Il santuario della Madonna di S. Ciriaco ad Ancona

Il millenario Duomo di S. Ciriaco ad Ancona sorge sulla sommità del colle Guasco, anticamente occupata dall’acropoli della città greca. Insignito nel 1926 del titolo di “basilica minore”, esso è uno degli edifici sacri più importanti delle Marche. Una delle cappelle al suo interno, nel transetto sinistro, custodisce  un’immagine della Madonna venerata sin dal XVII secolo. 

Il piccolo dipinto della Vergine era stato donato nel 1615 da un marinaio veneziano di nome Bartolo come ex-voto dopo che suo figlio era scampato all’annegamento durante una furiosa tempesta al largo della città. Collocato nella cripta del Duomo accanto alle spoglie del santo protettore di Ancona, esso era diventato ben presto oggetto di culto per i marinai della città dorica. La Madonna che vi è rappresentata era (ed è) nota come Regina di tutti i Santi o Madonna di S. Ciriaco. Nel 1738 l’immagine votiva fu trasferita dalla cripta alla navata destra del Duomo, all’interno di una monumentale edicola marmorea di forma cilindrica opera del grande architetto Luigi Vanvitelli, che pochi anni prima aveva progettato il Lazzaretto di Ancona. 

 

Il miracolo mariano del 1796

Tuttavia l’evento prodigioso che avrebbe fatto della Madonna del Duomo uno dei simboli della fede degli anconetani sarebbe avvenuto alla fine del secolo, precisamente il 25 giugno 1796, davanti a un folto gruppo di fedeli riunito nel Duomo per invocare la protezione della Vergine dalle truppe francesi di Napoleone Bonaparte che si stavano avvicinando alla città. Alcuni di loro videro gli occhi socchiusi della Madonna alzarsi e abbassarsi ripetutamente. Sparsasi la notizia vi fu un grande afflusso di devoti per tutta la notte. Il prodigio si sarebbe ripetuto fino al 10 febbraio 1797, quando Napoleone, occupata Ancona, fece sequestrare il dipinto, ma, còlto – secondo un canonico del Duomo - da pallore e tremore alla vista della sacra immagine, la fece riportare al suo posto insieme agli ori che aveva razziato. Il popolo anconetano continuò a tributare la sua venerazione alla Madonna del Duomo, mentre in molte città dello Stato della Chiesa si moltiplicavano le visioni di immagini della Madonna che muovevano gli occhi. 

A Roma già dal 9 luglio 1796 si mossero gli occhi della Madonna dell’Archetto nell’oratorio di via S. Marcello. Fenomeni simili si verificarono a Fermo, Amandola, San Ginesio, Sant’Angelo in Vado, Urbania, per limitarci alle Marche. Si contano complessivamente, in tutta Italia, 122 immagini, quasi tutte mariane, che avrebbero mosso gli occhi, talvolta mutando anche colore ed espressione. Si può affermare che il miracolo del Duomo di Ancona, nel contesto della grande paura diffusasi per l’invasione napoleonica, abbia generato un fenomeno devozionale di vasta portata. 

Papa Pio VII, ritornato a Roma dopo l’esilio francese, volle che l’immagine della Vergine del Duomo fosse incoronata con il titolo di Regina di tutti i Santi. 

La devozione popolare verso la sacra immagine sarebbe durata ininterrottamente, anche se il 17 dicembre 1936 il quadro fu rubato da ignoti. Fu però ritrovato un mese più tardi, spogliato degli ornamenti, nella cappella di Tor Mezzavia di Albano Laziale. Fu riportato ad Ancona il 31 gennaio 1937.

La festa della Regina di tutti i Santi si celebra il 26 giugno di ogni anno. 

 

a cura di Pier Luigi Cavalieri

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