Mostre d'Arte
dal  06 Novembre
al  08 Dicembre
da martedì a giovedì 10–13, da venerdì a domenica e festivi 10-13 e 15.30-18.30
Palazzo Mosca – Musei Civici Pesaro (PU)0721.387541www.pesaromusei.it  pesaro@sistemamuseo.it

Descrizione

Il Comune di Pesaro dedica a Carlo Pagnini, icona della cultura dialettale pesarese, la sua prima mostra personale dal titolo J Scaraboch’ che
inaugura al pubblico sabato 6 novembre alle 18 nell’importante cornice di Palazzo Mosca - Musei Civici e sarà visitabile fino all’8 dicembre.

Organizzata dall’Assessorato alla Bellezza e Sistema Museo, l’omaggio espositivo, a cura di Ricardo Aleodor Venturi, intende raccontare una lunga
storia e le radici del nostro territorio attraverso la figura di un uomo straordinario che, dando voce ed espressione a un’intera città, come una
lente ha avvicinato tutti i concittadini in uno sguardo comune.

Una storia quasi secolare - contando oggi i 93 anni di Pagnini - da ripercorrere attraverso le poesie che hanno ridato dignità alla lingua
dialettale, quelle di autori illustri a partire da Odoardo Giansanti, detto Pasqualón, portate alla ribalta con magistrali interpretazioni, e quelle da lui
stesso composte, ma non solo, c’è tutto il suo mondo fatto anche di schizzi e disegni, J Scaraboch’, oltre a costumi, documenti video, fotografie, libri e c’è pure il bastone originale di Pasqualón.

Una mostra transgenerazionale per l’esempio di creatività e genialità che rappresenta, non a caso curata da un giovane artista, qui agli esordi come
curatore, che spiega: “fare una presentazione di Carlo Pagnini penso sia complesso e mai fino in fondo esauriente. Difficile capire da dove partire,
infatti la sua carriera oltre ad essere ricca di materiale e lunga è decisamente poliedrica. Lo definirei un cantastorie senza tempo e senza pensione. E nel suo inesauribile spirito e nella bontà d’animo viene racchiusa una passione che nasce da una ricerca costante della vita senza altro interesse che una limpida curiosità”.

L’essenza di Carlo Pagnini, in cui tragico e comico si mischiano senza però perdere il loro distinto pathos, si nasconde in una personalissima attitudine ad osservare il mondo con trasparente umiltà, che gli ha permesso di affrontare ogni disciplina con fare leggero, sfiorando tutto con dolcezza e nel medesimo tempo scavando dentro ogni argomento così da lasciare il solco in chi ascolta e osserva.

“Non sono un attore, non sono un poeta, non sono uno scrittore né uno scultore o un disegnatore. Non sono sufficientemente informato, non sono colto, non ho potuto studiare [...] però a mio modo ho fatto tutto questo.” “Entro in queste nuvole. Non lo so che mondo è. I famosi mondi che non ci sono, non esistono. Eh! Io vado.” C. Pagnini

Conclude Daniele Vimini, Assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro: “Dopo il fortunato esordio del giovane illustratore Michael Bardeggia con la sua mostra a tema dantesco, proseguiamo la riscoperta dello spazio al piano terra di Palazzo Mosca accogliendo progetti espositivi dedicati a creatività, illustrazione e poesia, e siamo felici di ospitare ora la prima personale di Carlo Pagnini, a cura del giovane artista Ricardo Aleodor Venturi.
Sembra strano ma in 93 anni Pagnini non ha mai fatto un’esposizione dei suoi lavori. Opere principalmente poetiche ma altresì corredate da cartelle di disegni artistici, presentati per la prima volta in questa occasione, in attesa di proseguire a dicembre con la mostra di Natale su Pinocchio illustrato da Luca Caimmi, mantenendo così un costante Fil rouge tra giovani talenti, in qualità di artisti e curatori.”

L’artista Ricardo Aleodor Venturi, curatore della mostra, è nato a Pesaro nel 1994 e ha già al suo attivo importanti concorsi, residenze, mostre collettive nazionali e internazionali, oltre riconoscimenti, come il recente Premio Assoluto DeSidera 2021 - Festival d’arte contemporanea a Trieste. Lo abbiamo avuto ospite in primavera a Casa Rossini in occasione de ‘Il Visitatore’, ultimo progetto che ha coinvolto anche Casa Sponge, Tivarnella
Art Consulting e il Museo Capitolare di Atri; una diversa modalità di viaggiare attraverso l’arte, sperimentato durante la pandemia.

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