Teatro e Danza
10 Ottobre ore 21,15Teatro Beato Pellegrino Falerone (FM)Ciaotickets.com
Stampa

Descrizione

Il Festival Storie torna a Falerone e lo fa insieme a un grande amico della manifestazione. Il primo appuntamento dell’anno al Teatro Beato Pellegrino porta infatti sul palco Roberto Ciufoli, volto amatissimo della televisione, del teatro e del cinema, protagonista di “Ridere (in ordine alfabetico)”, uno spettacolo che attraversa la comicità dalla A alla Z, tra parole, personaggi, situazioni e osservazioni sulla società contemporanea. Appuntamento sabato 10 ottobre, ore 21.15; biglietti su Ciaotickets.

Per il Festival Storie è una tappa significativa, ancora una volta i piccoli teatri dei borghi diventano luoghi capaci di accogliere grandi protagonisti e di trasformare una serata di spettacolo in un incontro intimo e diretto con il pubblico. E Ciufoli è ormai parte della storia del Festival, un artista che negli anni ha saputo costruire con la manifestazione un rapporto speciale, tornando a condividere quel palcoscenico fatto di prossimità, racconti e tante risate. E in “Ridere (in ordine alfabetico)” la risata diventa una lente attraverso cui osservare il nostro tempo. Ciufoli accompagnerà il pubblico in un viaggio esilarante fatto di parole, associazioni, situazioni e personaggi, giocando con il linguaggio e con quelle piccole contraddizioni quotidiane nelle quali è facile riconoscersi. Uno spettacolo costruito sul ritmo e su una comicità intelligente, capace di alternare leggerezza e riflessione senza mai perdere la centralità della risata. Perché ridere, in fondo, può essere anche un modo per guardare meglio ciò che ci circonda. Roberto Ciufoli torna così al Festival Storie con uno spettacolo che promette di attraversare l’alfabeto con ironia, intelligenza e una buona dose di sorpresa.
 
Roberto, il suo è un gradito ritorno al Festival Storie. Che cosa trova, ogni volta, in questi piccoli borghi e nei loro teatri?
“Quello che mi piace tantissimo è vedere in questi luoghi la voglia e l'entusiasmo che ci sono. Di piccoli borghi è fatta l'Italia: realtà magari più piccole numericamente, ma che dal punto di vista culturale sono attivissime e vivono un grande fermento culturale. Tornare in posti così è sempre un piacere e mi dà davvero tantissima soddisfazione”.
 
“Ridere in ordine alfabetico” è un nuovo spettacolo. Da dove nasce l'idea di attraversare la comicità seguendo le lettere dell'alfabeto?
“Si, questo che porterò al Festival Storie è uno spettacolo completamente nuovo. Nasce dalla voglia di toccare tanti argomenti e lo farò sviscerando le lettere dell'alfabeto attraverso parole, associazioni, situazioni e personaggi, giocando con il linguaggio dalla A alla Z. E attenzione: se pensate che alla lettera A ci sia “amore”, non è così. Ci sarà Adamo”.
 
Se l'alfabeto è il filo conduttore dello spettacolo, qual è invece la parola che definisce la sua idea di comicità?
“Direi ironia. Guardare la realtà con uno sguardo ironico significa provare a vedere le cose da un punto di vista diverso. E mi sembra che oggi questo stia mancando molto, soprattutto con l'avvento del politicamente corretto, che trovo una grossa “disgrazia” per la nostra comunicazione. Non ci mette più nella condizione di scherzare con qualcuno o anche su qualcuno, perché abbiamo spostato il gioco su un altro campo: quello della bella o della brutta battuta. Ci prendiamo tutti troppo sul serio. Non dico che si debba necessariamente scherzare su ogni cosa, ma sapere che esiste anche questa possibilità ci salva la vita”.
 
Lei torna davanti a un pubblico che al Festival Storie ha già imparato a conoscerla e ad amarla. Che cosa vorrebbe che rimanesse, alla fine della serata, oltre alle risate?
“Vorrei lasciare un sorriso che rimanga stabile, non tanto per quello che hanno sentito, ma per il modo di posizionarsi di fronte alle cose. Se guardiamo la realtà cercandone anche il lato comico, che secondo me c'è sempre, tutto diventa più superabile. Trovare la forza di ridere anche quando non ce ne sarebbe alcun motivo è un aspetto umano che trovo importante esplorare e trasmettere. Se riesci a cambiare, anche solo per un momento, il punto di vista con cui guardi qualcosa, forse hai già trovato un modo per affrontarla”.
 

Luogo

FALERONE

Cosa Sapere

FALERONE

Cosa Vedere

FALERONE