Il cardinale amante della cultura

Fossombrone 1682 - Roma 1761

Fra i tanti uomini che le Marche hanno portato ai vertici della Chiesa, la figura del cardinale forsempronese Domenico Passionei merita un posto particolare.

Fu, difatti, uomo di grande cultura e, una volta assunti importanti incarichi in Vaticano, fra i quali la direzione della Biblioteca Vaticana, si dedicò alacremente al recupero ed alla conservazione libraria. Anche personalmente fu grande collezionista d’arte, tanto che la sua città conserva ancora nella ricca pinacoteca civica molte opere provenienti dalla sua collezione privata.

Nato da nobile famiglia a Fossombrone il 2 dicembre 1682, presi i voti, soggiornò per un certo tempo a Parigi, dove venne in contatto con intellettuali del tempo: la frequentazione degli ambienti letterari, fece sì che Passionei si avvicinasse alle aperture della nascente cultura illuministica e, soprattutto, acquisisse grande passione per la cultura in generale.

Noto per le sue capacità, nel 1712 fu inviato in Olanda, dove fu anche delegato al congresso di Utrecht. Alcuni anni dopo (1721) fu nominato nunzio in Svizzera; con lo stesso incarico passò nel 1730 a Vienna, promozione di grande prestigio.

Otto anni più tardi fu richiamato a Roma dove fu segretario dei brevi e, eletto cardinale, divenne prefetto della Biblioteca Vaticana. In tale ruolo furono sue le funzioni di censura, e proprio in tale periodo fu forte il contrasto con i gesuiti. Nutrendo da sempre, fin dai tempi della sua permanenza in Francia, forte simpatia per il pensiero giansenista, la sua posizione verso l’ambiente gesuita fu sempre fortemente critica, soprattutto verso la produzione letteraria ad esso vicina. Di tale contrasto restano testimonianza la sua ferma opposizione alla beatificazione del cardinale gesuita Bellarmino, e l’appoggio a favore di anti-gesuiti nell’assegnazione di incarichi di responsabilità anche nel sacro collegio. Purtuttavia gli avversari riconobbero sempre la lealtà delle sue posizioni, pur non condividendone i principi.

Come prefetto della Vaticana, curò l’acquisizione di biblioteche private, in particolare quella che, un tempo acquistata dagli agostiniani, divenne il nucleo principale della nota Biblioteca Angelica di Roma. Anche personalmente collezionò libri ed opere d’arte. A Frascati, dove si fece costruire una dimora, ed a Fossombrone nel palazzo di famiglia, raccolse un patrimonio artistico di inestimabile valore, purtroppo andato successivamente disperso.

In particolare a Fossombrone raccolse una collezione di epigrafi e reperti di epoca romana, ed una imprenssionante collezione di quadri (in un inventario del tempo se ne citavano 570!), di statue, di monete. Oggi soltanto una minima parte di tale patrimonio si conserva, come detto, nel pur ricco museo della città natale.

Domenico Passionei si spense il 5 luglio 1761 a Roma.

Giovanni Martinelli

 

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  • citta: FOSSOMBRONE
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