Museo Archeologico Nazionale delle Marche

Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, sorto nel 1860 come Gabinetto Archeologico della Commissione dei Monumenti Regionale, ha sede nel cinquecentesco Palazzo Ferretti sul Colle Guasco di Ancona. Secondo il nuovo progetto di allestimento la struttura è stata riaperta al pubblico nel 1988 dopo diversi periodi di chiusura obbligata dovuti dapprima dai bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale e successivamente all'evento sismico del 1972. L’attuale e prestigiosa sede museale è essa stessa affascinante percorso di visita contenente gli affreschi di Pellegrino Tibaldi e i dipinti di Federico Zuccari. Nelle sale di Palazzo Ferretti sono raccolti numerosissimi e importanti reperti che si possono a tutti gli effetti considerare come la sintesi della conoscenza storico-archeologica del territorio marchigiano, dalla più antica Preistoria fino alle soglie della romanizzazione e con una particolare attenzione per quanto concerne la civiltà Picena.

Il percorso museale, di tipo cronologico e topografico, è articolato in cinque importanti sezioni: la sezione Preistorica (dal Paleolitico più antico alla fine dell’Età del Bronzo), la sezione Protostorica (dalla prima Età del Ferro allo sviluppo della civiltà Picena e Gallica) e la sezione Ellenistica (con particolare riferimento alla necropoli di Ancona). Le due restanti sezioni, la Romana e la Medievale, sono da diversi anni in fase di allestimento e dunque attualmente chiuse al pubblico.

La visita inizia al secondo piano dell’edificio, dove ad accogliere il visitatore ci sono le testimonianze più antiche rinvenute sul territorio marchigiano. Rappresentative del periodo Paleolitico sono i bifacciali e i manufatti su scheggia rinvenuti sulla sommità del Monte Conero. Il percorso prosegue poi con le sale dedicate al Neolitico, l’Eneolitico e l’Età del Bronzo con una ricca collezione di reperti quali le ceramiche appeniniche e subappeniniche, la collezione di pugnali del ripostiglio di Ripatransone e la ricostruzione scenografica del sepolcreto di Pianello di Genga.

Il primo e terzo piano sono interamente dedicati alla civiltà picena. La collezione di reperti piceni costituisce infatti la più completa testimonianza della vita e dell’arte di questa popolazione. Nelle sale del museo anconetano sono esposti, fase per fase, alcuni tra i più significativi corredi funerari e sacri piceni e gallici come quello della grande tomba a tumulo di Fabriano e i reperti dell’isola villanoviana di Fermo. La collezione comprende inoltre una importante raccolta di ceramica greca e alcuni pregevoli oggetti etruschi, frutto del commercio che i Piceni avevano con queste civiltà, oltre a corredi di armi, ceramiche e monili. Di prestigio la sala con i materiali di Pitino di San Severino Marche, dove è esposta anche la testa del “Guerriero di Numana” e la sala dedicata alle stele e alle scritture con iscrizioni in lingua nord-picena e medio-adriatica. Seguono le tombe dei Celti rinvenute a Filottrano e le corone d’oro da Montefortino d’Arcevia.

Dopo l’allestimento delle sezioni dell’Eneolitico (1995) e dell’Età del Bronzo (1997), con l’apertura di tutte le sezioni previste (Romana, Medievale e Numismatica) il Museo Archeologico delle Marche andrà a rappresentare la più importante raccolta archeologica del territorio offrendo il più completo percorso storico-culturale dell’intera regione.

Informazioni aggiuntive

  • citta: ANCONA
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