La storia protagonista di vicoli e piazze tutti da vivere

Pedaso offre una moltitudine di itinerari da percorrere: dalla terra ferma al mare, si possono incontrare luoghi e scorci di questa cittadina marinara che fa della vivibilità, della tranquillità e della tutela dei beni storici ed ambientali un motivo di crescita e di sviluppo turistico.

“Pedasu un furnu e sette case e se ce fai riturnu sette case e un furnu”, è un detto popolare conosciuto da tutti che testimonia l'entità del Borgo vecchio. L'antico paese costruito in marina a partire dal primo decennio del 1800, era composto da 18 case comprensive l'edificio comunale con forno al piano terra, che è a ridosso della Statale Adriatica con torre, orologio meccanico, due campane ed una loggetta superiore, più la chiesetta del monte.

Oggi il borgo vecchio è attraversato da vie e vicoli dai nomi semplici o legati al lavoro quotidiano come “Vicolo dell'Uva”, “Via Gessara” per la presenza di un'attività di lavorazione di cui sono rimaste all'interno di un giardino due mole per la produzione di calce e gesso, “Vicolo del Pero”, “Via del Forno” o infine “Via della Volpe” così detta in ricordo dell'animale selvatico che un castellano aveva condotto con sé trasferendosi dal Monte alla Marina.

In fondo alla via Cristoforo Colombo ai primi decenni del secolo scorso vi erano le “case basse” che rappresentavano l'ambiente abitativo dei pescatori, mentre in altre, di cui alcune con muretti di recinzione di pietra e piante di aranci all'interno di giardini, vi si potevano scorgere le donne pedasine creavano panni di lana, perché anche qui come in buona parte dell'Ascolano si praticava la bachicoltura. Oggi questi edifici dipingono Pedaso come un quadro ambientale in cui lasciarsi cullare dalla propria storia.
Dalla piazzetta del centro caratterizzata da una tipica palma centrale attorniata da una serie di edifici, tra cui si scorgono le  eleganti modanature bugnate del portale d'ingresso del Relais Villa Ricci (già palazzo Tesei), attraverso un ponte si arriva al mare. I due chilometri di lungomare, dedicato ai cantautori italiani del ventesimo secolo, danno la possibilità a chiunque di trovare la propria oasi felice: per gli amanti della spiaggia è possibile rimanere sulla terraferma grazie all'accoglienza puntuale e minuziosa degli chalet; gli amanti del mare possono invece scoprire il “Circolo Nautico della Valle dell'Aso” con il quale poter svolgere attività sportive, ricreative e culturali della pesca, della vela, del turismo nautico e degli sport acquatici in genere.

L’abitato vecchio di Pedaso al ridosso del mare e la spiaggia non sono gli unici ambienti in cui potersi meravigliare della ricchezza ambientale di questa piccola realtà rivierasca. Da sempre in un rapporto di vicendevole integrazione con la parte bassa della città, l'altura del monte Serrone rappresenta il luogo ideale per gli amanti delle passeggiate in mezzo al verde.

Percorrendo la Strada Panoramica si attraversa infatti una folta macchia mediterranea, un ambiente floristico da preservare, che lascia meravigliato chiunque sale su per le rampe e i viottoli. Se impressionante è “La Cupa”, la spaccatura nella quale in passato il mare entrava dentro e che spaventò il popolo pedasino dal 1600, a dir poco sbalorditivo per gli escursionisti è lo spettacolo che si scopre in cima alla camminata: l'ampio pianoro del monte Serrone permette un'incantevole visuale unica per estensione e varietà di quadri. Quasi a picco sul mare, si spazia a 360° in un’estasi di paesaggi e vedute mozzafiato. Infine, grazie all'Osservatorio Astronomico, costruito per merito di un di un gruppo di pedasini (e dell'allora amministrazione comunale) è possibile ampliare lo sguardo oltre l'asse orizzontale verso le meraviglie del cielo, che diventa tetto stellato di Pedaso.

Mariateresa Ferroni

Foto dal sito http://www.comunedipedaso.it/

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  • citta: PEDASO
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