Camerano è un centro situato, su un colle a 231 m. s.l.m., in provincia di Ancona. Conta una po-polazione di abitanti ed è noto soprattutto per l’apprezzata produzione di vino Rosso Conero ol-tre che per le spettacolari e misteriose grotte che si aprono nel suo sottosuolo. Il territorio è preva-lentemente collinare, ma si estende anche sulla piana del fiume Aspio.

Come nei vicini comuni di Numana e Sirolo, vi sono stati effettuati ritrovamenti di tombe preistori-che che consentono di ipotizzare un popolamento del territorio fin da tempi remoti. In particolare alcune tombe mostrano la presenza di una sorta di enclave dei Galli Senoni pacificamente integrati con i Piceni.

In seguito alla guerra greco-gotica l’attuale territorio di Camerano si trovò inglobato nella Pentapoli bizantina, la cui capitale era Ravenna. Proprio al vescovo di questa città appartenevano terre perti-nenti alla chiesa, oggi scomparsa, di S. Apollinare che sorgeva sulla parte più elevata del paese.

Camerano viene menzionata per la prima volta nel 1177 come castrum Camurani in una lettera di papa Alessandro III ai monaci di S. Maria in Portonovo, che qui possedevano la chiesa di S. Pietro e le sue terre. Camerano apparteneva allora alla diocesi di Numana e al comitato di Osimo, ma già nel 1198 risulta essere libero comune. Tuttavia dopo le travagliate vicende medievali, alla metà del Quattrocento divenne castello di Ancona perdendo la propria autonomia. Nello stesso secolo pa-recchi dalmati si stabilirono nel suo territorio. La chiesa parrocchiale dedicata a S. Pietro è la più antica del paese: fu ricostruita nel XIII secolo in forme gotiche.

Al 1215 risale la probabile fondazione della chiesa di S. Francesco, mentre il convento fu com-pletato quindici anni dopo. Nella seconda metà del Settecento la chiesa fu rifatta e il convento, che ospitava i Padri Minori Conventuali, ampliato. Ma con l’invasione napoleonica, esso fu requisito e diventò sede dell’Appannaggio (cioè dell’amministrazione delle proprietà) del principe di Beauharnais: quindi, dopo il 1815, fu acquistato dal Comune che ne fece la sede del Municipio. La chiesa, ricca di opere d’arte, dopo varie vicende, è oggi sede di mostre e concerti.

Con la fine della repubblica di Ancona (1532), i suoi castelli – il più importante dei quali era Came-rano – si ricavarono nuovi spazi di autonomia.

Nel 1625 nasceva da una famiglia di origine dalmata Carlo Maratti (anche noto come “Maratta”), pittore e incisore, certamente il cameranese più illustre. Visse a lungo per lo più a Roma, dove rice-vette incarichi di grande prestigio e morì nel 1713. A Camerano fece riparare a sue spese la chiesa di S. Nicolò, che prese il titolo di S. Faustina dopo che egli vi ebbe fatto traslare le spoglie della martire omonima da una catacomba romana. All’interno del Palazzo Comunale lo ricorda oggi una raccolta di incisioni e riproduzioni di sue opere. Al suo nome è dedicato anche il Teatro comuna-le, edificato nel 1872.

Nel XX secolo Camerino si trasformò gradualmente in centro industriale, attivo soprattutto nel settore degli strumenti musicali e, più tardi, della lavorazione del legno, dei metalli, della plastica e dell'abbigliamento.

Le labirintiche grotte di Camerano - oggi notevole attrazione turistica - scavate nell’arenaria in tempi differenti e spesso difficili da definire, presentano in molti ambienti volte a cupola, a vela, a botte, sale circolari, motivi ornamentali e simboli religiosi o massonici che fanno pensare a un loro uso abitativo o rituale. Nel 1944 esse furono adibite a rifugio per la popolazione contro i bombar-damenti.

A cura di Pier Luigi Cavalieri

 

Informazioni aggiuntive

  • citta: CAMERANO
Devi effettuare il login per inviare commenti
Monte San Giusto Presepi 2017

Cosa Sapere

CAMERANO

Libri & Cultura

Vai all'inizio della pagina