La storia delle Terme di Monte Grimano, come tutte le belle tradizioni di tanti paesi d’Italia, affonda le proprie radici nella leggenda e nel meraviglioso. Ancora oggi la gente presta attenzione al fatto che sarebbero state rinvenuti manufatti dell’antica Roma per avvalorare l’ipotesi che le nostre terme fossero famose e organizzate fin dai secoli passati. In realtà la storia delle origini è molto più modesta e se anche le nostre acque erano conosciute fin dal ‘500 e ‘600, si trattava pur sempre di acque utilizzate in modo sporadico e per di più individuale e popolare, anche se non sconosciute dai medici dell’epoca.

E’ innegabile però la continuità della tradizione montegrimanese per quanto riguarda la conoscenza (non certo la “fama” come si è solito scrivere) dei benefici che esse apportavano in caso di calcoli e di alcune malattie dell’intestino. Altrettanto innegabile è il fatto che Monte Grimano era conosciuto come luogo di villeggiatura ideale, frequentato soprattutto dai Romagnoli che vi soggiornavano prima dell’estate e subito dopo la loro stagione balneare, che già ai primi del Novecento si imponeva lungo la riviera. C’era anche chi si recava nel nostro comune, dove “l’aria è sottil, profumata e pura”, in convalescenza o vi portava i bambini con la tosse “cattiva”.

Tutto questo non è più leggenda, ma storia della ripresa di questo turismo e della volontà di organizzarlo nel migliore dei modi. Esisteva prima della 2a guerra mondiale l’albergo Appennino, ubicato nel centro storico e, subito dopo la guerra, fu costruito ex novo l’Albergo “della Salute” che allora era definito tra i migliori dell’entroterra pesarese. Qualche decennio dopo si imponeva per modernità e mole l’Hotel Nord Ovest, un vero e proprio centro di vacanza per quei tempi. C’è stato un periodo in cui in questo comune di poco più di mille persone sparse in tutto il vasto territorio, si contavano ben 5 alberghi e due pensioni, oltre decine di appartamenti e stanze in affitto stagionale.

Ma le terme erano più un nome, una fama evanescente che una realtà: esisteva qualche sorgente alle pendici del Monte S. Paolo, poco distante dal capoluogo. Una di queste era chiamata “Fonte Cantoniera” e l’acqua, dall’interno di un gabbiotto, veniva distribuita da un addetto, dietro modico compenso, a chi volesse berne o portarla a casa. Poi, negli anni ’80 tutto cambiò. Nel solco di questa tradizione indiscussa, un gruppetto di persone – sia del paese che non – che “ci credevano” crearono dal nulla lo stabilimento termale. Cominciarono con l’organizzazione di una cooperativa senza scopo di lucro, a cui oltre alla gran parte dei cittadini, si associarono ben presto enti pubblici. Questa organizzazione realizzò i lavori per una captazione delle sorgenti con criteri di razionalità e rispetto delle normative, realizzò la costruzione di un punto di mescita meno banale e molto più accogliente e, infine, ex novo, la palazzina con ambulatori per inalazioni, irrigazioni e visite mediche. Il luogo delle terme divenne un giardino pieno di fiori, tra piante secolari e sentieri ombrosi.

Parallelamente alla progressiva creazione di quelle che finalmente potevano chiamarsi “Terme di Monte Grimano”, si fece di tutto per diffondere anche una mentalità tra i cittadini di quello che poteva significare essere un “paese termale”. Molti ancora ricordano le gite organizzate dall’Assessorato al Turismo, dalla Pro Loco e dalla Cooperativa delle Terme: al mattino visita di città e monumenti, a mezzogiorno pranzo insieme al sacco per parlare e scambiare le idee, il pomeriggio interamente dedicato alla visita guidata di uno stabilimento termale grande o piccolo, ma tra i più conosciuti d’Italia. I Montegrimanesi “crescevano” così con le loro terme, finché giunse il momento di fare il grande passo: Monte Grimano era pronto a unire per sempre al proprio toponimo la qualifica di “Terme”. Non più solo Monte Grimano, ma MONTE GRIMANO TERME.

E si pensò al referendum popolare per cambiare definitivamente il nome: era il 1986. Dai discorsi al bar e nelle gite, si giunse alla prima delibera comunale.Questa decadde quando raggiunse la Regione perché di lì a pochi mesi finiva la legislatura. Il Consiglio Comunale nell’anno 1991 riprese l’iniziativa per il progredire del nostro stabilimento, tanto che l’anno successivo, la Regione indisse un referendum consultivo. Il 90,63 % dei votanti (ben 768 su 1041 iscritti di cui molti residenti all’estero) si sono espressi a favore del cambiamento del nome e solo il 7,42% fu contrario. Le schede bianche furono l’1,43 % più lo 0,52 di voti non assegnati.. Tra varie vicissitudini politiche si dovrà arrivare al 2002 quando finalmente, la Regione, con L.R. 8 del 7/5/02, ha accolto l’istanza per il cambio denominazione: dal giugno di quell’anno Monte Grimano è diventato Monte Grimano Terme.

Oggi lo stabilimento termale è una realtà viva e in espansione in mano alla iniziativa privata, ma con clausole specifiche che la legano alla realtà comunale e quindi pubblica. Con l’aggiunta nel toponimo del termine “Terme” si è riconosciuto ufficialmente che il territorio del nostro Comune ha vocazione termale e come tale è già inserito tra le località italiane con specifiche caratteristiche termali, ed è ora conosciuto in Italia e all’estero.

Nel Montefeltro, dove pure sono sorte iniziative di carattere termale, Monte Grimano rappresenta un punto di riferimento qualificante. Si sta tentando di recuperare tutto il potenziale turistico e anche se alcuni alberghi attualmente sono chiuse, sono nate altre realtà e soprattutto nella zona termale un hotel quattro stelle che rappresenta un’ offerta diversificata rispetto alla pur notevole realtà preesistente.

fonte: Comune di Monte Grimano Terme - www.comune.montegrimanoterme.pu.it

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