Nella piccola Montolmo (oggi Corridonia), la passione del teatro ha origini precoci; risale infatti al 1603 l’istanza (come al solito nella ragione avanzata da cittadini giovani ed entusiasti, spesso riuniti in filodrammatiche) per sovvenzioni pubbliche finalizzate all’allestimento di commedie (o meglio “tragicommedie” in questo caso) che verranno allestite nella Chiesa sconsacrata di S. Antonio, ormai fatiscente, appositamente rilevata dalla comune agli inizi dell’Ottocento per adibirla a sala teatrale. Allo scopo vengono acquistati il palcoscenico, le scene e le decorazioni del rinnovato Teatro dell’Aquila di Fermo per duecentocinquanta scudi (P.P. Bartolazzi, Memorie di Montolmo, 1887). Questa struttura rimane in uso per alcuni anni, quando nel 1817 Giacomo Nobili, esponente dell’aristocrazia locale, prende l’iniziativa di costruire un condominio teatrale con 28 soci, fra i quali il Comune di Montolmo che sottoscrive tre quote in cambio della proprietà del palco centrale “dedicato alla pubblica Rappresentanza”.

Il teatro è stato inaugurato, con ogni probabilità, il 26 dicembre 1819, ma si hanno notizie certe su spettacoli di prosa e musicali a partire dal Carnevale 1820. Sempre dalle Memorie di Montolmo si apprende che nel teatro furono eseguiti alcuni oratori sacri di due autori locali, il compositore Pietro Ciaffoni e lo scrittore Angelo Cola. Nel 1823 viene approvato il regolamento che regola l’attività teatrale e dal quel momento sono presenti diverse compagnie di prosa e di marionette.

L’opera lirica va in scena per la prima volta nel 184 con la rappresentazione dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti. Altre opere andate in scena sono la Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti e il Trovatore di Giuseppe Verdi (1872), Il barbiere di Siviglia e Rigoletto (1884), il Faust di Chermes Gounod (1892), Fra Diavolo di Daniel-François-Esprit Auber e la Figlia del Reggimento di Gaetano Donizetti (1896).

Nel 1844 si collocarono per la prima volta in platea gli “scranni” a pagamento e nel 1845 si eseguirono lavori di sistemazione con la dotazione di un nuovo sipario, opera dello scenografo conte Giuseppe Pallotta. Nel 1851 la città adotta il nome romano di “Pausola” e nel periodo 1853-1858 si fanno alcuni lavori di ristrutturazione, ma gli interventi più importanti vengono eseguiti nel 1904-1905 (trasformazione del terzo ordine in loggione, costruzione dell’atrio con scala indipendente di accesso al loggione, dotazione dell’impianto elettrico).

Nel 1895 il teatro fu dedicato a Giovan Battista Velluti nato a Montolmo (oggi Corridonia) nel 1780; un sopranista evirato stimato da Gioacchino Rossini, Lorenzo da Ponte, Mayerbeer, Haendel e tanti altri compositori dell’epoca, come un grande “virtuoso” del canto non solo per la bellezza della voce e la grande tecnica musicale, ma anche per l’innata eleganza di interprete e di costume destinato a passare di successo in successo nei maggiori teatri italiani ed europei. Nel 1903 i fratelli De Gaetani vi danno una rappresentazione cinematografica muta.

Nel 1904 si procede ad una nuova decorazione affidata al pittore locale Sigismondo Martini (allievo di Giovanni Douprè e Giacomo Bartolini) che, senza nessun compenso, nel settembre 1909, dopo quattro anni di lavoro come “architetto, pittore, decoratore e scenografo”,riapre al pubblico il teatro, sfolgorante per i freschi restauri e per lo sfarzoso impianto elettrico, che offre per circa dodici serate, la Carmen di Bizet. Durante la prima guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra, il Teatro fu aperto raramente e nel 1922, dopo saltuarie e brevi concessioni per serate cinematografiche, Vincenzo Perugini di Corridonia ne ottenne un lungo affitto, durante il quale organizzò vari spettacoli (anche cinematografici), operette ed altro, valendosi delle compagnie di passaggio nei teatri di Macerata.

Dal 1920 al 1955 il Teatro, ridotto a “cinema”, assistette ad un penoso degrado e dal 1957 al 1961 l’Amministrazione Comunale, riparando i guasti precedenti, portò il Teatro a miglior decoro. Alla riapertura, la struttura fu adibita a piccole rappresentazioni di prosa e più frequentemente a proiezioni cinematografiche. Nel 1992 viene affidato l’appalto per i lavori di rifacimento del tetto e successivamente viene redatto un progetto generale dei lavori di completo restauro e recupero funzionale del Teatro. Si Riapre finalmente i battenti nel Luglio 2004 per merito di una convenzione tra il Comune di Corridonia e l’Associazione Culturale “Amici del Teatro”.

La stessa, facendosi carico gratuitamente della gestione teatrale, grazie alle conoscenze tecniche teatrali acquisite dai singoli soci, è riuscita ad adeguare le strutture di allestimento di scena ottimizzando le tecniche teatrali già adottate nell’800 con l’indispensabile intreccio tecnologico degli anni 2000. Così completo, sia dal punto di vista strutturale sia per quanto riguarda gli apparati decorativi, il restauro restituisce un gioiello da cui l’intera comunità corridoniana può trarre un indiscusso vanto.

Il Teatro Storico Comunale “G.B.Velluti” è inserito nel sistema dei teatri storici marchigiani, come risulta dal “Libro bianco - Teatri Storici nelle Marche” - edito dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche - , così definiti in quanto sono caratterizzati da una forma che rimane immutata a partire dal XVII secolo ed aventi, quali linee essenziali, la pianta a ferro di cavallo, il palcoscenico ben separato dalla sala, la struttura cosiddetta “a pozzo”, con le pareti suddivise suddivise da palchi su due ordini ed il loggione. Da notare la singolarità ellissoidale della platea a beneficio dell’acustica di sala, finezza tecnica di difficile riscontro negli altri teatri storici esistenti. Interessante anche il soffitto dove sono raffigurate sei muse secondo lo stile “modernista in senso floreale”: si narra che il Sigismondo Martini durante il restauro del 1904 abbia dipinto i volti delle donne con sembianze di uno suo sfortunato amore pennese.

Molto importanti i lavori di restauro riguardanti l’apparato decorativo dei parapetti e colonne dei palchi in quanto trattasi di recupero delle originali pitture fine 1600 al di sotto dello strato decorativo più moderno. Il Teatro oggi è stato completamente ristrutturato, riportando alla luce il volto barocco originario che adesso gioca per soave contrasto con l’affresco liberty a soffitto del Martini ed al fine di mettere in risalto lo straordinario spettro dei cromatismi presenti in sala, la scelta del colore blu è sembrata meno banale e più intrigante per quanto riguarda la tappezzeria, il sipario e tutte le varie finiture tessili.

L’Amministrazione Comunale e l’Associazione “Amici del Teatro”, intendono riempire tale contenitore con iniziative differenziate e con l’apporto di più volontà espresse da associazioni private ed istituzioni pubbliche, nonché di inserire tale struttura nella rete dei teatri marchigiani e nazionali. E` inoltre intenzione di promuovere gemellaggi con altri teatri storici della Comunità Europea, prendendo opportuni contatti con Zurigo, Parigi, Alicante e Londra, nei quali la figura di Giovan Battista Velluti, ultimo dei cantanti lirici evirati, è conosciuta ed apprezzata unitamente ad altri famosi contemporanei.

fonte: www.tuttiteatri-mc.net

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