Uno dei più grandi papi della storia

Il 13 dicembre 1521, venerdì, alle ore 16, nasce a Grottammare (a quel tempo facente parte della diocesi e dello Stato di Fermo), Felice Peretti, che sarà papa col nome di Sisto V.

La famiglia era originaria di Montalto Marche, ma si era trasferita a Grottammare a causa della guerra tra Leone X e il Duca di Urbino. Tale guerra aveva avuto ripercussioni anche nel Piceno. Da piccolo Felice parava le pecore ed i porci e, appena decenne, si recò a Montalto Marche dove lo zio, fra Salvatore, gli insegnò i primi rudimenti di leggere, scrivere e far di conto. Ben presto sentì sbocciare nel suo intimo la vocazione al sacerdozio; vestito a 12 anni l’abito francescano e superata brillantemente la prima fase di studi, passò a Fermo, dove frequentò l’Università, laureandosi in Teologia. Si recò poi a Ferrara, indi a Bologna, forbito ed acclamato oratore, tanto che quando predicava accorrevano vere folle ad ascoltarlo.

Cominciano ora le tappe ascensoriali della sua carriera: viene eletto superiore dei conventi di Siena e poi di Napoli, Venezia, ecc.; diviene amico di fra Michele Ghislieri (che poi sarà Pio V), di Filippo Neri, di Sant’Ignazio di Loyola. Papa Paolo IV lo invita a collaborare con la Commissione della Riforma, poi lo nomina Vescovo.

Inquisitore a Venezia, diviene poi generale del suo ordine, indi Vescovo di Sant’Agata dei Goti e, a soli 48 anni, è eletto Cardinale. Nel 1571 è nominato Vescovo di Fermo (una statua di bronzo nel Palazzo dei Priori lo ricorda ancor oggi). Da qui tornò a rivedere la natia Grottammare, dove da piccolo, povero e scalzo, aveva parato porci e pecore. Messo in disparte da Gregorio XIII, alla morte di questi, dopo solo tre giorni di conclave, fu eletto Papa.

Molti sono gli episodi che di lui si raccontano e la sua figura è circondata da un alone di leggenda. Trovò lo Stato Pontificio infestato di briganti; deciso ad eliminarli, il giorno stesso della sua incoronazione ne fece trovare impiccati quattro al Ponte di Sant’Angelo. Nel giro di 2 anni i banditi erano scomparsi, la forma e le picche su cui venivano issate le loro teste erano il più eloquente deterrente! Altro vanto di Sisto V è quello di aver risanato le esaustissime finanze pontificie. In soli 5 anni riuscirà a raggranellare 5 milioni di scudi d’oro, depositandoli nella fortezza di Castel Sant’Angelo, e ciò nonostante le ingenti spese per le prestigiose opere pubbliche realizzate nell’arco di soli 5 anni. Innalzò l’Obelisco che si ammira in Piazza San Pietro, innalzamento circondato da una fiorita annedottica come “acqua alle corde”, ecc. Sisto V, contro il parere di Michelangelo, fece venire 140 cavalli e 800 uomini, affidando all’architetto Fontana l’erezione del monolite, alto 40 metri. Un altro obelisco fatto innalzare dal nostro Sisto, è quello Laterano, il più grande di tutti quelli esistenti a Roma, alto 47 metri, dal peso di 440 tonnellate. Eretto in Egitto dai Faraoni 15 secoli prima di Cristo, nel 347 l’imperatore Costanzo, figlio di Costantino, lo fece trasportare a Roma su una nave appositamente allestita e azionata da 300 rematori. Sisto V innalzò anche l’obelisco di Santa Maria Maggiore (gemello di quello del Quirinale). Aveva pure in animo di trasportare il Presepe a Loreto e il Sepolcro di Cristo a Montalto Marche. Un altro obelisco che innalzò è quello esistente in Piazza del Popolo.

Costruì piazze e fontane alimentate da un acquedotto che da Palestrina (40 Km circa da Roma) convoglia le acque nella Città Eterna. Vi lavorarono 20.000 operai, numero sbalorditivo per quei tempi, dato che Roma non raggiungeva i 100.000 abitanti.

