La chiesa collegiata si trova fuori della cinta murata, edificata alla fine del '400 e ricostruita anch'essa in eleganti forme neo-classiche a più riprese fra il 1796 e il 1849 su progetto dello jesino Raffaele Grilli, mentre il portico venne completato ne11895. Particolarmente armonioso l'interno con volta a botte, presbiterio sopraelevato e sei altari laterali scanditi da una fuga di colonne.
Sita nell'omonima e bellissima piazza, eretta sul finire del settecento dall'architetto Pasquale Ciarraffoni da Fano, e dedicata a san Pietro apostolo, Patrono del Paese. Maestosa, ha una stupenda abside e quattro grandi cappelle. Sull'altare maggiore il celebre quadro del Morandi, raffigurante la conversione di san Pietro. La chiesa ospita le reliquie di San Rufo, patrono dei portalettere. Interessante anche il bel fonte battesimale, in un solo blocco di candido marmo finemente lavorato.
Di origini medievali, situata nella piazza antica del castello è stata ricostruita sul finire del '400 e ristrutturata in forme più ampie nel tardo '700 dall'architetto fanese Ciaffaroni. Ad una facciata maestosa dalle sobrie linee neoclassiche fa riscontro un interno ad una navata con quattro cappelle laterali ed un'elegante abside ricca di decorazioni. Di particolare pregio le tele seicentesche di Giovanni Morandi (Conversione di San Pietro) e di Natale Ricci (Madonna del Rosario) e una attribuibile al belvederese Nicolò Amatori (Circoncisione di Gesù). La chiesa inoltre ospita le riliquie di San Rufo, portate a Belvedere da Roma agli inizi dell'Ottocento.
fonte: www.comune.belvedere.an.it