Al centro di Maiolati, proprio di fronte all’Opera Pia a lui intestata, sorge ancora oggi la casa nella quale Spontini si ritirò nel 1850, rientrando in patria con grande pompa e colmo di onoreficienze.

L’edificio, di proprietà della famiglia Valchera che Spontini acquistò nel 1842, è di stile neoclassico, presenta una semplice ed elegante facciata in mattoni a vista: al piano terra vi sono le stanze che erano adibite a cucine e i locali per la servitù, mentre, sul retro, è conservato il piacevole giardino a cui tanta attenzione dedicò Celeste Erard che lo voleva ricco di fichi e gelsi.

Salendo le rampe delle scale si giunge al primo piano interamente dedicato alla prestigiosa carriera del Maestro e da qui al piano superiore dove si accede ad un lungo corridoio ai lati del quale si distribuiscono i locali domestici, arredati secondo il gusto dell’epoca con suppellettili e mobili appartenuti alla famiglia e una piccola curiosità: una minuscola toilette, la prima, all’interno di un’abitazione privata, realizzata a Maiolati.

Tra i vari oggetti di famiglia si distinguono delle vere rarità come la tazza con l’effige di Guglielmo III di Prussia estimatore e protettore di Gaspare Spontini nel suo periodo berlinese, o quella con lo stesso ritratto del compositore assieme ad altri musicisti contemporanei come Haydin, Haendel, Gluk e Mozart.

Di grande interesse oltre agli spartiti, ai manoscritti e ad alcuni progetti di scena, sono i due fortepiano firmati dai parigini F.lli Erard. La famiglia di Celeste Erard era, all’epoca, la più rinomata produttrice di strumenti musicali e da Parigi giunsero con essi anche due ritratti dei coniugi Spontini realizzati tra il 1810 e il 1820 dopo il matrimonio tra i due.

Di particolare rilievo i quattro dipinti, in realtà bozzetti di scena di grande qualità pittorica, che raffigurano la messa in scena delle opere francesi di Spontini: il Milton del 1804, La Vestale del 1807, Fernand Cortez del 1809 e l’Olimpie del 1819.

Nella sala attigua è conservata l’elegante divisa conferita a Spontini dall’Accademia delle Belli Arti dell’istituto di Francia nel 1839 e la medaglia coniata in occasione del primo festival musicale di Halle che diresse nel settembre del 1829. Fu in questa stessa occasione che l’Universita federiciata di Halle lo insignì del titolo di Dottore in Musica honoris causa..

Questa casa museo di grande suggestione si visita con piacere, ascoltando in stereofonia le note de Li puntigli de le donne, l’opera con la quale Spontini aveva esordito a Roma nel 1796.

Un bel medaglione di Antonio Canova orna il suo monumento funerario nella vicina chiesa di San Giovanni dove fu tumulato dopo l’imbalsamazione, nel corso della quale il cuore venne estratto dal corpo e consegnato senza pietà alla moglie Maria Caterina Celeste Erard, che gli sopravvisse ben ventisette anni.

 

Foto e testi (in parte) tratti da www.musan.it

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