Munifico mecenate, protesse Torquato Tasso, fondò le Università di Quito in Equador, di Gratz in Austria, potenziò l’Università di Fermo, dove si era laureato. Istituì a Bologna il Collegio “Montalto” che accoglieva gratuitamente gli alunni provenienti da Fermo, da Ascoli e da Camerino, città natìa della madre. Il Pastor rileva che Sisto V favorì in modo speciale la regione natìa, restituì ad Ancona i privilegi ed i diritti di cui godeva; elevò la sede vescovile di Fermo a arcivescovile e metropolitana, dandole come suffraganee le diocesi di Macerata, Ripatransone, Montalto delle Marche (cui oggi si è aggiunta San Benedetto del Tronto), San Severino, Tolentino. Istituì a Macerata la Sacra Romana Rota. A Montalto donò 2.000 scudi ed iniziò la costruzione della Cattedrale; le donò un preziosissimo reliquario e per 3 anni la esentò dalle tasse; completò la facciata del Santuario di Loreto, lasciata incompiuta da Gregorio XIII.

Fondò la Tipografia Vaticana, ristrutturò e potenziò la Biblioteca Vaticana, una delle più prestigiose del mondo, e rifondò l’Università di Roma. Per Grottammare, paese natìo, stanziò mille scudi per istituire un biennio universitario. Restaurò la Colonna Traiana e quella Antonina. Protesse pure lo storico Cardinale Baronio, sovvenzionando l'impianto dei torchi tipografici. A lui si deve il completamento della cupola di San Pietro nella cui lanterna si legge: “Sancti Petri Gloriae Sixtus V P.M. anno 1590”.

Nelle Marche lo ricordano tre statue in bronzo: una a Loreto, davanti alla Basilica della Madonna; una a Fermo, davanti alla facciata del Palazzo dei Priori; una a Camerino, nella Piazza Maggiore. Recentemente sia Grottammare che Montalto hanno eretto anch’essi dei monumenti a Sisto V.

Sisto V fu uno dei più grandi papi della storia. Gioacchino Belli, in un sonetto del 9 aprile 1834, dice: “Fra tutti quelli ch’anno avuto er posto / de vicarij de’ Ddio, nun ze’ mai visto, / un papa rugantino, un papa tosto / …. eguale al Papa Sisto”, e proseguendo: “Perché nun ce po’ esse tanto presto / un antro papa, che je pij er gusto / de mettese pe’ nnome Sisto Sesto…”.

A Roma ben 121 strade sono state fatte aprire da lui; moltissime le mura e le piazze da lui realizzate. Basti ricordare Piazza Colonna, Piazza Navona, Piazza S.Maria Maggiore, San Lorenzo fuori le Mura, quella avanti al Quirinale… (a proposito, fu il primo papa che vi andò ad abitare ed il primo papa che vi morì).

Un dato curioso per Sisto V è quello di due giorni fortunati per lui: il mercoledì ed il venerdì. Eccoli:

Mercoledì è creato Cardinale (17 maggio 1570); è eletto papa (24 aprile 1585); è incoronato (1 maggio 1585); affida all’architetto Fontana l’erezione dell’Obelisco di Piazza San Pietro (25 settembre 1585); l’obelisco è calato nella fossa per la successiva erezione (7 maggio 1586); l’obelisco viene innalzato (10 settembre 1586); è innalzato l’obelisco di San Giovanni in Laterano, il più grande di quelli di Roma (10 agosto 1588); prima spedizione alla Bonifica delle Paludi Pontine (11 ottobre 1589); eleva la sede vescovile di Fermo a Metropolitana (24 maggio 1586); viene portata a termine la stampa della “Vulgata” (2 maggio 1590).

Venerdì: nasce il 13 dicembre 1521; prende possesso della diocesi di S.Agata dei Goti, in Campania (15 dicembre 1566); tiene il primo Concistoro (10 maggio 1585); restituisce, potenziata, a Fermo la sua Università (13 settembre 1585); eleva Montalto al grado di città (14 novembre 1586); effettua la traslazione a S.Maria Maggiore della salma di Papa Pio V, suo amico (8 gennaio 1585); inizia l’erezione della Cupola di San Pietro (15 luglio 1588); innalza l’Obelisco di Piazza del Popolo (24 marzo 1587).

Sisto V con Pio IX, ora beato, sono i due più famosi dei dieci papi marchigiani

 

a cura di Gabriele Nepi

Informazioni aggiuntive

  • citta: GROTTAMMARE
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