Cantiano


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Piazza Luceoli 3 61044 CANTIANO PU
0721.789911
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Il paese è sito a cavallo tra le Marche e l'Umbria ed è attraversato dalla Via Flaminia, importante arteria che collega Roma alla costa adriatica.

Posto ai piedi del massiccio del Catria, che, coi suoi 1702 m s.l.m., è la quota più alta della provincia di Pesaro e Urbino ed una delle principali vette dell'Appennino umbro-marchigiano, è immerso in estese e secolari faggete ad altofusto tra cui va ricordato il bosco di Tecchie, istituito parco pubblico nel 1986.

Michele Mercati, biologo, naturalista ed archiatra pontificio (1541-1591), descrive ampiamente Cantiano nella sua opera botanica e mineralogica intitolata "Metalloteca Vaticana" (1574), ricordandolo per l'amenità dei luoghi e per le ricchezze naturali, nonché per la copiosa quantità di fossili. In effetti, ancora oggi, i monti circostanti sono ricchi di frammenti fossiliferi.

Il Centro storico:

Il centro storico di Cantiano, con i suoi palazzi gentilizi e la monumentale chiesa Collegiata, ha l'aspetto di una nobile cittadina. Dell'antico mondo medievale e degli edifici gotici resta un suggestivo frammento, fortemente influenzato dall'architettura umbra, in un rione detto il "ghetto", i cui caseggiati sono prospicienti l'attuale via Fiorucci.

Lungo le facciate, senza soluzione di continuità, si aprono le porte dei palazzi. Numerose sono le porte dei fondaci, delle officine e delle botteghe, segno di vivacità commerciale, nonché le porte delle abitazioni e le cosiddette "porte del morto". I piani superiori sono articolati dalla presenza di alcune eleganti loggette o da semplici finestre con archi ogivali. La via Fiorucci è ritenuta dal Lombardi "una testimonianza fondamentale dell'impianto abitativo del periodo gotico".

Il Palazzo comunale:

Sito in piazza Luceoli, costruzione del 1800 in puro stile rinascimentale si appoggia all'antico Palazzo del Podestà ed a quello dei Priori. Nell'atrio è in vista una colonna miliare risalente al 305 d.C. di provenienza dalla antica via Flaminia dove segnava il miglio CXL da Roma (140°). Nella bella sala consiliare si trova, tra le altre, una tela raffigurante un "Mane nobiscum Domine" di Felice Damiani da Gubbio, un antico camino di pietra serena proveniente dal Palazzo Priorale insieme ad una bellissima lumiera in vetro di Murano. Dipinti, fregi, stemmi ed ornamenti ne fanno una delle più bele sale consiliari della provincia.
Nell'ufficio del Sindaco è posta una autentica "Savonarola" con lo stemma dei Della Rovere e le lettere "FM" che la farebbero appartenuta al duca Francesco Maria II. Nella biblioteca comunale sono collocate numerose pregevoli opere antiche tra cui alcuni incunaboli: prezioso un "De Bello Gallico" del 1480, insieme ad una raccolta di pergamene riguardanti gli interessi della Comunità, scritte in lingua dei primi del 1400. All' esterno, particolare interesse ha l'orologio pubblico cui dedichiamo una sezione a parte.

fonte: Wikipedia.it

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