L'Abbazia di San Claudio al Chienti

Un lungo e suggestivo viale di cipressi conduce dalla Strada provinciale 485 che risale la valle del Chienti alla romanica chiesa di San Claudio, più nota come abbazia di San Claudio. L’edificio sorge isolato, con il complesso che lo circonda, nella campagna pianeggiante preso il sito della città romana di Pausulae, sede nel V secolo d.C di una diocesi minore che dal VII secolo sarebbe stata assorbita da quella di Fermo. 

Le origini della chiesa non sono documentate e sono tuttora dibattute. Una chiesa chiamata San Claudio viene per la prima volta menzionata come già esistente intorno al 1089, ma non come abbazia. Tale denominazione deriva dal fatto che tra il Sei e il Settecento l’arcivescovo di Fermo assunse il titolo di “abate di San Claudio”, mentre non è provata (anche se non si può escludere) l’esistenza di una vera abbazia benedettina nel Medioevo. È certo comunque che verso la fine dell’XI secolo questo edificio era il centro di un distretto amministrativo chiamato ministerium de Sancto Claudio. Un documento del 1185 ne attesta il possesso da parte del vescovo di Fermo contro le pretese dell’abate di S. Apollinare in Classe di Ravenna, mentre un’altra carta, del 1126, fa riferimento a un pievano di San Claudio (la chiesa era quindi una pieve) tenuto a corrispondere annualmente al vescovo di Fermo dei tributi in natura. L’importanza della chiesa e del luogo stava anche nella sua vicinanza alla strada che seguiva il corso del Chienti già dall’epoca romana, ed era sottolineata anche da una importante fiera che vi si tenne dal Medioevo fino all’Unità d’Italia. 

L’ aspetto di San Claudio è quello di una chiesa quadrata a due piani, con quattro pilastri, otto volte e apertura centrale al posto della nona volta. Originariamente, secondo la supposizione di molti studiosi, il piano alto possedeva una cupola centrale con tamburo. Si trattava perciò di una cappella palatina, cioè di una chiesa privilegiata ad uso del vescovo nella parte superiore e della popolazione locale in quella inferiore. 

Le due imponenti torri cilindriche gemelle che fiancheggiano la facciata sembrano richiamare modelli ravennati, così come la pianta a croce greca inscritta in un quadrato, secondo alcuni studiosi, ne denuncia influenze bizantine. Tuttavia nel 2004 H. Sahler ha escluso tali ascendenze sostenendo la derivazione dell’edificio da modelli lombardi e transalpini, e ne ha fatto risalire la costruzione ai primi decenni dell’XI secolo accomunandola all’analoga chiesa romanica di S. Vittore alle Chiuse di Genga. La chiesa è intitolata a Claudio, uno dei Santi Quattro Coronati martirizzati al tempo di Diocleziano (306 d.C.); egli compare in veste di scalpellino, con squadra, cazzuola e martellina, in uno dei due affreschi del 1486 che si trovano sull’abside principale della chiesa inferiore. 

L’esterno della chiesa è caratterizzato dalle tre absidi rivolte a est e da due laterali nord-sud tutte dotate di archetti ciechi e lesene. Lo scalone di accesso alla chiesa superiore così come il terrazzo e il portale strombato in pietra d’Istria furono aggiunti nel XIII secolo. Precedentemente si accedeva al piano superiore solo attraverso le scalette elicoidali delle torri.

La chiesa è affiancata, verso sud da un palazzetto che ospita la casa parrocchiale e un agriturismo, ma che per lunghi secoli (almeno dal 1254) è stata anche residenza dei vescovi fermani nei periodi che essi trascorrevano a San Claudio. Era altresì la sede dell’amministrazione della vasta tenuta facente parte della Mensa arcivescovile di Fermo. Oggi la chiesa di San Claudio è sempre più riconosciuta per i suoi valori storico-architettonici oltre che spirituali. 

 

a cura di Pier Luigi Cavalieri

Devi effettuare il login per inviare commenti

Montecosaro - Concerto di Natale 19

Cosa Sapere

Libri & Cultura

Vai all'inizio della pagina