Il Museo “Arte, Storia e Territorio” nel piccolo borgo di Genga vuole raccontare la straordinaria storia di questo territorio incastonato tra le montagne e caratterizzato dalla presenza della Gola di Frasassi e delle sue cavità carsiche, luoghi che racchiudono un patrimonio di straordinario interesse non solo geologico e naturalistico ma anche storico e culturale. Il museo, inaugurato lo scorso 24 ottobre 2015, si apre con la Sala del Territorio che presenta, attraverso la suggestione delle immagini, la valenza ambientale, storica, artistica e culturale di Genga e del suo territorio.

In particolare, come filo conduttore del Museo è stato scelto il tema della sacralità “dalla Venere del Paleolitico alla Madonna con il Bambino” attraverso due reperti di grande importanza e suggestione che ben documentano la continuità tra i culti preistorici e la venerazione cristiana, evidente soprattutto nella Grotta della Beata Vergine di Frasassi da dove proviene sia la statuetta paleolitica, esposta al Museo Archeologico Nazionale delle Marche ad Ancona, sia l’immagine marmorea della Vergine con il Bambino, uscita dalla bottega del Canova, originariamente venerata all’interno della chiesa fatta erigere, nel XIX secolo, dal papa originario di Genga, Leone XII, all’ingresso della grotta.

Il percorso museale prosegue con due sezioni distinte: la sezione preistorica della Sala Frasassi, illustrata attraverso un percorso per immagini e brevi testi che rimandano ai reperti esposti nel vicino Museo Speleo-paleontologico e Archeologico di San Vittore di Genga, e quella storico-artistica.

La “Sala Frasassi”, illustrata al momento solo da pannelli esplicativi, e che sarà a breve dotata di schermi interattivi, è dedicata ai rinvenimenti archeologici, localizzati in particolare nelle grotte della Gola di Frasassi, e alla sacralità che questi luoghi hanno avuto, con modalità diverse, durante tutta la Preistoria, dal Paleolitico all’età del Bronzo, fino ad epoche storiche. Ne sono testimonianza visibile, all’ingresso della Grotta della Beata Vergine, il piccolo eremo rupestre di Santa Maria infra Saxa, una delle prime manifestazioni del monachesimo benedettino, costruito forse ancora prima dell’anno 1000, e la chiesa a pianta ottagonale eretta nel 1828 dal pontefice Leone XII.

La seconda sezione è costituita dal vero e proprio percorso storico-artistico: inizia con la “Galleria della Memoria” e prosegue con opere e manufatti che vanno dal XV al XIX secolo. Tra questi due opere del pittore quattrocentesco Antonio da Fabriano, paramenti e oggetti sacri appartenuti a Leone XII, il papa Annibale della Genga, oltre a oggetti di devozione popolare e per concludere la splendida statua neoclassica della Madonna, madre amorevole e protettrice.


Informazioni aggiuntive

  • citta: GENGA
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