Mostre d'Arte
dal  25 Luglio
al  30 Gennaio 2022
Lunedì chiusoMartedì–giovedì 17.00–19-00Venerdì–domenica 10.00–12.30 / 17.00–19.00. Dal 24 luglio al 4settembre apertura serale mercoledì e sabato 21-23
Pinacoteca Comunale "Ridolfi" Corinaldo (AN)

Descrizione

La tomba del Principe di Corinaldo
A tre anni esatti dalla scoperta archeologica a Corinaldo, dove nella località di Nevola è stata riportata alla luce una necropoli picena con una tomba principesca risalente al VII sec. a.C., la mostra Il tesoro ritrovato. La tomba del Principe di Corinaldo a cura di Federica Boschi e Ilaria Venanzoni nasce con l’intento di raccontare al pubblico la bellissima storia di ricerca, scoperta, studio e valorizzazione che ha caratterizzato il progetto, per presentarne i risultati e le metodologie adottate.
La mostra è organizzata dal Comune di Corinaldo, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche e dall’Università di Bologna, con il sostegno della Regione Marche che ha contributo alla realizzazione nell’ambito del Bando “Eventi espositivi di rilievo regionale”.
Le ricerche sono state dirette dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Ateneo bolognese e si inseriscono nel Progetto ArcheoNevola che, avviato nel 2017, mira allo studio della Valle del Nevola e delle sue antiche dinamiche di popolamento. Questo programma punta su metodi di esplorazione territoriale non invasiva, dando ampio spazio all’analisi aerofotografica, ad esempio attraverso ricognizioni aeree, e alle prospezioni geofisiche per la mappatura del sottosuolo, unite alle modalità di lavoro più tradizionali degli scavi archeologici e ricognizioni di superficie, tutte modalità che sono state utilizzate anche a Corinaldo.
La scoperta nasce infatti durante un sorvolo di passaggio lungo la vallecola del fiume Nevola, quando gli archeologi si accorgono di due tracce circolari, esempi di “cropmarks” che richiamano i fossati anulari di celebri necropoli delle Marche meridionali come quelle di Matelica o Fabriano. Una fortunata concatenazione di eventi ha permesso di far partire subito una campagna di indagini non invasive che hanno consentito di ottenere una descrizione dettagliata e puntuale di ciò che era sepolto e di poter programmare con anticipo e consapevolezza le operazioni di scavo.  Sono così tornati alla luce i resti di un originario monumento funerario delimitato da un grande fossato circolare, con una fossa deposito colma di oggetti di corredo, quasi cento elementi che esprimono il rango aristocratico del defunto, connotandolo come un leader politico, militare ed economico dell’ambito culturale piceno di VII secolo a.C.






selezione di reperti,per raccontare le varie fasidella scoperta e del rinvenimentoarcheologico,oltreallavoro quotidiano di archeologi, restauratori, specialisti e tecnici, che si sono prodigati conimpegno e dedizione in questo progetto.Anche i restauri sono protagonistidell’evento, grazie allaprestigiosapartecipazione delCorso diLaurea Magistralea Ciclo Unicoin Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università diBologna a Ravenna eal prezioso lavorodi restauratori professionisti, comeMirco Zaccariae PaoloGessani in collaborazione con il Laboratorio di Restauro del Museo Civico Archeologico A.Casagrande di Castellone di Suasa.Per l’esposizionesonostatiselezionati dodici reperti, un numero esiguo rispetto al totale rinvenuto,ma che ben documenta la ricchezza della sepoltura e del personaggio celebrato.Si tratta di dodici pezzi chemeglioesprimono lecomponenti ideologiche più rappresentative delcorredo e della sua molteplicità di significati:unelmoe unoschinierecelebranola dimensionedel potere politico e militare,ilcarrosimboleggiail possesso terriero, la cerimonia del banchettofunebreè rappresentata daicontenitoriper accogliere e versare cibi e bevande,eil sacrificiocarneo con le pratiche del taglio e della cottura delle carni animali dedicatevieneevocato dall’ascia,daglispiediedaglialari.La mostra vuole quindi raccontare al pubblico questa importante scoperta archeologica, rendendonote anche ai non specialistitutte le metodologie adottate e illungo e laborioso lavoro che sinasconde dietro a uno scavo, omaggiando la comunità locale che ha sempre dimostrato unprofondo interesse e coinvolgimento culturale,nella speranza che il progetto possa confluire in unamusealizzazione permanente.“Finalmente–sottolinea il Sindaco di Corinaldo Matteo Principi-ci è possibile restituire allacomunità i risultati delle prime campagne di scavo condotte a seguito delle indagini di archeologiapreventiva eseguite preliminarmente alla costruzione del nuovo Palazzetto dello sport in zonaNevola, che hanno portato alla eccezionale scoperta della necropoli picena oggi nota come “Tombadel Principe”. La mostra che siamo in procinto di inaugurare ci darà l’opportunità di proiettare in uncontesto di respiro nazionale gli esiti delle ricerche congiunte di Università e Soprintendenza e saràanche l’evento di punta dell’estate corinaldese”.“Questo progetto–rimarca l’Assessore alla cultura Giorgia Fabri-è in effetti il frutto di un grandelavoro di collaborazione fra Enti di grande spessore culturale che ha portato alla realizzazione diun’esposizione di alto profilo scientifico e congrandi potenzialità divulgative.Il protrarsi della mostranel periodoautunnale sarà l’occasione per proporre alle scuole interessanti attività di didatticamuseale”."La mostra Il tesoro ritrovato. La tomba del Principe di Corinaldo è uno degli esempi, fra i tanti portatiavanti anche recentemente dalla nostra Soprintendenza, di salvaguardia di un'opera pubblica, tutelae pubblica fruizione del nostro patrimonio archeologico." conclude la Soprintendente Marta Mazza.

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CORINALDO

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