L’Arte che Salva

immagini della predicazione tra ‘400 e ‘700: figure dei predicatori dei grandi ordini religiosi (francescani, dominicani, agostiniani, gesuiti) 60 opere d’arte (dipinti, sculture, incisioni, manoscritti e volumi). Sono esposti capolavori di grandi artisti: Jaume Huguet, Vittore Crivelli, Lorenzo Lotto, Guercino, ecc


da: Sab, 7. Ottobre 2017
 a: Dom, 8. Aprile 2018
dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-18. Sabato e domenica 10-13 e 15-19
Museo Antico Tesoro della S.Casa
LORETO, AN
071.9747198
www.santuarioloreto.eu
Mappa

E' stata inaugurata a Loreto, presso il Museo-Antico Tesoro della Santa Casa, la mostra “L’arte che salva. Immagini della predicazione tra Quattrocento e Settecento. Crivelli, Lotto, Guercino”, la prima del ciclo di eventi “Mostrare le Marche”, il progetto Biennale della Regione Marche che vede tra il 2017, e l’autunno del 2018 altre cinque mostre a Macerata e Ascoli Piceno e poi a Fermo, Fabriano e Matelica.

A cura di Francesca Coltrinari e Giuseppe Capriotti dell'Università di Macerata e organizzata da Artifex International, la mostra di Loreto è sostenuta dalla Regione Marche con l’obiettivo di valorizzare e tutelare il patrimonio artistico e culturale dei luoghi colpiti dal sisma e del rilancio dal punto di vista turistico ed economico degli stessi. Luoghi da cui provengono gran parte delle opere esposte, cioè dai musei e dalle collezioni pubbliche ed ecclesiastiche interessate dall’ultimo terremoto e messe in sicurezza presso i depositi attrezzati del MIBACT. 

”E’ attraverso la riaffermazione dell’identità culturale dei nostri territori e la fruibilità di questi capolavori – ha evidenziato l’assessore regionale al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni nel corso della conferenza stampa di presentazione - che vogliamo trasmettere un segnale di effettiva ripartenza e avviare così un percorso di rinascita dei luoghi e dell’arte ferita, tenendo quindi sempre alta l’attenzione sui territori colpiti dal dramma dello scorso anno. L’Arte salvata e l’Arte che a sua volta salva, dunque, perché porta con sé un messaggio forte di speranza nella bellezza e le Marche possono davvero fregiarsi di un immenso patrimonio artistico che della bellezza ne è ambasciatore.  Il progetto organico dei sei eventi d’arte nasce sia con l’intento di valorizzare nel biennio 2017-2018 il patrimonio culturale delle aree colpite dal sisma, anche attraverso una notevole attività di promozione su cui la Regione investirà molto, ma anche come proposta di destagionalizzazione dell’offerta turistico-culturale. Questo progetto -  ha concluso Pieroni - inoltre, rappresenta anche un ottimo esempio di collaborazione istituzionale fra Enti: Regione, Ministero, Comuni che hanno fatto sistema dando vita a un’operazione culturale importante.”   

Alla conferenza stampa, moderata dal dirigente regionale Raimondo Orsetti affiancato dalla dirigente del servizio Cultura, Simona Teoldi, hanno preso parte anche i curatori della mostra, il sindaco di Loreto, Paolo Niccoletti,  il sindaco di Matelica Alessandro Delpriori, la coordinatrice Unità di Crisi regionale- Marche del Mibact, Francesca Furst.

Il progetto “Mostrare le Marche”, dopo la partenza al Museo-Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto , vedrà l’apertura a Macerata, Palazzo Buonaccorsi, della mostra “Capriccio e natura nel secondo Cinquecento. Percorsi d’arte e di rinascita nelle Marche” a cura di A.M. Ambrosini e A. Delpriori, nei mesi da dicembre 2017 a maggio 2018; mentre, ad Ascoli Piceno, presso la Pinacoteca Civica e Sala Cola dell’Amatrice è in programmazione la mostra “Cola dell’Amatrice pittore eccentrico tra Pinturicchio e Raffaello”. Il 2018, con una tripla partenza nel mese di marzo, vedrà a Fermo, nella Chiesa di San Filippo, l’ordinamento della rassegna “Rinascimento a Fermo: pittori tra Adriatico e Appennino dal tardogotico a Carlo Crivelli”, che terminerà nel dicembre 2018. Intanto a Fabriano, sempre a marzo, si aprirà all’Oratorio San Giovanni la mostra “Orazio Gentileschi caravaggesco errante nelle Marche” visibile fino a settembre 2018. Anche Matelica da marzo a settembre 2018 ospiterà una considerevole rassegna espositiva: “Il romanico nelle Marche con i percorsi delle abbazie (Valle del Chienti – Valle del Potenza)”.  Tutte le mostre sono collegate anche da voucher promozionali: la visita di una mostra dà diritto allo sconto per l’ingresso ad un’altra delle sei in programma.

LA MOSTRA A LORETO

La rassegna è promossa dalla Regione Marche, Assessorato alla Cultura e Turismo, dal Ministero  dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Segretariato Regionale per le Marche, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e dall’Anci Marche in accordo con la Conferenza Episcopale Marchigiana. Ed è realizzata in collaborazione con la Prelatura della Santa Casa di Loreto e del Comune di Loreto. L’iniziativa si avvale del contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto e della Fondazione Opere Laiche Lauretane e Casa Hermes. Con il patrocinio dell’Università di Macerata e la partecipazione della Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù e l’organizzazione di Artifex International.

