Filottrano


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Filottrano, città con quasi 10.000 abitanti, si trova nel territorio della provincia che ha come capoluogo Ancona, nel cuore di quel colorato entroterra marchigiano fatto di serene e ordinate colline.

Dalla sua privilegiata posizione baricentrica è possibile raggiungere facilmente le città capoluogo di provincia Ancona e Macerata, così come il mare e la montagna. La sua posizione collinare, 270 metri sul livello del mare, permette di godere di un suggestivo e vastissimo panorama che spazia dalle borgate vicine Osimo, Castelfidardo, Recanati, S. Maria Nuova, Cingoli, Treia, Macerata e Montefano.

Quello che affascina di più, però, sono le campagne filottranesi che circondano il paese offrendo un paesaggio molto suggestivo sia d'inverno, quando tutto è reso candido dalla neve, sia d'estate, quando è possibile scorgere una bellisima varietà di colori.

Dai suoi vari punti di osservazione nelle giornate limpide e rivolgendo lo sguardo verso sud-ovest, si possono scorgere le principali vette dell’Appennino Centrale, la Maiella ed il Gran Sasso d’Italia, più vicine il San Vicino e la misteriosa “Sibilla”, il Catria e il Monte Nerone mentre ad est spicca sull’orizzonte il profilo dell’unico monte della costa adriatica, l’inconfondibile Monte Conero.

Geologicamente il territorio è composto in prevalenza da materiali di natura marnoso-argillosa, salvo i brevi fondo valle del Musone, del Rio Troscione e del Fiumicello che sono di natura alluvionale.

Con le sue numerose frazioni, parte integrante di un tessuto civico ricco e variegato, Filottrano può essere definita una tipica Città “terrazzo sulle Marche”.

Da visitare:

La Chiesa S. Maria Assunta della Pieve, sede della Prepositura, si trova al di fuori della mura, è dedicata a Maria Vergine Assunta.

.La Chiesa di S. Michele Arcangelo – protettore della città – fu progettata dall’architetto Giuseppe Fontana di Como, sul finire del XVIII sec.

.La Chiesa di S. Francesco, edificata all’inizio del XVI sec. sull’area della precedente Chiesa di S. Rocco, con notevoli opere d’arte conservate come la pala d’altare del fanese Pompeo Morganti (1543), e la Madonna del Rosario di Ercole Ramazzani (1571). E' stato dichiarato monumento nazionale.

Monastero della Clarisse fu fondato nel 1578 con  tre altari, il Cappelloncino, adornato di stucchi, e un grande Crocifisso ligneo.

La Chiesa di S. Cristoforo è una delle chiese più antiche della città, con affreschi, di vari autori e di diverse epoche.

La Chiesa di S. Maria degli Angeli con al suo interno decorazioni, bei dipinti su tela e contiene anche diversi affreschi del filottranese Filippo Starnari.

La Chiesa delle Sacre Stimmate in cui  è conservato un Crocifisso ricostruito nel 1826 venerato in seguito a un fatto prodigioso verificatosi nel 1796.

La Chiesa di S. Maria di Tornazzano si trova a Tornazzano contenente un antico affresco della Madonna con il Bambin Gesù, luogo di venerazione dei fedeli perle  innumerevoli grazie ricevute.

La Chiesa di S. Maria di Storaco, sorta su un tempio pagano probabilmente di epoca romana.

Una curiosità; all’incrocio tra Via Leopardi e Via Rosselli si vedono cinque Chiese: S. Francesco, Stimmate, S. Maria degli Angeli, S. Michele, Chiesa del Monastero delle Clarisse.

 La storia dei palazzi filottranesi va tracciata inevitabilmente in parallelo alla storia delle famiglie presenti nel XVIII e nel XIX secolo. E’ difficile stabilire con esattezza l’epoca di costruzione dei palazzi, molti dei quali sono il risultato della fusione o della ristrutturazione di precedenti e diverse costruzioni. Tuttavia l’eleganza delle linee architettoniche visibili dall’esterno e la ricchezza delle decorazioni presenti all’interno testimoniano la maestria di architetti, decoratori, falegnami e costruttori che regalarono alla Città molti gioielli tra i quali:

Palazzo Accorretti splendida struttura costruita nel ‘500 e ampliata nel ‘700 recentemente restaurata. È il palazzo più grande della città di Filottrano e conserva al suo interno testimonianze rinascimentali.

Palazzo Beltrami-Luchetti, importante sia dal punto di vista architettonico che storico, sede del Museo del Biroccio e del Museo Beltrami e splendido esempio di decorazioni neoclassiche realizzate nel periodo napoleonico.

Tra tutti, emerge nel cuore della città l’elegante e sobrio Palazzo Comunale del XVI sec. realizzato nello stile bramantesco e spicca con la sua elegante torre civica.

Immersa nel verde e nell’armonia delle campagne marchigiane, Filottrano offre ai visitatori anche alcuni gioielli architettonici del tutto particolari:

Villa Montepolesco, in origine di proprietà della famiglia Spada-Laviny oggi dei Conti Balbo di Vinadio, si trova lungo la strada che conduce alla frazione Casenuove di Osimo.

Villa Centofinestre, della famiglia Rangoni-Machiavelli, è anche conosciuta come villa Carradori, costruita all’inizio del settecento, spicca per la sua facciata imponente e simmetrica. Nel parco esiste uno degli unici “teatri di verzura” del Centro Italia, un auditorium naturale dall’acustica perfetta.

Da non perdere una visita al Museo del biroccio marchigiano, costituito nel 1967 e sistemato al piano terreno del Palazzo Beltrami-Luchetti, si contraddistingue per la particolare scelta tipologica del materiale raccolto: il biroccio marchigiano e il Museo Beltrami, una  raccolta di cimeli di Giacomo Costantino Beltrami,  situata nello stesso Palazzo con oggetti e manufatti delle popolazioni del Nord e Centro America, raccolti da Beltrami durante i suoi viaggi nel continente americano, che lo condussero a scoprire le sorgenti del Mississippi. I due Musei sono di proprietà della famiglia Luchetti.

Di recente  stata inaugurata a Filottrano la “Mostra permanente di cimeli della Seconda Guerra Mondiale e Memorial della battaglia di Filottrano”. Che ospita reperti bellici raccolti sul campo di battaglia e in genere armi, munizioni, foto, memoriali e diari di combattenti, mappe militari ed equipaggiamento di soldati dei vari eserciti protagonisti della Seconda Guerra Mondiale.

Tra gli eventi più significativi durante l’anno sono da ricordare: la Contesa dello Stivale che fa rivivere, grazie allo sette contrade  filottranesi, la resa degli osimani nella battaglia contro la città filiorum Optrani.

da www.comune.filottrano.an.it

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