La chiesa di S. Maria della Rocca a Offida

A ovest del centro abitato di Offida sorge isolata su un alto dirupo una delle chiese più suggestive delle Marche: la chiesa abbaziale di S. Maria della Rocca. L’alto edificio in laterizio, di forme romanico-gotiche, è affiancato da un campanile terminante a cuspide ed è costituito da due am-bienti sovrapposti. A quello inferiore, la cripta, che si estende per tutta l'area del piano superiore, si accede attraverso una gradinata e un ornato portale in travertino del XIV secolo. Al suo interno vi sono numerose colonne in laterizio che sorreggono arcate a sesto acuto e a tutto sesto. La chiesa su-periore si presenta oggi in forme imponenti a una sola navata. 

S. Maria della Rocca fu menzionata per la prima volta nel 1039 in un atto di donazione del signore di Offida Longino d’Azone ai monaci farfensi di S. Vittoria in Matenano. La chiesa doveva essere la cappella di famiglia del potente feudatario: infatti, durante lavori eseguiti negli anni Settanta, fu-rono rinvenute due lastre di piombo con epigrafi riferite a Wburga e Retrude, figlia e moglie di Longino.

Fino al 1330 l’edificio sacro mantenne forme modeste, ma in quell’anno fu costruita una nuova e più vasta chiesa che inglobò quella preesistente. Tra i vecchi muri e quelli nuovi furono ricavati due spazi, uno dei quali fu destinato a cimitero dei monaci. Inoltre sul lato sud fu appoggiato un edifi-cio abbaziale costituito da un piano terra con il chiostro (e un pozzo al centro) e da un primo piano riservato alle celle dei monaci.  Tre ingressi immettevano nella cripta; i due di mezzogiorno erano riservati ai monaci mentre quello di settentrione era destinato ai fedeli. La  cripta si presenta oggi suddivisa in tre cappelle-absidi affrescate ad opera di un monaco noto come Maestro di Offida. Gli affreschi rappresentano i cicli di S. Caterina di Alessandria, S. Lucia e diversi altri santi e Vergini in trono.  Le due cappelle laterali sono divise a spicchi da costoloni che si incontrano al centro della volta. Nella chiesa superiore sono ben conservati gli affreschi del catino absidale raffiguranti profe-ti, angeli musici e Sante Vergini, opera di Ugolino di Vanne.

In seguito alla tragica pestilenza del 1511 si decise di trasformare in cimitero l’intera cripta dopo aver completato il piano superiore adibito al culto. Fu tolta così ogni comunicazione tra i due pia-ni, mentre oggi essa è consentita da una scala a chiocciola interna e da un scala esterna. Nel Cin-quecento era finita da tempo l’età delle abbazie e gli offidani, insofferenti della presenza in città di un abate forestiero, chiesero ed ottennero nel 1562, con i buoni uffici dell’abate conte feudatario di Farfa cardinale Ranuccio Farnese, la soppressione dei monaci farfensi di S. Maria della Rocca. Al loro posto fu istituito un collegio composto da diciotto canonici tra monaci e preti, guidati da un priore di Offida. Verso la fine del Settecento l’abbazia annessa alla chiesa fu demolita e il materiale edilizio fu utilizzato per la ricostruzione della collegiata. 

La collocazione dell’edificio sull’alta rupe incominciò a creare problemi alla fine dell’Ottocento co-sì che nel 1887 si progettò – e si sarebbe poi edificato sei anni più tardi – un muro di sostegno sul lato nord del dirupo. Il terremoto del 1943 provocò, oltre a vari danni, il crollo della parte superiore del campanile, che venne ricostruito, ma più basso di quello preesistente. Altri importanti lavori di restauro e consolidamento della chiesa sono stati effettuati tra il 1974 e il 1986. In S. Maria della Rocca si festeggia solennemente l’Assunzione della Vergine il 15 agosto. 

 

a cura di Pier Luigi Cavalieri

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