L'antico Montefeltro: tra conventi e castelli

Alla ricerca dei segni indelebili che la storia ha lasciato nel territorio dell'Antico Montefeltro, tra Frontino, Piandimeleto e Lunano.

Questo aspro lembo della Provincia di Pesaro, famoso per le eccelse produzioni di castagne, tartufi, funghi e miele, custodisce dei monumenti che pochi visitatori hanno avuto la fortuna di conoscere. Vi guideremo lungo un itinerario non convenzionale, che oltre alla storia saprà farvi apprezzare anche le semplici meraviglie della natura e del paesaggio.

 

Eremo di San Girolamo

Cominciamo il nostro tour da uno dei colli da dove è possibile godere di un panorama sulla montagna e sull'alta collina della zona del Carpegna e del Parco Naturale dei Sassi Simone e Simoncello. Lassú si trova un monumento che ci riporta indietro nei secoli. La chiesa ed il convento di San Girolamo vennero realizzati nei primissimi anni del Cinquecento, in particolare la chiesa venne terminata nel 1503 ed il convento fu aperto nel 1507. Il complesso, voluto dalla popolazione e fondato grazie all'opera di facoltosi benefattori, era destinato all'ordine dei Girolamini (l'ordine, nato ufficialmente nel 1420, venne soppresso nel 1933), che dedicarono la chiesa a Santa Maria delle Grazie, come era loro abitudine fare per la prima chiesa che nella zona veniva edificata. Solo in un secondo momento, pochi anni piú tardi, venne ufficializzata la dedicazione a San Girolamo. La vita ascetica della congregazione e la loro abitudine di attendere alla coltura dei campi piacque tanto che per lungo tempo i Girolamini furono oggetto di donazioni continue fino al 1810, quando a causa della "soppressione napoleonica" dovettero abbandonare il complesso conventuale che, dopo il passaggio di proprietà alla chiesa di San Girolamo di Frontino, divenne proprietà dell'Amministrazione comunale. La chiesa si presenta come struttura dall'ampia spazialità e dalle linee essenziali. La parte del chiostro che rimane è definito superiormente da volte a crociera poggianti su colonne in laterizio. Altre interessanti decorazioni si possono ritrovare nel refettorio, decorato da un'Ultima Cena e da motivi pompeiani.

 

Convento Francescano di Montefiorentino

A questo punto si cambia colle, in quanto, riprendendo la strada principale, saliremo sul colle di Montefiorentino (distante appena 4 chilometri). In un paese che appartiene solo alla memoria storica, scopriremo un monumento di grandissima importanza per la presenza dell'antico complesso conventuale di San Francesco. Sorto intorno alla metà del '200, come ne danno testimonianza l'antico portale d'accesso alla chiesa realizzato in pietra in stile gotico ed una finestra anch'essa gotica presente nell'abside, fu interessato da ingenti lavori di ampliamento e recupero. Suscita particolare interesse la cappella quattrocentesca voluta da Carlo Oliva nel 1484 per celebrare la memoria dei genitori Gianfrancesco e Marsibilia. L'architettura che definisce lo spazio della cappella si rifà al rigore geometrico tipicamente brunelleschiano ed in stile fiorentino sono anche le tombe di Gianfrancesco e Marsibilia, tanto che si può pensare siano stati usati come esempio i monumenti funebri del Bruni e del Marsupini in Santa Croce a Firenze. Ma se pensiamo che l'autore fu Francesco di Simone Ferrucci da Fiesole, comprendiamo subito come il Rinascimento fiorentino possa essere così vicino a questi luoghi. Un'altra opera che adorna la cappella è la pala realizzata da Giovanni Santi, padre di Raffaello Sanzio. Firmato dal pittore urbinate e datato1489, il dipinto raffigura la Madonna con il Bambino, Angeli e Santi con un'organizzazione spaziale che ricorda Piero della Francesca. L'opera fu restaurata nel 1927 e perciò si trova oggi in perfette condizioni e sistemata ancora nella meravigliosa originale cornice di legno intagliato, dipinto e dorato. A completare la descrizione della cappella citiamo i due inginocchiatoi in legno intarsiati da Maestro Zocchino nel 1493. Gli intarsi, raffiguranti finte nicchie, sportelli semiaperti e nature morte, ricordano molto da vicino lo Studiolo del duca Federico nel palazzo ducale di Urbino.

