Montecosaro e Morrovalle

Un itinerario tra arte e cultura nel cuore delle Marche

Nel cuore delle Marche, lungo il versante sinistro dell’ultimo tratto della Valle del Chienti, sorgono  Montecosaro e Morrovalle, immersi in un territorio lentamente trasformato dall’evoluzione economica e produttiva, che ha condotto all’abbandono del modello insediativo a “case sparse”. Ciò nonostante, l’ampia diffusione della coltivazione di vite ed olivo continua a caratterizzare il paesaggio che circonda i due borghi di origine medievale, conferendogli un aspetto ordinato e lineare.

Nei pressi del Chienti, nel territorio di Montecosaro, sorge la Basilica di Santa Maria a piè di Chienti, uno straordinario esempio di architettura romanica, con una struttura a pianta basilicale a due piani sovrapposti, con matronei, soffitto a capriate e finestrelle in alabastro. All’interno sono conservati alcuni affreschi attribuiti al Maestro di Offida (seconda metà del sec. XIV), il ciclo di affreschi dell’abside con le Storie di Cristo, datato al 1447, e il quattrocentesco gruppo in terracotta raffigurante l’Annunciazione.

Nella strada che conduce al centro storico si trova la Chiesa di San Rocco (sec. XV), a pianta ottagonale. Della ricca decorazione interna si possono segnalare le opere eseguite nella seconda metà del cinquecento da Simone De Magistris e uno scorcio della città, interessante documento che ne riproduce la struttura urbanistica della seconda metà del cinquecento. 

Il centro storico ha conservato l’aspetto del castello altomedievale, cinto da mura munite di torri e accessibile tramite porte, di cui è conservata solo la Porta San Lorenzo, l’accesso principale al castello, ormai priva del suo aspetto fortificato. Nella parte più alta, in un luogo molto panoramico coincidente probabilmente con l’antico cassero, si trova il Parco del Cassero, inscritto nel perimetro dell’antica fortezza, una delle più strategiche della Valdichienti e di tutto il Maceratese, di cui restano solo poche tracce.

Nella piazza centrale si trova la Collegiata, costruita nel XVIII secolo su una chiesa più antica di origine medievale. L’interno, ad unica navata, conserva oltre ad opere risalenti ai secoli XVIII e XX, dei materiali provenienti dalla chiesa originaria e dalla più antica Pieve di San Lorenzo: una trecentesca Madonna del latte e un Crocifisso della tipologia “trionfante”, risalente al XII/XIII secolo.  

Da vedere è anche il Museo Collezione Sergio Graziosi, collocato all’interno del Complesso agostiniano Montecosaro (CAM), che espone la ricca collezione d’arte antica del maestro M° Sergio Graziosi, che comprende opere di ambito marchigiano e centro-italiano, databili dal XII al XVIII secolo.

Sullo stesso versante della Valdichienti e a poca distanza si incontra Morrovalle, che, secondo la tradizione, venne fondata da Carlo Magno. È collocata in una posizione molto panoramica, infatti i suoi due belvedere, Pincio e Colli, permettono di spaziare su tutto il paesaggio circostante.

Prima di entrare nel centro storico si incontra la mole dell’ex Chiesa di San Francesco, la cui struttura originaria del XIII secolo venne ricostruita nel sec. XVII, dopo la distruzione provocata da un incendio. L’accesso al paese avviene tramite le trecentesche Porta Alvaro e Porta Fonti. Si possono segnalare le decorazioni in terracotta del Palazzo Lazzarini (sec. XIV), che conserva molti elementi architettonici originari di stile gotico, come il portale d’ingresso e le finestre, la Chiesa di Sant’Agostino (sec. XVII), con una Madonna delle Grazie dipinta su cuoio (1290) e un crocifisso del XVI secolo, la Torre civica e il Palazzo del Podestà del secolo XIV, e il Palazzo comunale del secolo XIX.

Molto originale è il Museo-Pinacoteca Internazionale del Presepio, che conserva più di 300 presepi provenienti da nazioni diverse e realizzati con i materiali più disparati.

Per informazioni: Montecosaro, ufficio cultura tel. 0733560729; Morrovalle,  Pro Loco, tel. 0733-222913.

Monia Marzetti 

Devi effettuare il login per inviare commenti

Monte San Giusto Presepi 2017

Cosa Sapere

Libri & Cultura

Vai all'inizio della pagina