Museo Winston Churchill

A soli quindici chilometri da Fano, la città che ospita uno dei più rinomati eventi carnascialeschi d'Italia, si può rivivere un importante spaccato degli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale. Più precisamente all’interno delle sale del Museo storico del fiume Metauro "Winston Churchill" di Montemaggiore al Metauro.

Cosa lega questo luogo dell'entroterra pesarese ad uno dei personaggi più importanti della Seconda guerra mondiale? Non tutti sanno che la mattina del 25 agosto1944 il primo ministro inglese, accompagnato dal generale Alexander (comandante dell'VIII corpo di armata inglese), si recò al castello di Montemaggiore per osservare lo schieramento delle truppe nella valle del Metauro, pronte all'offensiva contro la Linea Gotica (trecentoventi chilometri che tagliavano in due l'Italia, da Pesaro a La Spezia). Quella stessa notte prese il via l'operazione "Olive" e Montemaggiore al Metauro divenne scenario di una nota battaglia nella quale, proprio lungo la Linea Gotica, si scontrarono le truppe tedesche in ritirata e quelle alleate. Dall'alto del colle, il generale Alexander e Churchill guidarono gli Alleati allo sfondamento dell'ultimo approntamento difensivo dell'esercito tedesco in Italia.

Di tale evento il Museo storico del fiume Metauro "Winston Churchill", ospitato nell’antica chiesa sconsacrata di S. Maria del Soccorso, raccoglie fotografie, testimonianze scritte, diari, documenti ufficiali, cimeli e dotazioni militari d'epoca, recuperando la memoria di avvenimenti che hanno segnato la storia del secolo scorso. Particolarmente significativa la foto in cui Churchill e Alexander, ripresi di spalle, seduti su una rozza panca, osservano la valle del Metauro, aperta davanti a loro con l'ordinata tessitura dei filari di viti che scandiscono i terreni da cui da poco è stato falciato il grano.

Un’esposizione che riattiva i ricordi delle generazioni che hanno vissuto quegli anni drammatici e illustra ai più giovani fatti e vicende così vicine nello spazio e nel tempo, eppure così ignote nei dettagli storici e nei risvolti umani.

Inoltre, all'interno dell'ex chiesa, in una piccola teca situata vicino a quello che era l'altare, sono stati disposti alcuni reperti di epoca romana, ritrovati nel territorio locale. Si tratta di frammenti di ceramiche, tegole con bolli laterizi a forma circolare e parti di pavimentazione a spina di pesce. I terreni argillosi, tipici della zona, sembrano aver favorito la diffusione di fornaci localizzate in più aree del comune. In queste zone è stata rilevata anche la presenza di frammenti di “sigillata italica” con bollo in “planta pedis”, tipici del I secolo d.C.

Visita su prenotazione.


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