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Caio Crispo Sallustio, storico romano vissuto nel primo secolo a.C., nell’opera De Conimatione Catilinae (La congiura di Catilina) ha un passo che focalizza la nostra condizione umana; dice testualmente: “Siamo composti di anima e di corpo: l’uno in comune con gli animali (cum belluis) l’altro con gli Dei”. A lui fa eco dopo secoli Ugo Foscolo (1778-1827) che ne “I Sepolcri” dice: “Dal dì che nozze, tribunali ed are// dieder alle umane belve esser pietose// di se stesse ed altri… religion che con diversi riti… le virtù patrie e la pietà congiunta tradussero per lungo ordine d’anni”. Si pone la religione quale denominatore comune della vita umana sia che si tratti di religioni antiche (Giove, Minerva, i flamini, i pontefici) sia del cristianesimo rectius del cattolicesimo con il suo messaggio evangelico.
Ma le vicende umane nello svolgersi della storia portarono a fatti ed eventi anche religiosi che incisero profondamente sul tessuto sociale. Ci limitiamo alle Marche e al periodo del Risorgimento quando era il 12 marzo 1849 e l’arcivescovo di Fermo il cardinale Filippo De Angelis venne preso e tradotto in prigione in Ancona. Si disse che fu il triumvirato Mazzini, Armellini e Saffi a volerne la cattura. Ma il triunvirato entrava in funzione il 19 marzo, dopo 8 giorni. Però è un fatto incontrovertibile che fu condotto nella fortezza di Ancona e venne liberato dagli Austriaci dopo 100 giorni. Più tardi, alla venuta dei Piemontesi nel 1860 sarà di nuovo preso e deportato a Torino dove rimarrà per 6 anni. Il cardinale De Angelis, il leone delle Marche, contro i rivoluzionari e gli imperatori dello Stato Pontificio. Era il cardinale più inviso delle Marche. Giunto quarto in graduatoria in conclave da cui uscì eletto Pio IX, fu presidente del Concilio Ecumenico Vaticani I
Ma (e qui non si può non pensare ai corsi e ricorsi storici di vichiana memoria) dopo 150 anni la sede arcivescovile fermana, con decreto vaticano del 12 marzo 2000, viene ufficialmente designata come la sede metropolitana più importante della regione Marche. Negli ultimi anni ci sono stati dei mutamenti: con Decreto del 20 settembre 1986 vengono riunite in una sola le diocesi di Urbino, Urbania, Sant’Angelo in Vado; a Macerata, in virtù dello stesso decreto, sono riunite le diocesi di Tolentino, Recanati, Cingoli, Treia; a Camerino è unita San Severino Marche; a Fano vanno Fossombrone, Cagli e Pergola; a San Benedetto del Tronto sono riunite Ripatransone e Montalto.
Col decreto del 12 marzo 2000 a Fermo viene aggiunta Ascoli Piceno, ad Ancona sono aggiunte Loreto, Matelica, Fabriano e Senigallia.
Ricapitolando, ecco le nuove classificazioni
La Metropolitana di Pesaro. Urbino, che era sede metropolitana dal 1563, perde tale stato e passa a Pesaro in cui si costituisce la metropolitana più settentrionale con le diocesi di Pesaro, Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola, Urbino, Urbania, Sant’Angelo in Vado, con un totale di 293.424 abitanti
La Metropolitana di Ancona con le diocesi di Ancona, Osimo, Jesi, Fabriano, Matelica, Senigallia, Loreto, con un totale di 466.428 abitanti.
La Metropolitana di Fermo: è la più vasta in quanto abbraccia le sedi di Fermo, Macerata, Tolentino, Camerino, San Severino, Recanati, Cingoli, Treia, San Benedetto del Tronto, Ripatransone, Montalto Marche, Ascoli Piceno, per un totale di 690.200 abitanti.
A Fermo dal 1938 ha sede il Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno che giudica le cause matrimoniali dell’intera regione Marche e i comuni di Ancarano, Valle Castellana, Sant’Egidio alla Vibrata, Martinsicuro e parte di Colonnella, in quanto appartenenti alle diocesi marchigiane.
Eventi, questi accaduti, di marzo anche se a distanza di 150 anni l’uno dall’altro, ma che interessano la vita religiosa della regione.
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