dal 25 Luglio al 10 Gennaio 2027 Luglio, agosto, settembre sabato e domenica 16.30-19.30. Luglio e agosto venerdì apertura serale 21-24Centro Studi Osvaldo Licini e Casa Museo Osvaldo Licini Monte Vidon Corrado (FM)334.9276790www.centrostudiosvaldolicini.it
dal 25 Luglio al 10 Gennaio 2027 Luglio, agosto, settembre sabato e domenica 16.30-19.30. Luglio e agosto venerdì apertura serale 21-24Centro Studi Osvaldo Licini e Casa Museo Osvaldo Licini Monte Vidon Corrado (FM)334.9276790www.centrostudiosvaldolicini.it
Descrizione
“Ho passato la mia gioventù in Dalmazia. In questo paesaggio dove tutto è secco, bruciato, dove ci sono solo sassi, dove quasi non c’è vegetazione. Prima non sapevo che tutto questo mi era rimasto dentro. Solo quando sono andato in Spagna, ed ho trovato là un paesaggio simile, me ne sono reso conto. Qualcosa è successo all’improvviso, mi ha ricordato qualcosa. Poi mi è diventato chiaro, questo è il tuo paesaggio dalmata, sei a casa”. Le parole sono di Anton Zoran Music (1909 – 2005), artista di “confine”, nato in un villaggio vicino Gorizia, allora parte dell’impero austro-ungarico. Formatosi all’Accademia di Zagabria si è nutrito delle suggestioni del paesaggio della propria infanzia, una terra che torna nell’intera sua produzione artistica a partire dai celeberrimi quanto identitari “cavallini” dalmati. Attraverso la specificità di quel paesaggio, Music ha filtrato e riletto di volta in volta il mondo di cui ha fatto esperienza, interpretandolo fino ad una completa identificazione interiore con quello spazio. Per i suoi natali, è stato un ponte tra Occidente e Oriente, protagonista tra i più significativi dell’arte del secondo Novecento, pittore e maestro indiscusso nell’arte della grafica, consacrato nel 1956 dal Gran Premio della Grafica alla Biennale di Venezia. Le sale del Centro Studi e gli spazi della Casa Museo Osvaldo Licini, dal 25 luglio al 10 gennaio 2027, ospitano una grande mostra dedicata a un artista che con Licini condivide, naturalmente a proprio modo e con le necessarie divergenze, talune risonanze interiori come la ricerca dell’essenzialità, la riduzione della linea a segno primordiale, la riflessione sul tema della morte, l’intonazione silente del paesaggio trasfigurato (al tempo stesso favolistica e malinconica), la memoria introiettata della propria Terra natia, la dimensione atemporale dell’immagine e il suo muoversi tra l’astratto e il figurativo, la discesa stessa agli Inferi e la risalita. A cura di Daniela Simoni e Stefano Bracalente, la mostra “Zoran Music nella Casa Museo Osvaldo Licini” è promossa dal Centro Studi Licini in collaborazione con il Comune di Monte Vidon Corrado, con la Regione Marche e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, e raccoglie una selezione di opere provenienti dalla raccolta Marcelletti, esito quarantennale di un collezionismo raffinato, sensibile e appassionato all’arte di Zoran Music. Oli e acquerelli, litografie e soprattutto incisioni, nel complesso databili dal 1947 ai primi anni Ottanta, documentano gran parte della sua ricerca artistica, con un percorso espositivo costruito su criteri cronologici e tematici. Non soltanto i noti cavallini e asinelli dalmati, di sapore quasi preistorico, ma pure le colline del paesaggio umbro-senese, i paesaggi rocciosi del Carso e della Dalmazia, talune vedute di Venezia – città d’adozione per Music, mirabile luogo d’incontro tra Oriente e Occidente – alcuni ritratti dell’amata moglie Ida e opere che attestano la fase di astrazione progressiva del dato realistico verso esiti segnici (con la serie delle “Reti”) e persino informali (con il ciclo delle Terre d’Istria). In mostra anche la sconvolgente serie Non siamo gli ultimi, del 1970, in cui Music lascia riaffiorare alla memoria l’orrore dell’esperienza di internato vissuta nel lager di Dachau quasi trent’anni prima. Quel tragico vissuto lo aveva portato, dopo la guerra, a rendere i temi prediletti sempre più spogli ed essenziali, proiettando sul paesaggio circostante il fantasma di quel ricordo terrificante. La mostra si inserisce nell’attività pluriennale del Centro Studi Licini, da una parte proseguendo la presentazione al pubblico dei grandi artisti storicizzati del XX secolo, dall’altra indagando il tema del “segno” nell’arte contemporanea come già in mostre precedentemente ordinate.
Orari apertura mostra: Luglio – Agosto – Settembre: Sabato e Domenica dalle 16.30 alle 19.30. Nei mesi di Luglio e Agosto venerdì apertura serale dalle 21.00 alle 24.00. Ottobre – Gennaio: Sabato e Domenica dalle 16 alle 19. Visite per scuole e gruppi previa prenotazione La biglietteria è aperta fino a 30 minuti prima dell’orario di chiusura. Biglietti: Intero: € 8,00, Ridotto: € 5,00
Per informazioni su orari, biglietti, riduzioni e agevolazioni, prenotazione scuole e gruppi, visite guidate, aperture serali, aperture straordinarie, eventi collaterali, ecc.: 334.9276790 – 0734.759348 int. 6 - centrostudiosvaldolicini@gmail.com - http://www.centrostudiosvaldolicini.it