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SANT’ANGELO IN VADO, ANTICA CAPITALE DELLA MASSA TRABARIA




Viaggio in uno dei borghi più suggestivi e ricchi d’arte dell’alta Valle del Metauro

Le mostre nazionali del tartufo pregiato sono un’ottima occasione non solo per assaporare il pregiato frutto del bosco, ma anche per scoprire il patrimonio culturale e ambientale dell’entroterra pesarese, dove è situato Sant’Angelo in Vado. Questo grazioso borgo che sfiora i quattromila abitanti è collocato nell’alta valle del Metauro, proprio nel punto in cui il Torrente Morsina confluisce nello stesso Metauro, e sorge sulle rovine dell’antica Tifernum Mataurense, i cui resti sono visibili nell’area archeologica e nel museo romano, ricco soprattutto di epigrafi. La città romana fu distrutta dai Goti nel sec. VI e subito dopo ricostruita con l’attuale nome. Successivamente fu dominata dai Brancaleoni e dai Montefeltro, seguendo le sorti di Urbino, finchè non fu ceduta allo Stato Pontificio. Per un lungo periodo di anni fu anche capoluogo della Massa Trabaria, l’antica regione montana che sorgeva a cavallo di Marche, Umbria, Toscana ed Emilia Romagna.
Il monumento di maggiore importanza è la Chiesa di Santa Maria dei Servi, di origini trecentesche, modificata una prima volta in età rinascimentale. L’interno custodisce una sorta di tesoro artistico, soprattutto pitture e sculture: una Madonna in Gloria, bassorilievo bronzeo di Lorenzo Ghiberti, Madonna col Bambino e Santi, una tela datata 1543 di Raffaellino del Colle, Visione di San Filippo Benizi, del pittore vadese Francesco Mancini.
Centro della vita vadese e punto d’incontro per i tutti i suoi abitanti è Piazza Pio XII dove si affacciano il Palazzo della Ragione, sec. XVI, caratterizzato dall’alta e poderosa torre, e il Duomo, risalente al sec. XII, ma ampliato in epoca rinascimentale. Il possente edificio è caratterizzato da una facciata in cotto a due ordini e dall’interno a pianta basilicale a tre navate. Nella parete destra conserva un‘Adorazione dei Magi di Claudio Ridolfi. Da vedere in piazza Umberto I la Chiesa di San Filippo, di origini seicentesche e il Palazzo Comunale, di epoca medesima, dove è conservata una tela (Madonna col Bambino e Santi) dell’illustre pittore marchigiano Federico Zuccari. Merita una visita anche la Chiesa di San Francesco, costruita verso la fine del duecento e quasi completamente rifatta nel 1643, con un bel portale gotico che spicca sulla facciata incompiuta.
Ottimi tartufi e altri prodotti a base del prezioso tubero possono essere acquistati da Fabiano Martelli in via Papa Clemente XIV.
s.g.


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