Bruno Praticò nei panni di Gioachino Rossini
Andrea Parissi presentatore
Con la partecipazione dei pianisti del Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, del Pôle Supérieur d’Enseignement Artistique Paris – Boulogne-Billancourt, della University of Music and Performing Arts di Vienna, della LUCA School of Arts di Leuven e della National Academy of Music di Sofia.
In collaborazione con il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro e la Fondazione Rossini.
Prima ancora che il cartellone venga svelato, la 67ª Stagione si presenta al pubblico con un appuntamento fuori abbonamento dedicato alla parte più intima dell’opera rossiniana: la musica per pianoforte degli ultimi anni, nata lontano dal teatro e destinata a un pubblico di pochi amici.
Ritiratosi dalle scene dopo il “Guillaume Tell”, Rossini riprende a comporre con continuità soltanto nell’ultima stagione parigina, raccogliendo sotto il titolo di “Péchés de vieillesse” oltre centocinquanta pezzi per pianoforte, per voce e per piccoli organici. Non erano destinati alle sale da concerto, ma alle serate musicali che il compositore ospitava in casa propria, a Parigi e nella villa di Passy. È musica che mescola virtuosismo e ironia fino all’autoironia, a partire dai titoli stessi dei brani; sotto lo scherzo si nasconde una scrittura anticipatrice, che, nell’uso spregiudicato dell’armonia e nella libertà della forma, guarda avanti di decenni.
La serata restituisce al repertorio la sua dimensione originaria, quella del salotto. A fare da guida al pubblico sono Bruno Praticò, fra i maggiori bassi buffi della scena internazionale e interprete rossiniano di lungo corso, che veste i panni del compositore, e Andrea Parissi, musicologo, compositore e direttore della Biblioteca del Conservatorio “G. Rossini”. Attorno a loro, al pianoforte, si alternano i giovani interpreti delle cinque istituzioni coinvolte nel progetto europeo Erasmus+ per la registrazione integrale dei Péchés de vieillesse, al quale ha aderito il Conservatorio di Pesaro.