppando nel tempo un interesse sempre più consapevole per il valore culturale e sociale del gioco. La sua passione nasce fin dall’infanzia, quando la lettura del Corriere dei Piccoli lo avvicina ai giochi su carta.
Nel corso degli anni matura l’idea di promuovere un’educazione al gioco inteso come fattore culturale e sociale, oltre che come riflesso e immagine delle diverse epoche storiche. Questo interesse si intreccia con la sua professione di medico e con una parallela passione per la storia, indagata nei suoi aspetti politici, sociali e militari, che lo conduce ad avvicinarsi anche ai giochi di simulazione storica. In questa prospettiva, lo affascina lo studio dei giochi come strumenti per comprendere le aspettative, i valori e gli immaginari di chi li produceva e di chi li utilizzava.
Nel corso degli anni amplia la raccolta e, a partire dai mercatini, costruisce una preziosa e capillare rete di intermediari e contatti, che iniziano a proporgli l’acquisto di giocattoli dapprima in Italia e successivamente anche in ambito europeo. Grazie a una serie di acquisizioni attente e accuratamente selezionate, riesce così a dare vita a una delle più importanti collezioni di giocattoli esistenti, che abbraccia un arco cronologico dalla fine del Settecento agli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento e comprende diverse aree di interesse.
La collezione non nasce come semplice accumulo, ma come strumento di studio e conoscenza: non un insieme di oggetti fine a sé stesso, bensì un mezzo per indagare il gioco come fenomeno sociale e culturale. Da qui deriva anche l’interesse a presentarla in ambito espositivo museale, con l’obiettivo di promuovere una più ampia consapevolezza del valore del gioco e dei suoi significati.
Gradara e il museo MARV come luoghi della cultura ludica
GRADARA e il gioco sono un binomio inscindibile da quasi trent'anni. Oltre alla celebre Rocca e alla storia di Paolo e Francesca, il borgo medievale è noto per la pratica ludica che permea la vita cittadina. Gradara vanta in proposito numerosi primati, tra cui: l'aver ospitato una delle ludoteche più grandi e significative d'Italia, fucina di iniziative pionieristiche e progetti internazionali; l'ideazione di uno dei principali festival nazionali dedicati al gioco, "Gradara Ludens"; la nomina del primo Assessore al Gioco d’Italia.
Nei primi anni Novanta Gradara ha avviato una pionieristica attività didattica basata sul gioco come strumento per divulgare il patrimonio storico-artistico a studenti e insegnanti.
Questa trentennale sperimentazione ha portato allo sviluppo di una metodologia originale di didattica ludica della storia e del patrimonio culturale, che unisce gioco e teatro, racchiusa nella formula "Gradara in gioco", e che si traduce in una ricca offerta di proposte didattiche per scuole di ogni ordine e grado che scelgono Gradara come destinazione per viaggi d’istruzione.
Il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin, inaugurato a Gradara nel 2022 a Palazzo Rubini Vesin, valorizza la storia artistica e culturale del territorio con mostre, ricerca e divulgazione su grafica e linguaggi dell’arte. In particolare il museo civico gradarese si distingue per un ciclo espositivo unico in Italia, avviato nel 2023, interamente dedicato al gioco come fenomeno storico, sociale e artistico, interpretato come strumento di rappresentazione della società e documento storico.
Il percorso è iniziato con “L’arte del gioco. Giochi antichi dalla collezione Crippa” (settembre-novembre 2023), in collaborazione con la Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” di Milano, esponendo giochi storici quali carte e tavolieri del XVIII-XIX secolo. È proseguito con “Il gran gioco del mondo. Giochi e stravaganze di Giuseppe Maria Mitelli “(settembre 2024-febbraio 2025), anch’essa in collaborazione con la Bertarelli, presentando oltre cento incisioni dell’artista bolognese (1634–1718) tra cui la celebre serie de i 33 giochi
La mostra “Il tempo del gioco. Meraviglie ludiche dalla Collezione Loris Betti”, che verrà aperta al pubblico il prossimo 22 marzo 2026, prosegue questo ciclo espositivo offrendo una panoramica sull'evoluzione del gioco tra Ottocento e Novecento come fenomeno culturale e industriale. Inserendosi nel contesto di Gradara, il MARV si afferma come un centro di riferimento nazionale per lo studio e la divulgazione della cultura del gioco, interpretato come autentico patrimonio storico, artistico e culturale.
Informazioni mostra: IL TEMPO DEL GIOCO. Meraviglie ludiche dalla Collezione Betti
Gradara, MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin via Umberto I, n.9 - 61012 Gradara (PU)
22 marzo – 7 giugno 2026
orari e giorni di apertura:
da mercoledì a venerdì 14.30 - 17.30
sabato e domenica 10.00 – 13.00 /14.30 – 17.30
lunedì e martedì chiuso
ingresso € 5.00
Una mostra da ammirare e da giocare a disposizione dei visitatori un’area con riproduzioni giocabili di alcuni dei giochi in esposizione
contenuti digitali di approfondimento accessibili dal proprio smartphone.