Il santuario di S. Giacomo della Marca a Monteprandone

Uno dei maggiori santuari delle Marche è quello di S. Maria delle Grazie e S. Giacomo della Marca a Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno. Noto soprattutto con il secondo dei due titoli, il santuario è parte di un convento francescano fondato dallo stesso S. Giacomo nel 1449. Il santo fece dono di una immagine in terracotta p

olicroma della Madonna delle Grazie, oggi conservata nella cappella omonima. S. Giacomo nacque a Monteprandone nel 1393, diciottesimo figlio di Antonio e Antonia Gangali, e fu battezzato con il nome di Domenico. I suoi primi anni furono segnati dalla povertà, ma il piccolo Domenico fu allevato nella vicina Offida da un parente sacerdote. Per proseguire gli studi egli si recò successivamente ad Ascoli, per trasferirsi infine a Perugia, dove conseguì la laurea in legge che gli consentì di intraprendere la professione di notaio, esercitata per qualche anno a Firenze e a Bibbiena. In quest’ultima città, nel 1415 (o ‘16) Domenico maturò la decisione di abbracciare la vita religiosa e nel luglio 1416 ad Assisi entrò nell’Ordine francescano tra gli “Osservanti”, assumendo il nome di fra Giacomo della Marca.

Presi gli ordini sacerdotali a Firenze quattro anni dopo, si impegnò subito nella predicazione. Nelle sue omelie attaccava le superstizioni, il lusso ostentato, il gioco, la bestemmia e l’usura (cui contrappose la fondazione di Monti di pietà). Per far cessare le lotte di fazione proponeva in ogni comune l’istituzione di un “paciere”, svolgendo egli stesso talvolta questa funzione. Un altro obiettivo della predicazione di S. Giacomo fu l’estirpazione di quanto restava dell’eresia pauperistica dei Fraticelli (o Spirituali) ancora presente tra il Fabrianese e la Vallesina. A ciò si devono i suoi passaggi soprattutto a Fabriano, Jesi, Maiolati e Massaccio (Cupramontana), roccheforti dei Fraticelli, insieme al confratello inquisitore S. Giovanni da Capestrano. Altre città marchigiane in cui S. Giacomo predicò tra il 1423 e nel 1430 furono Fano, Visso, Ripatransone, Macerata, Tolentino, Camerino, Recanati, Ancona, Osimo, Ascoli e Pesaro. Successivamente fu inviato dai pontefici, per contrastare le eresie con la sua predicazione, in Bosnia, in Austria e Boemia. Nel 1436 era legato pontificio in Ungheria, dove predicò la necessità di una Crociata contro i Turchi, e più tardi anche a Praga.

Tale era ormai la sua autorevolezza che nel 1439 fu chiamato a partecipare al Concilio di Firenze che sancì la riunione tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa e, vent’anni dopo, al Concilio di Mantova. Dal 1440 tornò a esercitare il suo apostolato in Italia, passando di nuovo per diversi centri delle Marche. Morì a Napoli nel 1476 all’età, eccezionale per l’epoca, di 83 anni. Beatificato nel 1624 da Urbano VIII, fu dichiarato santo da Benedetto XIII nel 1726. Il santuario, ricco di opere d’arte, si definì nelle forme attuali tra la metà del Cinquecento e la metà del Settecento. Nella cappella di S. Giacomo, sotto l’altare si trova il corpo del santo, qui traslato da Napoli nel 2001. Sotto le volte del chiostro del convento si sviluppa il ciclo pittorico ottocentesco che narra la vita di S. Giacomo. In un locale attiguo si trova il Museo in cui sono conservate diverse reliquie del santo.

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