Il Parco Colle Celeste è un un'ampia area delle proprietà di Gaspare Spontini che il maestro volle destinare alla realizzazione di un giardino per il pubblico passeggio in omaggio a sua moglie Celeste.
I lavori per la sua realizzazione iniziarono nel 1846 su progetto dell'architetto Ciriaco Santini e dietro i suggerimenti della Signora Celeste Erard.
Presso l'archivio delle Opere Pie sono conservati alcuni disegni con la precisa localizzazione delle varie piantagioni di alberi, siepi e fiori scelti dalla stessa Celeste.
Il parco sorge su un'altura nella parte orientale di Maiolati ed è caratterizzato da un lungo viale alberato che s'inoltra in un boschetto delimitato da una balconata dalla quale si può godere la vista della vallata dell'Esino fino all'azzurro dell'Adriatico.
Nel parco sarebbe dovuto sorgere un tempietto aperto con colonnato dove Celeste, dopo la morte di Spontini, avrebbe voluto erigire un busto del marito, ma, ispirata da un monumento visto a Plombiéres, Celeste decise di erigere una statua dedicata alla Vergine. La statua venne inaugurata nel 1858 e l'immagine di Maria doveva proteggere tutti i paesi limitrofi e Maiolati in particolare. La donazione del monumento dedicato alla Vergine fu criticata dalla Reggenza delle Opere Pie in un documento del 1910. La mancata costruzione del tempietto venne interpretata come una mancanza di rispetto della volontà espressa in vita dal Maestro di essere ricordato con un monumento e un ritratto scultoreo in quel luogo.