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ALESSANDRO OLIVA


“L'angelo della pace”
Fossombrone 1407 - Tivoli 1460



Pio II Piccolomini, il papa che ebbe di lui una stima eccezionale, lo chiamava “l'angelo della pace”. Stiamo parlando di fra Alessandro Oliva, nato a Fossombrone nel 1407, una delle figure più importanti nella storia dell'ordine agostiniano.

Di buona famiglia, fu avviato agli studi e da giovanissimo entrò nell'ordine di Sant'Agostino. Fu a Matelica, poi completò la sua formazione a Perugia, dove a dodici anni iniziò il noviziato.
Messosi in luce come uno dei migliori novizi, fu inviato a perfezionare i suoi studi nell'allora Studio generale agostiniano di Rimini, dove entrò a 16 anni nel 1423.

Successivamente fu a Bologna, a Perugia, ancora a Roma, e infine nuovamente a Rimini per incarico dell'allora priore generale, Gregorio da Rimini. In queste località insegnò ai novizi, fino a raggiungere nel 1438 il grado di maestro in teologia, ottenendo come ultimo incarico la cattedra nello Studio perugino.

Non tralasciò comunque la sua attività pastorale, tanto che gli anni dell'insegnamento furono anche quelli in cui si mise in luce per la sua mitezza e per il suo grande cuore. Cosicché nel 1439 fu eletto Priore della Provincia agostiniana della Marca, a capo di una delle maggiori e più importanti organizzazioni agostiniane del tempo.

Nel suo nuovo incaricò visitò le famiglie della Regione, ma si vide anche assegnare dalla Curia generale delicati incarichi in tutta Italia. Anche la Santa Sede lo designò a importanti mansioni: lo stesso papa Pio II lo volle al suo fianco, e non è difficile credere che proprio su indicazione del Piccolomini fra Alessandro Oliva arrivò ai vertici dell'Ordine.
Il pontefice lo chiamò più volte a visitare varie regioni italiane, in particolare Umbria e Marche, con delicati incarichi di controllo.
Fu in tali circostanze che Pio II lo ribattezzò “angelo della pace” per i risultati che ottenne in varie città dove venne inviato per dirimere controversie insorte nella gestione spirituale delle diocesi e nei rapporti fra i vari ordini e l'autorità locale.

Alla morte del Priore generale Giuliano Falciglia, l'Oliva assunse l'incarico di Vicario generale fino alla convocazione del Capitolo dell'Ordine, celebrato a Tolentino nel 1459. Proprio in tale Capitolo i padri agostiniani lo elessero loro 28° Priore generale.
Al vertice degli Agostiniani Alessandro Oliva restò soltanto dieci mesi, in quanto il 5 marzo 1460 il papa lo creò cardinale del titolo di Santa Susanna, assegnandogli poi la diocesi di Camerino.

Nonostante la giovane età, l'Oliva era di salute malferma. Recatosi a Tivoli per curarsi, qui morì il 21 agosto 1463. Raccontano le cronache agostiniane che fu compianto dall'intero Ordine. Lo stesso Pio II assistette alle esequie, ascoltando l'orazione funebre di Giovan Antonio Campano. Il card. Alessandro Oliva fu sepolto nella chiesa di Sant'Agostino a Roma, fra i grandi del suo Ordine.



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