Il fondatore dell’industria italiana della fisarmonica

Sono quei casi della vita che quando accadono, se accadono, sono destinati a cambiare l'esistenza di un uomo e, con lui, quella di una città, di una regione. Quanto avvenuto nel lontano 1863 ha certo il sapore di una leggenda, una leggenda però, che è ben presto divenuta viva realtà, tanto da dare l'avvio ad una industria affermatasi poi in tutto il mondo: l'industria della fisarmonica.

In un casolare della campagna di Castelfidardo, posto nella bellissima vallata del Musone, chiede in quell'anno ospitalità un pellegrino austriaco di ritorno dalla vicina Loreto. Porta con se una rudimentale «scatola» dalla quale, seduto attorno al focolare ormai rifocillato, trae strani suoni.

Nel casolare abitano Antonio Soprani con la moglie Lucia ed i figli Settimio, Paolo, Pasquale e Nicola. Sarà il diciannovenne Paolo, un ragazzo non certo tagliato per la vita dei campi, ricco d'ingegno e probabilmente non digiuno di musica, a carpire il segreto di quella «scatola» che pare non foss'altro che una copia dell' accordeon brevettato nel 1829 dal viennese Demian.

Poco importa come lo strumento finì nelle mani di Paolo: c'è chi ha raccontato che gli fu donato dallo stesso viandante in segno di ringraziamento per l'ospitalità ricevuta, chi invece che sia stato comperato e chi, addirittura, ha affermato che nottetempo, quando tutti dormivano, il giovane prese a smontare e studiare l' «arnese»: praticamente, un vero e proprio spionaggio industriale «ante litteram».  
Fatto sta che da quel giocattolo, da quella intuizione geniale del diciannovenne contadino, doveva di lì a poco prendere l'avvio, a Castelfidardo, l'industria italiana della fisarmonica.

Prima, nel 1864, un laboratorio nella cantina della stessa casa colonica con l'aiuto dei fratelli Settimi o e Pasquale, poi, per esigenze di spazio, in una casa poco lontana con l'assunzione di qualche altro operaio.
Le prime armoniche sono vendute nelle fiere e nei mercati dei paesi vicini, specie a Loreto, direttamente dall'intraprendente Paolo che si stacca per primo dal gruppo familiare, sale nel centro abitato di Castelfidardo ed apre una fabbrica nell'attuale piazzetta Garibaldi: siamo nel 1872. Più tardi lo seguirà il fratello Settimio che aprirà una bottega in via Cavour. Pasquale, invece, si porterà a Recanati.

Il primo centro vero e proprio di diffusione dello strumento in Italia, fu come si diceva, Loreto, luogo d'incontro di pellegrini, zingari, ambulanti e commercianti. Paolo vi si recava a cavallo. In breve tempo divenne anche un ottimo suonatore di organetto.  
Ovunque lo strumento fu accolto con vivo interesse ed il suo suono allietava soprattutto le aie dove i contadini in festa ballavano danze popolari. Presto si diffuse in altre regioni e le richieste si moltiplicarono. L'armonica entrò in Sardegna quando il Soprani si recò nell'isola, accolto con grandi onori. Incominciarono a giungere ordinazioni anche dalla Francia e da altri Paesi, in particolare dalle Americhe dove l'armonica andava diffondendosi ad opera degli emigranti italiani che acquetavano al suono dello strumento la nostalgia per la casa lontana. Verso la fine del secolo iniziò l'esportazione delle armoniche negli altri continenti.  

Per far fronte al maggior numero di ordini, occorrevano locali più ampi, occorreva aumentare gli operai, portare su un piano industriale il sistema di lavorazione e provvedere ad una più razionale organizzazione commerciale.  
Paolo, con i figli Luigi ed Achille, apre quindi una nuova fabbrica in viale Umberto I. Nel 1900 la ditta ottiene un grande trionfo all'esposizione di Parigi, il pioniere Soprani diviene membro dell'accademia degli inventori di Bruxelles e di Parigi e viene ricevuto all'Eliseo dal presidente della repubblica francese Loubet.  
Da industriale a pubblico amministratore: il 2 agosto 1905 viene eletto sindaco di Castelfidardo. Resterà in carica per circa 9 anni, fino al 28 luglio 1914, ormai settantenne.  
Durante l'incarico si dedicò con slancio alla pubblica amministrazione, adoperandosi costantemente per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e per lo sviluppo edilizio.

A lui si deve la realizzazione del grandioso parco del monumento al Gen. Cialdini (tra l'altro ospitò nella sua casa, per quattro anni, lo scultore Vito Pardo, autore del pregevole gruppo bronzeo).  
Autodidatta, il Soprani si dedicò con passione allo studio dei problemi economici e sociali, interessandosi con fervore anche di questioni agricole ed in genere di quanto aveva attinenza con il mondo del lavoro, preconizzando addirittura quella che sarebbe successivamente stata la legislazione nel campo dell'istruzione professionale dei giovani. A testimonianza della versatilità del Soprani, rimane un opuscolo dato alle stampe per i tipi di Brillarelli nel settembre del 1915, dal titolo: «Per la rigenerazione economica e morale d'Italia», che può definirsi il suo testamento spirituale.  
Avanti negli anni, Paolo Soprani continuò con assiduità e tenacia nel lavoro finche alla direzione dell’azienda gli succederà i figli Luigi ed Achille. Morirà nel suo palazzo di viale Umberto I il 20 febbraio 1918, all'età di 73 anni.  
Oggi Paolo Soprani viene universalmente riconosciuto come il fondatore dell’industria italiana della fisarmonica. Molti però, e non a torto, lo considerano il vero inventore del moderno strumento. A sostegno di ciò, il Bollettino Ufficiale dell' Accademia Parigina degli inventori Industriali ed Espositori del maggio 1899, riporta del Soprani:  

«La fabbrica dei signori Paolo Soprani e Figli è stata fondata nel 1864. La sua clientela circoscritta prima nella provincia di Ancona, si è a poco a poco allargata e oggi è sparsa per tutto il mondo. Gli armonici del Soprani si vendono in Africa, in Asia come in America, in Francia ed in Germania. L’armonico ha tardato a comparire nelle sale e fra l’aristocrazia in causa del suo suono un po' chiassoso e poco armonioso e, forse, perché si vedeva troppo nelle mani del popolo. Ma grazie agli studi continui e pazienti dei signori Soprani e Figli questo strumento è stato portato ad un grado tale di perfezione che chiunque con un po' di studio può suonarvi i pezzi più complicati e difficili.
Le nuove meccaniche che i signori Soprani e Figli applicano agli armonici, rendono questo strumento dolcissimo ed armonioso, sebbene emetta suoni sì potenti e robusti da paragonarsi ad organi di chiesa: tutto è regolato secondo la volontà di chi lo suona. A poco a poco in merito agli sforzi sostenuti dai nostri colleghi tanto buoni commercianti, quanto artisti e fabbricatori, i loro armonici hanno trovato accesso nelle migliori case e nelle sale più aristocratiche di tutti i paesi, sia per accompagnare il pianoforte o il violino, sia per le danze.  
Infine l'armonico Soprani è oggi alla moda come il pianoforte o altri istrumenti dei più grandi artefici, e ciò non meraviglierà i nostri amici e lettori quando sapranno che i nostri colleghi signori Paolo Soprani e Figli occupano più di 400 operai, uomini e donne, e che l'esportazione dei prodotti di questa ditta, che è la più rinomata del mondo, forma da sola la ricchezza di Castelfidardo».

da www.comune.castelfidardo.an.it

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