Mercoledì 29 aprile Ascanio Celestini, una delle voci più amate del teatro di narrazione, con lo spettacolo tratto dal suo ultimo libro Poveri cristi conclude la stagione del Teatro della fiaba e della poesia di Montalto delle Marche realizzata dall’Amministrazione comunale e dall’AMAT, con il contributo di Regione Marche e MiC.
La stagione teatrale rientra nell’ambito del progetto Metroborgo MontaltoLab. Presidato di Civiltà Future, di cui AMAT è partner, e che vede Montalto delle Marche selezionato come borgo pilota della Regione Marche (“Attrattività dei Borghi” del MiC – linea di azione A del PNRR). Montalto delle Marche è quindi protagonista di un piano di rigenerazione che sta portando nell’area una radicale trasformazione urbana, sociale, culturale ed economica.
Poveri cristi racconta i destini di coloro che stanno ai margini della società, persone a cui nessuno fa caso, incontrati e intervistati nelle periferie, per raccontare, con l’ausilio delle musiche di Gianluca Casadei, coloro che non hanno lingua per raccontarsi. Con sguardo partecipe e mai retorico, Celestini setaccia le vite sradicate di donne e uomini che vagano come in un formicaio alla ricerca del loro spicchio di felicità.
«In una periferia di Roma che somiglia a tante periferie del mondo si intrecciano le vite di poveri cristi. C’è Giobbe, magazziniere analfabeta che ha messo a punto una tecnica per sistemare la merce nel magazzino senza sapere leggere una parola. C’è la Vecchia che insegna alla Prostituta che per il sapere e la cultura non serve il denaro: i libri nelle biblioteche sono gratis e i musei un giorno al mese aprono anche a chi non può pagare. C’è Joseph che è partito dal suo paese, ma prima di arrivare in Italia è stato seppellitore, emigrante, schiavo, naufrago, detenuto, facchino e barbone. E poi c’è il razzista, la Donna Impicciata, lo Zingaro di otto anni che fuma, Domenica, il Preposto della cooperativa e persino San Francesco… Ma quando andiamo in scena non ci sono tutti. Ogni replica – racconta Ascanio Celestini - scegliamo un paio di storie, una manciata di personaggi. Come in un concerto dove il musicista sceglie quali brani diversi da suonare, fa una scaletta. Tutti questi personaggi hanno qualcosa in comune. Sono quelli brutti che finiscono sui giornali quando accade qualcosa di grave, di scandaloso. Io cerco di raccontarli come santi quando succede un prodigio».
Il suono è curato da Andrea Pesce, la produzione dello spettacolo è di Fabbrica e Teatro Carcano, con il contributo di Regione Lazio.
Biglietti e informazioni presso biglietterie circuito AMAT / vivaticket (anche on line), biglietteria del teatro 338 2294521 (solo messaggi e chiamate WhatsApp), due giorni precedenti lo spettacolo dalle ore 18 alle ore 20, il giorno di spettacolo da due ore prima dell’inizio previsto alle ore 21.15.
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