Grottazzolina, la storia

Dai Piceni ad oggi, un affascinante percorso da raccontare e vivere

Arrivare a Grottazzolina oggi vuol dire immergersi da subito nella sua storia: l'abitato del centro fatto di mattone in cotto, la tranquillità con cui si può passeggiare per le vie fedelmente ristrutturate, l'incontro con le persone che con le proprie attività commerciali ed artigiane hanno “fatto” la sua tradizione, ci introducono in un passato che ancora sa raccontare e scrivere del suo vissuto.

La sua fondazione risale al periodo dei Piceni, come testimoniato dai reperti archeologici del secondo dopo guerra curati dal prezioso lavoro di Padre Guido Piergallina. Dalle tombe ritrovate di civiltà picena emerge un'importante impronta del dinamismo e dell'ingegno di questo popolo che lo differenzia ancora oggi, attraverso due invenzioni: la fibula a tre bottoni (spilla) e la ruota con i raggi a cuscinetto (primo esempio di ammortizzatore).

Dopo le invasioni e le distruzioni barbariche, i monaci benedettini di Farfa fondarono molti conventi nel territorio fermano accelerando la bonifica delle terre ed una rinascita civile ed economica. Tra gli altri piccoli centri urbani, I Monaci Farfensi edificarono il Castello che fu il primo nucleo abitato del paese chiamato Montebello e che fu subito passato sotto la dominazione dei Canonici della Cattedrale di Fermo, che ne mutarono il nome in “Grotta dei Canonici” (Crypta Canonicorum). Solo nel 1225, con la dominazione degli Estensi il Castello venne ribattezzo definitivamente “Grotta Azzolina” (Gructae Azzolini). Dal quattordicesimo secolo Grottazzolina si troverà sotto il dominio della città di Fermo, retta da un governo libero e popolare. Come tutto il territorio fermano, essa fu scenario nel corso dei secoli successivi di numerosi scontri, congiure, complotti, discordie e pestilenze, che ne forgiò la tempra tenendo sempre viva quella rivendicazione di libertà che contraddistinse le sue operazioni belliche e politiche. Tuttavia, com'è nell'indole marchigiana, seppe sempre rialzarsi e ricostruirsi, e fu scelta dal Signore di Fermo Oliverotto Euffreducci, per la sua posizione e per la sua operosità, sede di una fonderia di cannoni per rafforzare il suo esercito.

Eretta a libero comune per la prima volta nel 1537, dal 1600 fu governata, come altri 46 Castelli, dalla città di Fermo attraverso Vicari e Podestà. Solo nel 1860 entrando a far parte del Regno d'Italia, unificata Fermo alla provincia di Ascoli Piceno, divenne Comune autonomo.

Mentre le vicissitudini politiche si susseguivano ineluttabilmente, l'amministrazione comunale di Grottazzolina nel ventesimo secolo si impegnò a migliorare la vita dei cittadini: venne fondata una biblioteca popolare, si aprirono le scuole elementari, si restaurarono le fontane pubbliche, si riattarono le strade. Nel 1879 il paese, su richiesta della Società Operaia, ebbe la Condotta medico-chirurgica; poi arrivò il servizio di messaggeria e nel 1883 anche l'Ufficio Postale.

La passione di molti grottesi per la musica fece nascere in quegli anni anche un corpo bandistico, con l'impegno del Comune di provvedere alle spese del Maestro. Nonostante l'emigrazione verso le Americhe cominciò ad essere presente anche nel Fermano con partenze numerose, l'attività di costruzione sociale e dei servizi nel territorio non si fermò: nel 1903 presero il via i lavori per la costruzione della ferrovia Adriatica-Fermo-Amandola (A.F.A).

La sua vivacità anche politica ha fatto si che sulla sedia di primo cittadino sedessero personaggi del calibro del baritono Francesco Graziani e del professore di fama mondiale e primo ministro della sanità della Repubblica Italiana Vincenzo Monaldi.

Sindaci e Consigli comunali tutti, che si sono succeduti in questi decenni di democrazia e libertà, pur con le diverse caratterizzazioni politiche, hanno permesso alla comunità grottese di vivere un lungo periodo di sviluppo e di benessere.

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  • citta: GROTTAZZOLINA
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