“L’arte che salva. Immagini della predicazione tra Quattrocento e Settecento. Crivelli, Lotto, Guercino”, mostra tematica di grande interesse storico, artistico e religioso, si propone di approfondire la conoscenza della produzione artistica collegata a un fenomeno che ha caratterizzato in profondità la cultura non solo europea, la predicazione.

Tale tema verrà illustrato nei suoi molteplici aspetti: dalle figure dei predicatori dei grandi ordini religiosi, francescani, domenicani, agostiniani e gesuiti, alle devozioni da loro promosse con le relative immagini, spesso opera di grandi artisti quali Crivelli, Lotto, Muziano, Guercino; dall’effetto della predicazione sui fedeli, attraverso il caso emblematico di Santa Camilla Battista da Varano, al rapporto con altre fedi religiose e fino alla spinta missionaria mondiale dei predicatori della Compagnia di Gesù. Il percorso è illustrato attraverso 41 oggetti fra dipinti, sculture, incisioni, manoscritti e volumi provenienti dalla Regione Marche, con un nucleo significativo di opere salvate dal terremoto del centro Italia.

Suddiviso in otto sezioni, il percorso espositivo si snoda attraverso l'esposizione di dipinti di artisti più o meno noti, quali ad esempio, il San Nicola da Tolentino del Guercino, il Battesimo di Cristo e  Cristo e l’Adultera di Lorenzo Lotto, insieme a preziosi manoscritti, libri e altri oggetti artistici, per raccontare l’origine e gli sviluppi della pratica predicatoria, l'uso e il significato delle immagini collegate alla predicazione, l'effetto che le prediche producevano sugli ascoltatori.

La prima sezione, i modelli biblici del predicatore, mostra quali sono stati i punti di riferimento nella Bibbia e nel Vangelo per i predicatori di tutte le epoche: i profeti, san Giovanni Battista, Gesù e gli Apostoli. In questa sezione, fra le altre, sono visibili le tele di Girolamo Muziano e l’arazzo fiammingo con La predica di san Paolo agli ateniesi (1620-1624ca.), derivato da una composizione di Raffaello.

Nella seconda sezione, i predicatori dell'Osservanza francescana si incontrano i più grandi predicatori del XV secolo, i frati francescani osservanti Bernardino da Siena, Giacomo della Marca e altri, figure carismatiche capaci di trascinare le folle con la loro oratoria, inventori di immagini per promuovere devozioni, culti o anche istituzioni laiche, come i monti di pietà.

Nella terza sezione, l'effetto delle prediche sull'animo umano: l'esempio di suor Battista da Varano, si racconta la storia di una grande ascoltatrice di prediche, mistica, scrittrice e guida religiosa, la suora clarissa Battista da Varano (1458-1524), figlia del duca di Camerino, santificata nel 2010. Gli oggetti esposti, quasi tutti appartenuti alla santa, provengono dal convento di Santa Chiara a Camerino, fortemente danneggiato dal terremoto.

Nella quarta sezione, I soggetti iconografici diffusi dall'ordine agostiniano, particolarmente legato alle Marche in quanto il primo santo dell'ordine è san Nicola da Tolentino (canonizzato nel 1446), presente in un capolavoro di Guercino, si viene a contatto soprattutto con la curiosa iconografia della Madonna del Soccorso, dove la Vergine Maria scaccia  a bastonate il diavolo venuto a rapire un bambino, svelando il significato religioso e sociale dell'immagine.

Nella quinta sezione, La predicazione domenicana e il confronto con i francescani: il Rosario e l'Immacolata, si mettono in parallelo i due soggetti iconografici: il Rosario, diffuso soprattutto dopo la battaglia di Lepanto (1571), vinta dai cristiani contro i Turchi e attribuita proprio alla Madonna del Rosario; l'Immacolata Concezione della Vergine, al centro per secoli di scontri fra i vari ordini religiosi, fino alla proclamazione del dogma nel 1854.

La sesta sezione, intitolata La Predicazione e la conversione presenta le immagini della conversione di San Paolo, dell’ebreo Giuda divenuto san Ciriaco e dell'Adultera perdonata da Cristo, che fornivano agli "infedeli" (ebrei e turchi) e ai peccatori modelli di cambiamento e redenzione.

La settima sezione, la Missione predicatrice di don Felice Silvestrini da Petriolo (1711-1779) fa conoscere questa figura di umile sacerdote e missionario che fu educatore, predicatore e committente d'arte nelle Marche alla vigilia dell'Illuminismo.

Il viaggio ideale tracciato dalla mostra si conclude nell'ottava e ultima sezione (I predicatori, Loreto e il mondo: il trionfo dei gesuiti) con un'apertura all'Oriente, cristianizzato nel '500 dai missionari della Compagnia di Gesù, molti dei quali, come san Francesco Saverio e il maceratese padre Matteo Ricci, primi evangelizzatori rispettivamente del Giappone e della Cina, passati per Loreto. Qui vengono esposte vere rarità, come il ritratto di Matteo Ricci vestito da letterato Ming dei Musei di Macerata e un prezioso leggio laccato con intarsi di madreperla che si ritiene sia un dono alla Santa Casa di Loreto dei primi ambasciatori giapponesi giunti in Europa nel 1585.

Particolarmente curato è l'apparato didattico della mostra, con testi e supporti grafici elaborati per consentire la migliore comprensione al più ampio pubblico, secondo i più aggiornati criteri della comunicazione museale.

 

Infine, nella Pinacoteca Civica e nella città di Jesi è proposto un itinerario della predicazione legato ai temi della mostra “L’Arte che salva”.  La mostra è corredata da un catalogo edito da Silvana Editoriale.

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