Alessio Allegrini (foto1), primo corno dell’Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e artista in residenza FORM per la stagione musicale 2026 torna nelle Marche con un nuovo programma per un quartetto di fiati dalla grandissima capacità di interpretazione e raffinatezza espressiva. Un dream team dall’eccellenza assoluta nel panorama internazionale, musicisti che hanno calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo sotto la guida dei più autorevoli direttori.
Il cornista italiano, fondatore del Movimento Musicians for Human Rights, che si occupa di diffondere e promuovere la cultura dei Diritti Umani attraverso la musica, anche in veste di direttore sarà sul palco insieme all’Orchestra Filarmonica Marchigiana e ad altre tre titolate prime parti dell’orchestra romana: Andrea Oliva al flauto, Francesco Di Rosa (foto2), direttore artistico FORM, all’oboe, Andrea Zucco al fagotto.
FORM: Allegrini e i fiati di Santa Cecilia è il programma che sarà eseguito il 19 febbraio al Teatro Pergolesi di Jesi (ore 21), venerdì 20 al Lauro Rossi di Macerata (ore 21), sabato 21 al Teatro Gentile di Fabriano (ore 21) e domenica 22 nell’Aula Magna dell’Università di Teramo (ore 18.30, in collaborazione con Ente Morale Società della Musica e del Teatro “Primo Riccitelli”).
Il programma inizia con l’esecuzione in prima nazionale di un’opera che la FORM ha commissionato al compositore, pianista e direttore d’orchestra italiano, Gianluca Piombo: il Preludio Sinfonico Impressioni Marchigiane. Anche nel precedente concerto di Allegrini era stata presentata per la prima volta un’altra nuova opera, firmata da Andrea Strappa, sempre su commissione FORM che evidenzia la linea di attenzione che la Filarmonica Marchigiana e il suo direttore artistico Francesco Di Rosa dedicano alle creazioni contemporanee.
Si prosegue con la Sinfonia Concertante per flauto, oboe, corno, fagotto e orchestra in mi bemolle magg., K. 297b di Wolfgang Amadeus Mozart, pubblicata con questo titolo soltanto nel 1928 dal musicologo tedesco Friedrich Brume, poiché il manoscritto autografo andò perduto. Il quartetto che ascolteremo sui palchi marchigiani conosce molto bene quest’opera che ha eseguito, negli ultimi mesi, per la conclusione di stagione sinfonica 2025 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al parco della Musica di Roma, diretti da Kirill Petrenko. Come si può leggere dalle cronache anche online è stata un’esecuzione da ricordare; per qualità interpretativa e tecnica è apparsa strepitosa, con una dimostrazione impeccabile della statura dei musicisti. La Sinfonia concertante è stata scritta per i 4 virtuosi strumentisti dell’orchestra di Mannheim, la più importante all’epoca, ed è divenuta un’opera fondamentale nel repertorio dei migliori solisti di fiati, in quanto ne mette alla prova le abilità tecnico-interpretative per le soluzioni musicali adottate da Mozart, sostenute sempre dal trasparente e avvolgente tessuto connettivo di un’orchestra elegante e raffinata.
Chiusura con la Sinfonia n. 102 in si bemolle maggiore, Hob:I:102 di Franz Joseph Haydn, una delle espressioni più compiute del sinfonismo del padre del classicismo viennese. Capolavoro di equilibrio e vitalità, fu composta forse sotto l'impressione della morte di Mozart, e presentata oltre Manica insieme agli ultimi lavori (nn. 99-104), immediatamente salutati dal pubblico londinese come i vertici ineguagliabili di un intero genere musicale.
Biglietti da 5 a 20 euro (le riduzioni sono indicate sul sito); informazioni presso le biglietterie dei teatri e su vivaticket.com.
FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana
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