Teatro e Danza
08 Novembre ore 17,30Teatro Beato Pellegrino Falerone (FM)Ciaotickets.com
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Descrizione

Una storia d'amore lunga sessant'anni, tra ironia, ricordi, incontri e riconciliazioni. E' la storia affascinante di Tommaso e Geraldina, o Tom e Gerry come si chiamano affettuosamente i protagonisti di “Radice di 2”, il testo di Adriano Bennicelli (premio di scrittura teatrale Diego Fabbri e premio nazionale alla drammaturgia Oltreparola) che domenica 8 novembre, alle ore 17,30, arriverà al Teatro Beato Pellegrino di Falerone, nell'ambito della sesta edizione del Festival Storie. Biglietti su Ciaotickets, intero euro 18, ridotto euro 10.

Sul palco Manu Latini e Ombretta Ciucani, protagonisti di un duetto intenso, sincero e ricco di sfumature, nel quale la vita di due persone si intreccia lungo il filo di sessant'anni di ricordi. Giochi, sogni, separazioni, ritorni, incomprensioni e riconciliazioni: tutto ciò che compone una vita condivisa, con quella sottile ironia che permette di guardare anche alle situazioni più complicate con un sorriso. Due caratteri diversi, due modi di stare al mondo che finiscono per completarsi. La regola e l'eccezione, la logica e la poesia: proprio come la radice di 2, numero irrazionale, impossibile da esprimere attraverso una frazione esatta. Una metafora efficace per raccontare l'amore, che raramente risponde a calcoli e previsioni. Brillante, commovente, divertente e attraversato da una vena dolceamara, “Radice di 2” invita il pubblico a riconoscersi nei suoi protagonisti. Perché dietro le loro vicende si nascondono dinamiche universali: il tempo che passa, le occasioni perdute, la difficoltà di comprendersi, la voglia di ritrovarsi e il bisogno, mai del tutto sopito, di avere qualcuno accanto con cui condividere il viaggio.
Per Manu Latini, attore e direttore artistico del Festival Storie, è anche il ritorno a una storia teatrale che conosce profondamente. Porta in scena questo testo dal 2016, scoprendo, a ogni nuova esperienza, sfumature e significati ulteriori. Questa volta sarà accanto a Ombretta Ciucani, con la quale condivide da lunga data un'amicizia e un percorso artistico. Un legame autentico che, come racconta, contribuisce ad amplificare le emozioni sul palco.
 
Manu, porta in scena “Radice di 2” dal 2016. Dopo tanti anni è un po' come tornare a incontrare due vecchi amici, ma scoprire ogni volta qualcosa di nuovo?
“Assolutamente. Ogni volta scopro nuove emozioni. Con il passare degli anni capisci sempre meglio il percorso dei protagonisti. Il racconto ci presenta Tommaso e Geraldina in età avanzata, ma è la vita stessa a darti gli strumenti per comprenderli sempre di più. Gli anni passano, ti avvicini ai personaggi e la loro storia diventa ogni volta più ricca di significato”.
 
Nel tempo hai condiviso questo spettacolo con attrici diverse. Quanto cambia quando cambia la persona con cui sali sul palco?
“Con Ombretta ci lega un affetto e un'amicizia che esistono anche nella vita reale. Questo gioca a nostro favore: al di là delle capacità di ciascuno di affrontare lo spettacolo, poter contare su un legame autentico alle spalle fa sì che tutto si amplifichi”.
 
Dopo tanti anni la storia di Tommaso e Geraldina continua a conquistare il pubblico. Secondo te, qual è il suo segreto?
“Credo che il segreto risieda proprio nella verità di questo testo. In ognuno di noi c'è un Tommaso e c'è una Geraldina, da qualche parte. Quello che vediamo ci fa riflettere, sorridere e riconoscere alcuni lati della nostra personalità. L'incastro di queste due anime, di queste due vite così diverse, credo sia ciò che piace maggiormente al pubblico. Senza bisogno di scavare troppo, è un testo che tocca corde che tutti conosciamo”.
 
Come racconteresti questo spettacolo a qualcuno che non lo ha mai visto?
“Un'ora e mezza di emozioni, sorrisi, riflessione, leggerezza, profondità e gioco. C'è tutto. È così che, da sempre, porto questo spettacolo sul palco”.
 
Dopo tanti anni dentro questa storia, hai trovato una tua personale soluzione all'equazione di Tommaso e Geraldina, alla loro “Radice di 2”?
“Il bello è proprio questo: non trovare mai la soluzione. Ed è forse qui che si nasconde una delle chiavi più belle dello spettacolo, non esiste una formula per l'amore, così come non esiste una risposta definitiva alle sue contraddizioni. Per questo, dopo tanti anni, la storia di Tommaso e Geraldina continua ancora a emozionare e a parlare a pubblici diversi”.
 

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