19 febbraio 1797

 

Non tutti i marchigiani sanno che la stella di Napoleone cominciò a brillare nelle Marche, esattamente a Tolentino e si spense nelle Marche, a Tolentino, con la sconfitta dell’ultimo dei napoleonici: Gioacchino Murat.

Il 19 febbraio 1797 col trattato stipulato a Tolentino tra la Repubblica Francese rappresentata da Napoleone e Papa Pio VI rappresentato dal cardinale Mattei, dal duca Braschi, da Mons. Caleppi e il marchese Massimi, ebbe luogo la cosiddetta “Pace di Tolentino”. Le trattative erano iniziate il 17 febbraio, Napoleone che era presente, pose subito il dilemma o riprendere i negoziati riallacciandosi ai patti stipulati a Bologna che però non erano stati rispettati, o subire la prosecuzione delle ostilità. I soldati pontifici erano stati sconfitti sul fiume Senio dai francesi. Ora Napoleone faceva, come suol dirsi, la voce grossa, e, rigettando un progetto di pace elaborato dal Caleppi, ne presentò uno col quale pretendeva dalla Santa Sede pure il diritto di esclusiva sul Conclave anche ad elezione papale avvenuta.

Era una ingerenza inammissibile e mons. Caleppi si oppose energicamente. Ma il vae victis tuonato da Napoleone, costrinse i rappresentanti del Papa a considerare la dura realtà della situazione. Le disposizioni contenute nei 26 articoli del Trattato, prevedevano anzitutto che il Papa versasse 15 milioni oltre i 16 che doveva pagare come dai Patti di Bologna. Inoltre, che consegnasse importanti capolavori e preziosi manoscritti; che deplorasse l’assassinio di Basville e sborsasse un indennità di 300.000 lire ai danneggiati.

Sul piano politico e militare, i francesi esigevano dal Papa la cessione del Contado Venassino e Avignone; la cessione delle Legazioni di Bologna, di Ferrara e di Romagna; la cessione di Ancona fino alla conclusione della pace e lo scioglimento dell’esercito pontificio.Enormi furono i danni specie ai beni culturali delle Marche e di tutto lo Stato Pontificio. Per la prima volta nella storia, il Papa era costretto a cedere una parte del Patrimonio di San Pietro. Questo accadeva, come detto, il 19 febbraio 1797.

Da quella data iniziò l’ascesa di Napoleone: splendide vittorie, nemici in fuga. “Folgorante in solio” sottomise molte nazioni e popoli. Per avere un erede che sarà il futuro Re di Roma, divorziò dalla prima moglie Giuseppina de la Pagerie. Vi fu poi “il contrappasso” e a poco a poco, dopo la ritirata di Mosca, la stella napoleonica cominciò ad offuscarsi fino a quando si ebbero Elba e Sant’Elena, quest’ultima conseguenza di Waterloo. Alla fine, nelle nostre Marche, e come detto a Tolentino, si gioca l’ultima carta, tra l’esercito di Murat cognato di Napoleone e gli austriaci: è il 3 maggio 1815.

Questi ultimi, comandati dal generale Bianchi si scontrano con l’esercito di Gioacchino Murat che è sconfitto qui e proprio dove Napoleone aveva imposto al Papa durissime condizioni di pace nel 1797. Da questa data al 1815 sono passati 18 anni! Tanta storia, tante glorie, tante vittorie, poche ma clamorose sconfitte e Napoleone è relegato a Sant’Elena, il Papa, già suo prigioniero, ritorna acclamato nella sua Roma.

Tolentino: le Marche: inizio e fine di un impero che si estendeva “dalle Alpi alle Piramidi dal Manzanare al Reno.

 

Gabriele Nepi

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