Mostre d'Arte
dal  10 Ottobre
al  14 Febbraio 2027
ore 15
MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin Gradara (PU)

Descrizione

Inaugura sabato 10 ottobre 2026, alle ore 15, al MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin di Gradara, Storie da una collezione. La raccolta Giorgio Lombardi, a cura di Luca Baroni e Daniela Ferretti. Aperta fino al 14 febbraio 2027, la mostra riunisce una selezione dipinti dal Cinquecento al Settecento, offrendo l’occasione di conoscere una preziosa raccolta privata attraverso le opere, le vicende degli acquisti e le ricerche condotte per l’esposizione.

Architetto e urbanista, Giorgio Lombardi (1942–2006), basato a Venezia, costruì la propria raccolta attraverso il dialogo con studiosi e antiquari come Ettore Viancini e Giovanni Pratesi, guidato dall’interesse per la figura umana, il colore e la forza narrativa della pittura. A vent’anni dalla sua scomparsa, la mostra ne ricostruisce il gusto e le relazioni culturali. 

All’omaggio al collezionista si affianca un progetto scientifico che ha coinvolto studiosi italiani e internazionali. Il volume di accompagnamento alla mostra, curato da Luca Baroni e pubblicato da Collezione da Tiffany, raccoglie studi su attribuzioni, provenienze e iconografie, insieme a testimonianze sulla formazione della raccolta che tracciano una linea della storia del collezionismo a Venezia nella seconda metà del Novecento. La mostra diventa così occasione per rendere accessibili opere poco note, discuterne la storia e proporre nuovi risultati di ricerca.

Tra i dipinti presentati, di qualità spesso eccezionale e in parte già noti agli studi, figurano l’affascinante Busto d’uomo orientale di Giandomenico Tiepolo e il Martirio di Santa Caterina d’Alessandria di Carlo Bononi, quest’ultimo ricondotto dagli studi di Enrico Ghetti alla decorazione della chiesa di Santa Caterina Martire a Ferrara. A questi si affiancano opere di Jacopo Palma il Giovane, Matthias Stomer, Francesco Furini, Bernardo Cavallino, Luca Giordano e altri protagonisti delle scuole emiliana, romana, napoletana e lombarda. Per l’immagine di copertina della mostra ci si è rivolti al pennello di Giambattista Pittoni, autore di un brillante bozzetto per la tela del San Tommaso della chiesa veneziana di San Stae approfondito in catalogo da uno studio di Massimo Favilla e Ruggero Rugolo.

La presenza di un nucleo di pittura antica di questa qualità assume un significato particolare in un piccolo borgo medievale che, nel corso dei secoli, ha perduto una parte consistente del proprio patrimonio storico-artistico. Per la durata della mostra, Gradara torna a essere luogo d’incontro con opere che restituiscono centralità all’esperienza diretta dell’arte. Il rapporto fra i dipinti, gli ambienti di Palazzo Rubini Vesin e il borgo offre alla visita un carattere specifico: alla scoperta della raccolta si accompagna quella del contesto storico che la accoglie. L’allestimento di Daniela Ferretti valorizza la dimensione raccolta delle sale del MARV, richiamando il contesto domestico nel quale i dipinti furono scelti e vissuti.

L’esposizione Storie di una collezione completa un percorso triennale di mostre avviato dal MARV nel febbraio 2023 con Schiaminossi incisore. 1572–1622, realizzata in collaborazione con il Comune e il Museo Civico di Sansepolcro. Dalla storia dell’incisione, con Raffaello Schiaminossi e Giuseppe Maria Mitelli, alla cultura del gioco, dalla pittura di Anselmo Bucci alla fotografia di Luigi Ghirri e Uliano Lucas, il MARV ha sviluppato una ricca programmazione fondata sulla ricerca e sulle collaborazioni. Un percorso che ha dato spazio anche alle opere di artisti contemporanei marchigiani, come Luigi Toccacieli e Sante Arduini, e internazionali, come Araminta Blue, Keita Miyazaki e Bongsu Park, tutti e tre presentati dalla Rosenfeld Gallery di Londra. La mostra dedicata alla raccolta Giorgio Lombardi consolida e completa questo lavoro, ampliando gli orizzonti del MARV alla grande pittura antica e alla storia del gusto e del collezionismo italiano. 

La mostra è realizzata dal Comune di Gradara, dalla Rete Museale Marche Nord e da Gradara Innova, con il patrocinio dell’Associazione Scientifica Palazzo Cappello, il sostegno di Riviera Banca e NEXT s.r.l. e Collezione da Tiffany come media partner.

DICHIARAZIONI

«Il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin ha aperto per Gradara possibilità straordinarie. Dalla sua apertura al pubblico nel 2023 il nostro museo ci ha permesso di costruire relazioni e collaborazioni con prestigiose realtà culturali e istituzioni di città come Urbino, Sansepolcro, Milano, Würzburg e Londra, proiettando Gradara all’interno di una rete culturale sempre più ampia e qualificata. 

Grazie alla guida del nostro direttore Luca Baroni, il MARV ci ha consentito di raggiungere pubblici ai quali prima difficilmente riuscivamo ad arrivare, rafforzando ulteriormente l’identità culturale di Gradara e affiancando alla sua straordinaria storia una proposta artistica contemporanea, aperta alla ricerca e al confronto.

Ma c’è un aspetto per me altrettanto importante: abbiamo restituito alla nostra comunità un luogo dedicato all’arte e alla bellezza, ma anche uno spazio vivo, capace di ospitare incontri, attività e occasioni di socializzazione. Un museo civico deve essere prima di tutto un luogo dei cittadini, aperto al territorio e al tempo stesso capace di dialogare con il mondo. Con il MARV, Gradara è oggi più ricca: di opere, di relazioni, di opportunità e di bellezza».

Filippo Gasperi, sindaco di Gradara.

«Questa mostra è un atto d’amore per la pittura antica e per la storia del collezionismo e del gusto. Giorgio Lombardi ha saputo costruire narrazioni visive che oggi diventano un’esperienza condivisa: dal raccoglimento di una casa privata si aprono a uno spazio pubblico, accessibile a tutti.

Il MARV e la Rete Museale Marche Nord sono orgogliosi di accogliere opere di questa qualità negli spazi civici rinnovati e di condividerle con il pubblico marchigiano. Portarle a Gradara significa affermare la vitalità del nostro territorio e la capacità di un museo civico di attrarre opere, studiosi e collaborazioni internazionali. In poco più di tre anni, grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale e della Regione Marche, il Museo Civico di Gradara è diventato un interlocutore credibile per musei, collezioni, gallerie, artisti e appassionati d’arte.

Ringrazio il Comitato Scientifico della mostra e tutti gli studiosi che vi hanno collaborato per la generosità e l’entusiasmo con cui hanno sostenuto il progetto».

Luca Baroni, direttore della Rete Museale Marche Nord e curatore della mostra.

 

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