Mostre d'Arte
dal  10 Ottobre
al  29 Novembre
venerdì ore 16.30 – 19.00; sabato e domenica ore 10.30 – 12.30 e 16.30 – 19.00
Ex chiesa di Santa Maria della Misericordia, Piazza del Popolo San Severino Marche (MC)

Descrizione

Con una straordinaria affluenza di pubblico è stata inaugurata nell’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia, in piazza del Popolo, la seconda edizione della mostra “La Natura del Segno nelle Marche. Tracce di collezionismo fra Disegnare & Insegnare”.
Sostenuta dalla Città di San Severino Marche, promossa dall’associazione Yoruba Diffusione Arte Contemporanea, e curata da Maria Letizia Paiato e Paolo Gobbi, l’esposizione rappresenta il secondo capitolo di un progetto di ricerca sul territorio avviato con successo lo scorso anno, focalizzato stavolta sulla duplice dimensione del segno: la pratica del disegno e la trasmissione del sapere artistico all’interno delle storiche Accademie di Belle Arti di Macerata e Urbino.
A portare i saluti istituzionali e ad aprire le celebrazioni è stato il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei: “Inauguriamo la seconda edizione di un progetto che lo scorso anno ha riscosso un grandissimo successo. La quasi totalità delle opere in mostra proviene da collezioni private: un patrimonio prezioso che oggi viene condiviso con la comunità attorno a un tema di straordinario interesse. Devo ringraziare i curatori, Maria Letizia Paiato e Paolo Gobbi, per la passione e lo studio con cui hanno strutturato questo percorso in tre approfondite sezioni”.
La mostra si snoda attraverso un itinerario articolato in tre sezioni tematiche, che prende avvio da due giganti del Novecento: Giorgio Morandi e Osvaldo Licini, compagni di studi all'Accademia di Bologna sotto la guida del grande illustratore Augusto Majani. Il percorso prosegue esplorando la produzione di artisti-docenti e allievi delle Accademie marchigiane, una sezione speciale dedicata al Gruppo Immanentista di Ascoli Piceno e un'attenzione rivolta alle nuove generazioni di artisti.
“Il progetto nasce quasi per gioco da una bella amicizia e dalla collaborazione con Paolo Gobbi, con l'intento di avviare una ricognizione sul territorio dedicato al segno e al disegno negli artisti marchigiani - ha spiegato la curatrice Maria Letizia Paiato - Il riscontro dell'anno scorso, con oltre 300 presenze, ci ha confermato l'esistenza di una spiccata sensibilità per questi temi. Andare a casa dei collezionisti è stato un viaggio affascinante: abbiamo riscoperto un mondo operoso di amatori che, tra gli anni '80 e '90, hanno investito sia sui grandi maestri sia sui giovani autori. Per questa edizione abbiamo articolato il percorso in tre sezioni: si parte dai grandi maestri come Giorgio Morandi e Osvaldo Licini - compagni di studi all'Accademia di Bologna sotto la guida dell'illustratore e disegnatore Augusto Majani - per poi approfondire i focus dedicati ai docenti e agli allievi delle Accademie di Macerata e Urbino, fino alle generazioni più giovani”.
Sull’importanza formativa del segno e sul valore delle sinergie istituzionali si è soffermato il curatore Paolo Gobbi: “Il disegno è la matrice e la base di ogni espressione artistica, sia antica che contemporanea, che ogni autore sviluppa in modo del tutto individuale e personale. La regione Marche è straordinariamente fertile, un territorio che produce continuamente arte. La mostra non vuole essere onnicomprensiva, ma offre uno spaccato significativo che va dai maestri storici della nostra regione alle storiche scuole d'arte e licei artistici del territorio, fino al Gruppo Immanentista di Ascoli Piceno e ai giovani talenti provenienti dalle Accademie di Macerata e Urbino. Tutto questo è stato possibile grazie a una preziosa rete di collaborazioni e sinergie”.
All’inaugurazione è intervenuta anche Paola Ballesi, presidente dell’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi, già direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, che ha offerto una profonda riflessione teorica sul valore dell'insegnamento artistico: “Quando mi sono affacciata al mondo dell'Accademia, provenendo da una formazione teorica e dal linguaggio verbale, ho scoperto la straordinaria potenza del linguaggio visivo. Come ricordava Leonardo da Vinci, la pittura libera la poesia perché permette di entrare con lo sguardo dentro la realtà per renderla leggibile attraverso l'opera dell'artista. Il linguaggio visivo non è secondario rispetto a quello verbale, ma va più in profondità: parla attraverso il sentimento e le tonalità affettive, toccando quella dimensione umana e sensibile che il puro ragionamento razionale tende purtroppo a trascurare”.
In chiusura, l’assessore alla Cultura della Città di San Severino Marche, Vanna Bianconi, ha rimarcato la centralità dell'offerta culturale cittadina: “La nostra è una città d'arte a tutti gli effetti, che vive di cultura e di un'identità profondamente radicata. La nostra offerta culturale si rinnova costantemente: a inizio mese abbiamo inaugurato due mostre dedicate a San Francesco, e oggi ci arricchiamo con questo splendido progetto espositivo. Dalla cultura scaturiscono l'arte e il bello. Un sentito ringraziamento va ai curatori, ai collezionisti per la loro generosità e a tutti i presenti”.
In mostra disegni e opere grafiche di Valeria Angelini Ciaffi, Arnaldo Battistoni, Remo Brindisi, Renato Bruscaglia, Guido Bruzzesi, Francesco Calcagnini, Luigi Carboni, Leonardo Castellani, Giorgio Cegna, Fabrizio Cotognini, Fabio Di Lizio, Luigi Di Sarro, Giorgio Facchini, Pericle Fazzini, Giovanni Gaggia, Omar Galliani, Alberto Garutti, Luigia Giovannangelo, Elena Giustozzi, Rossano Guerra, Marisa Korzeniecki, Ettore Le Donne, Osvaldo Licini, Nazzareno Luzi, Augusto Majani (Nasìca), Vittorio Mascalchi, Simone Massi, Giorgio Morandi, Angela Occhipinti, Jacopo Pannocchia, Oscar Piattella, Augusto Piccioni, Diego Pierpaoli, Giò Pomodoro, Alessandra Porfidia, Concetto Pozzati, Eraldo Tomassetti, Stefano Tonti e Walter Valentini.
La mostra rimarrà aperta fino al 29 novembre secondo i seguenti orari: venerdì ore 16.30 – 19.00;  sabato e domenica ore 10.30 – 12.30 e 16.30 – 19.00.
 

Luogo

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SAN SEVERINO MARCHE

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