 

Il Castello dei Conti Oliva di Piandimeleto

Dopo aver visitato piccoli gioielli architettonici, quasi celati dal secolare silenzio di quei colli, passeremo ad un opera imponente, sito nel cuore del grazioso borgo di Piandimeleto. Scenderemo per la valle del Mutino, per circa 12 chilometri, godendo nel frattempo di una ottima vista su piccoli insediamenti, quali Monastero e Cavoleto. Per chi volesse ritrovare le tracce della storia del Montefeltro, Piandimeleto offre molteplici occasioni: sia visitando il Castello dei Conti Oliva, una splendida residenza nobiliare costruita tra il XIII e il XV secolo, sia ripercorrendo attraverso i materiali della vita e del lavoro la storia dei contadini, sia apprendendo le strutture fondamentali dello sviluppo geologico del territorio. Il Museo del Lavoro Contadino, al piano terra del Castello, sorto nel 1982 per iniziativa del Comune in collaborazione con l'Istituto di Storia dell''Università di Urbino, è organizzato in sezioni: il ciclo del grano e della canapa, i laboratori dei mestieri tradizionali (il fabbro, il calzolaio, l'artigianato rurale, il falegname, il cordaio, lo scalpellino, il birocciaio; è presente inoltre una zona dedicata alla casa colonica. Al primo piano rimane pressochè intatto il salone d'onore del Castello con i suoi fregi, i capitelli, i rosoni, il camino con l'impresa di Carlo Oliva (IN VANUM LABORANT) e adiacente una stanza, “la camera picta”, con camino scolpito e soffitto a cassettoni in cui sono visibili le antiche decorazioni. Adiacente il salone d'onore è situato l'Erbario delle Marche: realizzato dall'Istituto di Botanica dell'Università di Camerino espone 240 esemplari di piante, fiori e erbe delle Marche. A questo si aggiunge una stanza con i legni del Montefeltro. Il Museo di Scienze della Terra è sorto dalla donazione degli eredi del prof. Renzo Pieruccini e attualmente comprende circa 5.000 pezzi esposti organizzati nel seguente percorso: la Terra, la Sala delle Classificazioni, la Successione delle rocce, una postazione multimediale che ripropone gli argomenti principali, la Mostra fotografica “Case coloniche del Montefeltro” e una ricca biblioteca con 3.500 pubblicazioni (1946-1976) tutte inerenti la geologia, la geografia e le scienze della terra in genere.

 

Il convento del Monte Illuminato

Siamo così giunti all'ultimo tassello del nostro puzzle, raggiungibile percorrendo 3 chilometri in direzione Lunano. Una volta sul crinale del colle, si ha una ottima visione dei castagneti della zona, che tanto caratterizzano il paesaggio. Il Convento di San Francesco si trova a Lunano, sul Monte illuminato. Si narra che San Francesco, trovandosi a passare in questi luoghi ameni, proveniente dalla Massa Trabaria, incontrò in questo luogo un cieco a cui ridiede la vista bagnandogli gli occhi con l'acqua attinta dal pozzo che ancor oggi si trova nella corte del Convento. Il Convento risale a quell'epoca ( XIII secolo), subì numerose modifiche, fino al completo restauro effettuato dall'Amministrazione Comunale di Lunano nel corso degli ultimi anni. Il Convento attualmente ospita una Comunità di ragazzi minori e una scuola di italiano per stranieri. La chiesa annessa al Convento (con torre campanaria dello stesso periodo), è visitabile: contiene interessanti reperti e testimonianze storiche sul convento ed un quadro raffigurante San Francesco in adorazione della Vergine con Bambino, attribuito al pittore Carlo Maratta.

(Henry Marinelli)

 

 

Informazioni aggiuntive

  • citta: FRONTINO