I Teatri di Pesaro si confermano luoghi vivi e accoglienti per la creazione artistica ospitando in questi giorni – nell’ambito di RAM - Residenze Artistiche Marchigiane, progetto nato dalla volontà della Regione Marche che lo ha finanziato con il MiC ed attuato da AMAT con il Comune di Pesaro – un’altra residenza di creazione di Sawt di Wissal Houbabi. Al termine della residenza, la compagnia apre le porte della creazione al pubblico domenica 28 giugno (ore 21 – ingresso gratuito) alla Sala della Repubblica del Teatro Rossini con Cantiere aperto per Sawt.
Sawt è una ricerca che indaga la rituale pratica dell’Aita, canto poetico e antichissimo della tradizione marocchina. ‘Ayta è la storia profonda che lacera la voce delle campagne, archivio orale tramandato nei secoli della vita, l’amore, il dolore e la resistenza.
Così la compagnia descrive la propria ricerca artistica: “È dove la parola e il canto sono un tutt’uno, il corpo e l’anima si fondono, toccandosi nell’abisso di un grido, un lamento. […] È l’estasi che prova lo spirito, è il dolore di un corpo martoriato da se stesso, è l’essenza del sacro e del profano, nel punto più profondo si incontrano. Esiste una vita e delle parole che sono in un luogo profondissimo del nostro sentire, quello stato emerge con la resa della ragiona, nuotando nel buio delle nostre paure, concedendosi all’oblio, rifiutando il controllo, quella voce si libera come il primissimo grido di cui non si ha ricordo, solo la certezza del suo significato: io esisto. La storia di Shaj'an è il racconto di Niriya che assiste per la prima volta all’arrivo dei francesi nel suo villaggio (si presume negli anni '10). In questa ?Ay?a, l’attenzione ai dettagli è incredibilmente evidente, dai nomi di coloro che sono caduti in battaglia f no alla prima vera presa di coscienza di un mondo mai conosciuto prima: "uccelli ed aerei si mescolano". […] Questo è il frammento di uno studio sulla voce, sulle storie popolari, sulla poesia che restituisce il senso di una ferita profonda, un cuore distrutto, un trauma storico, ma spesso anche di una resistenza che combatte con onore e sconfigge l’oppressore. Al-?Ay?a è un canto poetico, rurale e antico. Unico nel suo genere sviluppatosi nelle campagne e zone più dure del Marocco, queste sono le storie di chi le sente, di chi le sa ascoltare per poi trasmetterle. […] La parola è la regina, lo strumento si plasma addosso come un abito sartoriale, seguendo un ritmo dettato dall’emozione, dal qui e ora, il respiro”.