Un capolavoro della letteratura italiana del Novecento riscritto e portato in teatro. Così il romanzo più letto e studiato di Italo Svevo diventa L’(in)coscienza di Zeno nella visione di Òyes sabato 7 febbraio al Teatro Concordia di Cupramontana.
Agli attori Livia Castiglioni, Daniele Crasti, Francesca Gemma, Francesco Meola, Dario Merlini, Fabio Zullispetta il compito di raccontare le vicende del protagonista Zeno Cosini con il testo di Dario Merlini, Stefano Cordella, e Noemi Radice, indagando il tema dell’auto rappresentazione dell’esistenza che ognuno mette in atto nella realtà di tutti i giorni. Laregia dello spettacolo – proposto nella stagione promossa dal Comune con l’AMAT e il contributo di Regione Marche e MiC e selezionato nell’ambito diNext Laboratorio delle idee per la produzione e programmazione dello spettacolo lombardo – Edizione 2025/2026 un progetto di Regione Lombardia,Fondazione Cariploe AGIS – è di Noemi Radice e Umberto Terruso.
Un romanzo rivoluzionario che racconta un uomo nuovo per il suo tempo, un antieroe senza volontà alla ricerca delle origini del suo malessere. Nel tentativo di raccontarsi svela contraddizioni e lacerazioni profonde ed è proprio in queste crepe del vissuto che si concentra da sempre la ricerca della compagnia, in un confronto con i grandi autori.
Nella visione di Òyes, La coscienza di Zeno diventa l’incoscienza di un uomo che è rappresentante di un’umanità superata, di un tempo che sta per scadere, ma che fatica ascomparire. Lo guardiamo senza riuscire ancora a dirgli addio, così come lo guarda in scena un personaggio misterioso, che diventa un vero e proprio tramite tra il mondo del romanzo e la nostra visione contemporanea. In scena un’autoanalisi pubblica a cui prendono parte ipersonaggi della vita del protagonista, attori attividella sua coscienza, aggrappati a un secoloormai passato e rinchiusi in un surreale gioco in cui i piani si confondono. La mente di Zeno ricostruisce ricordi, memorie,aneddoti ed è facile intuire come il punto di vista di chi ne è protagonista possa distorcere, falsificare e strumentalizzare la realtà dei fatti. È risultato quindi naturale attraversare il rapporto tra realtà e finzione, che esiste pernatura nell’arte e in particolare nel teatro. L'ambigua sovrapposizione tra attore o attrice e personaggio, ambiente e spazio scenico, ricordi e drammaturgia, diario personale (quello di Zeno) e struttura letteraria (quella di Svevo), diventa il cardine del gioco drammatico di questo spettacolo.
Le scene e i costumi sono di Stefano Zullo, luci di Fabrizio Visconti. La produzione dello spettacolo è di Òyes con il sostegno di Teatro Filodrammatici e Teatro del Borgo.
Biglietteria Teatro Concordia (338 2812334) il giorno di spettacolo dalle ore 19, prevendita biglietti circuito vivaticket anche on line. Inizio spettacolo ore 21.