Nota per essere stata il luogo di nascita, sia pure casuale, dell’imperatore Federico II di Svevia, uno dei grandi sovrani del Medioevo, Jesi ha dato i natali nel corso dei secoli a un gran numero di artisti, studiosi ed ecclesiastici. Nella seconda metà del Novecento e anche nei primi anni del XXI secolo questa antica e illustre città della Vallesina si è rivelata terreno favorevole alla formazione di notevoli talenti in campo sportivo. È soprattutto la scherma lo sport in cui gli atleti, e soprattutto le atlete di Jesi, hanno raggiunto traguardi di livello mondiale.

La scuola di scherma di Jesi

Il primo schermidore jesino affermatosi in campo nazionale fu Ezio Triccoli (1915-1996). I suoi inizi in questo sport furono alquanto romanzeschi: mentre si trovava prigioniero degli Inglesi in Sudafrica nel campo di Zonderwater il sergente maggiore Triccoli apprese i fondamentali della scherma da un ufficiale britannico e si esercitò a lungo. Tornato nella sua città nel 1947, mise a frutto immediatamente le conoscenze acquisite aprendovi una scuola di scherma. L’anno successivo fonda il Gruppo schermistico jesino avvicinando a questo nobile sport i primi ragazzi. Ben presto la scherma jesina comincia a imporsi a livello nazionale. Triccoli, che ottenne il diploma di maestro di scherma solo nel 1962, fu in realtà un grande innovatore, apportando in questo sport posture e movimenti del tutto inediti che avrebbero conferito maggiore efficacia e velocità agli atleti. Non mancarono difficoltà in questi primi anni, tanto che nel 1961 vi fu una rifondazione del sodalizio, che incominciò a chiamarsi Us Acli Scherma Jesi e ad essere assistito da un medico-schermidore di prim’ordine, Ignazio Cangemi. Negli anni Settanta la passione e l’impegno profusi da Triccoli e dai suoi amici e allievi diede frutti strepitosi: nelle Olimpiadi di Montreal del 1976 furono tre ragazze di Jesi (Susanna Batazzi, Doriana Pigliapoco e Annarita Sparacini) a rappresentare l’Italia nella specialità del fioretto. Da allora in poi atlete e atleti jesini avrebbero sempre fatto parte della rappresentativa azzurra alle Olimpiadi fino a Pechino 2008. Il primo schermidore jesino a vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi fu Stefano Cerioni, a Seul nel 1988, anche se nei Giochi precedenti (Los Angeles 1984) era già salito sul podio conquistando il bronzo individuale e l’oro a squadre nel fioretto.

Due jesine si contendono l’oro alle Olimpiadi di Atene

Anche negli anni successivi la scuola di Jesi fondata da Ezio Triccoli continuerà a sfornare formidabili campioni e campionesse. Dal 1980 in poi è Alberto Proietti Mosca a guidare quello che ormai si chiama Club Scherma Jesi. Gli anni Novanta vedono la progressiva affermazione di due grandissime atlete: Giovanna Trillini e Valentina Vezzali. Nel 1992 la Trillini vince a Barcellona ben due medaglie d’oro, e tre ori consecutivi le verranno nella prova a squadre da quell’anno al 2000. Alle Olimpiadi di Atene del 2008 accade qualcosa di straordinario: le due schermitrici jesine si sfidano per conquistare l’oro individuale nel fioretto. La vittoria arride alla Vezzali, mentre la Trillini conquista la medaglia d’argento, ed entrambe entrano nella leggenda dello sport olimpico azzurro. Nelle Olimpiadi successive (Pechino 2008) Valentina Vezzali si sarebbe confermata campionessa di fioretto, portando il numero di medaglie olimpiche conquistate dal Club Scherma Jesi alla strepitosa cifra di 16, di cui ben 11 d’oro. Dal 2004 in poi sale l’astro di una nuova campionessa di Jesi, Elisa Di Francisca che, dopo molte vittorie in diversi tornei internazionali, partecipa nel 2012 alle Olimpiadi di Londra, dove vince la medaglia d'oro nel concorso individuale di fioretto femminile. Di Francisca ha potuto contare su due allenatori d’eccezione, prima Stefano Cerioni e poi Giovanna Trillini. La storia e la leggenda della scherma jesina continuano ancor oggi.

Gli altri sport

Tra gli sport in cui gli jesini hanno raggiunto livelli di eccellenza non vi è solo la scherma. Nel calcio Roberto Mancini, pure nativo di Jesi, iniziò a giocare in serie A nel ruolo di attaccante con il Bologna all’età di 17 anni continuando poi una fulgida carriera nella Sampdoria e nella Lazio. Ad appena 19 anni fu chiamato a giocare in Nazionale, nella cui formazione maggiore avrebbe totalizzato 36 presenze. Dopo il suo ritiro dai campi di gioco, Mancini iniziò la carriera di allenatore con la Fiorentina, la Lazio e l’Inter. Mancini ha allenato anche due squadre straniere, il Manchester City e il Galatasaray di Istanbul. Il ciclismo jesino è rappresentato da Michele Scarponi, professionista dal 2002, che dopo buoni piazzamenti in varie competizioni, risultò vincitore del Giro d’Italia 2011 in seguito alla squalifica di Alberto Contador. Gli inizi di Scarponi furono proprio nella squadra della sua città natale, la Pieralisi di Jesi. Anche nel motociclismo gli jesini non mancano di far sentire la loro presenza. Giancarlo Falappa, detto “il Leone di Jesi”, dopo aver iniziato la sua carriera nel 1979, si è distinto in molte competizioni soprattutto in sella alla Ducati, ritirandosi nel 1994 in seguito a una grave caduta. Un suo concittadino ancora in attività è Alex Polita, vincitore nel 2010 del titolo piloti nel Campionato italiano Superbike, anch’egli con una Ducati. È pure di Jesi il maratoneta Daniele Caimmi, formatosi nella società di atletica Endas della sua città e poi passato ad altre affiliazioni. Molte le sue partecipazioni con buoni piazzamenti a gare in Italia e nel mondo. Nel 2006 è giunto secondo alla Maratona di Roma. Attualmente milita per le Fiamme Gialle e vive a Jesi con la moglie Rosaria Console, anch’essa maratoneta azzurra.


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